L’accusa di genocidio a Gaza segue un soldato israeliano fino in Italia

di Ali Abunimah

The Electronic Intifada, 22 settembre 2026

 

Il 21 settembre la Hind Rajab Foundation [Fondazione Hind Rajab] (HRF) ha annunciato che un soldato israeliano in vacanza in Toscana deve affrontare una denuncia penale in Italia relativa a presunti crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio a Gaza.

Yonatan Chalich ha prestato servizio nella Compagnia Tycoon del battaglione Givati Shaked della 401ma brigata corazzata. La HRF chiede un’immediata indagine.

“Non ci può essere vacanza dal rendere conto delle proprie azioni”, ha detto il direttore generale di HRF Dyab Abou Jahjah.

La fondazione non profit con sede a Bruxelles persegue la responsabilità giuridica per i crimini israeliani contro i palestinesi. Prende il nome da Hind Rajab, la bambina palestinese uccisa dalle forze israeliane a Gaza nel gennaio 2024.

Festeggiare l’orrore e la distruzione

HRF afferma che Chalich ha documentato la sua presenza nell’ospedale al-Shifa durante l’assedio e l’attacco di Israele nelle due settimane tra marzo e aprile 2024.

Una delegazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è arrivata all’ospedale il 5 aprile 2024, ha riscontrato che la più grande struttura medica di Gaza non funzionava più, con la maggior parte degli edifici gravemente danneggiati o distrutti.

La sua ispezione ha documentato almeno 115 letti bruciati nel pronto soccorso e la distruzione di 14 incubatrici neonatali dell’impianto di ossigeno. Gli edifici del pronto soccorso, della chirurgia e della maternità erano stati danneggiati da esplosivi e incendi.

Lo staff dell’OMS ha trovato anche fosse poco profonde e corpi parzialmente bruciati, con gli arti che spuntavano dal suolo. Il direttore ad interim dell’ospedale ha detto alla delegazione che i pazienti erano stati spostati tra gli edifici sotto la minaccia delle armi e privati di cibo, acqua e cure mediche adeguati. Almeno 20 pazienti sarebbero morti a causa dell’impossibilità di curarli e i movimenti del personale sanitario erano limitati.

La denuncia accusa anche il coinvolgimento della compagnia di Chalich nell’incendio della moschea Haj Hamdi Harzallah di Gaza City alla fine di dicembre 2023.

HRF afferma che le fotografie mostrano membri della compagnia “in posa e sorridenti all’interno dell’edificio in fiamme.”

Sostiene che le forze israeliane controllavano la moschea mentre le forze palestinesi non la usavano.

Collega inoltre la sua compagnia alle demolizioni del dicembre 2023 intorno a Palestine Square di Gaza City, che hanno distrutto case, negozi e una scuola per bambini sordi. I membri della compagnia hanno postato fotografie in cui la distruzione veniva festeggiata.

HRF sostiene il coinvolgimento di Chalich in entrambi gli incidenti per via della sua appartenenza alla compagnia.

Richieste di interventi

La denuncia ha provocato richieste di interventi da parte di politici italiani.

Il 21 settembre i consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti hanno comunicato di aver presentato una mozione al consiglio regionale della Toscana chiedendo alla giunta regionale di far pressione sul governo italiano e sulle istituzioni europee per garantire l’attribuzione di responsabilità, anche individuale, per le violazioni di Israele del diritto internazionale nei confronti dei palestinesi.

I parlamentari del Movimento 5 stelle Stefania Ascari e Andrea Quartini hanno detto che avrebbero presentato un’interrogazione al parlamento italiano.

Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, che è italiana, ha sollecitato il proprio Paese a non diventare “un luogo di vacanza per presunti criminali di guerra”.

La denuncia contro Chalich ha trovato spazio sui media toscani e nazionali.

Ministra israeliana accusata di istigazione al genocidio

All’inizio di questo mese HRF ha annunciato un’altra denuncia penale in Italia, nei confronti della ministra per la “protezione ambientale” di Israele Idit Silman per presunta istigazione diretta e pubblica al genocidio.

Secondo la fondazione Silman è arrivata in Italia il 6 settembre.

La denuncia cita le sue reiterate richieste di espellere i palestinesi da Gaza, il suo sostegno al rifiuto degli aiuti umanitari e la sua negazione dell’esistenza del popolo palestinese, oltre a richieste di insediamenti coloniali israeliani e controllo permanente del territorio occupato.

HRF ha citato la dichiarazione di Silman in un’intervista radiofonica del marzo 2025 secondo cui “l’unica soluzione per la Striscia di Gaza è svuotarla dai gazawi.”

Secondo HRF “la richiesta di Silman di espulsione della popolazione era accompagnata dal sostegno esplicito a misure per privare la popolazione di Gaza dell’assistenza umanitaria”.

La responsabile dei contenziosi della Fondazione Hind Rajab Natacha Bracq ha detto che in Italia sono state presentate diverse denunce, “ma le autorità italiane non hanno fatto nulla.”

 

Ali Abunimah

Co- fondatore di The Electronic Intifada e autore di ‘La battaglia per la giustizia in Palestina’, appena uscito per Haymarket Books.

Ha scritto anche ‘Un unico Paese: una coraggiosa proposta per porre fine all’impasse israelo-palestinese.’

(Traduzione dall’inglese di Cristiana Cavagna per Zeitun.info)