DA NON PERDERE
Abulhawa Susan
"Nel segno di David"
Sperling e Kupfer editori - 2006
<<’Ti abbiamo chiamata Amal con la vocale lunga perché la corta indica una sola speranza, un solo desiderio’, mi disse una volta mio padre. ‘Tu sei molto di più. In te riponiamo tutte le nostre speranze. Amal, con la vocale lunga, significa speranze, sogni, tanti.’ Avevo soltanto sei anni e da allora crebbi con la convinzione di essere l’unica custode dei sogni di mio padre, tutti quanti.>>
<<I PERSONAGGI di questo romanzo sono fittizi, ma la Palestina non lo è; così come non lo sono le personalità e gli eventi storici. Senza dubbio l’immaginazione può ben poco per descrivere la realtà del “conflitto mediorientale”, tuttavia dal canto mio ho cercato, affidandomi alla memoria e alla storia, di rendere luoghi e fatti nel modo più oggettivo possibile. Mi sono basata su fonti scritte, citate nella biografia, e in alcuni casi direttamente nel testo. Gli aspetti e le sfumature culturali li ho derivati principalmente dalla mia famiglia – siamo infatti palestinesi – e da viaggi frequenti in Cisgiordania e a Gaza. Nell’intento di dare una visione storica veritiera, spesso ho usato riferimenti a <<gli ebrei>>, cosa che spero non offenderà i lettori più sensibili, perché si tratta unicamente del frasario diffusosi in seguito all’occupazione militare israeliana.>>
( Nota dell’Autrice)