Richard Rolland, da Al Fouk
http://www.aloufok.net/spip.php?article1253
6 gennaio 2010
“Una guardia di frontiera egiziana uccisa durante
scontri con militanti palestinesi vicino a Rafah”
Una guardia di frontiera egiziana è stata uccisa da pallottole mercoledì durante scontri con dei militanti palestinesi nei pressi del terminal di Rafah, alla frontiera tra l’Egitto e la striscia di Gaza, secondo l’agenzia di stampa egiziana MENA.
Queste violenze fanno seguito al surriscaldamento del clima martedì sera al porto vicino a El-Arish (Egitto), dopo il rifiuto delle autorità egiziane di lasciar entrare un convoglio di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
Secondo l’agenzia MENA, dei palestinesi hanno aperto il fuoco sulla guardia egiziana che si trovava in un posto di osservazione sopra la frontiera uccidendola. Altre nove guardie egiziane sono state ferite, precisa la stessa fonte.
I poliziotti di Hamas, al potere a Gaza, da parte loro hanno sparato colpi d’arma da fuoco per disperdere la folla. Dei colpi si sono sentiti anche dal lato egiziano della frontiera.
Secondo un responsabile dei servizi sanitari palestinesi di Gaza, Moawiya Hassanein, una quindicina di palestinesi sono stati feriti, da colpi d’arma da fuoco e da gas lacrimogeni. L’Egitto è stato oggetto di critiche da parte di organizzazioni arabe e musulmane, che gli rimproverano di cooperare con Israele nel blocco imposto da oltre due anni al territorio palestinese controllato dal Movimento della resistenza islamica.
Oltre 500 militanti provenienti da diversi Paesi accompagnano il convoglio organizzato dal gruppo Viva Palestina, che ha base in Gran Bretagna e che trasporta diverse tonnellate di aiuti umanitari e veicoli verso la Striscia di Gaza.Gli incidenti sono scoppiati martedì sera sul tardi al porto di El-Arish, quando le autorità hanno fatto sapere agli organizzatori del convoglio che sui circa 200 camion, 59 non potevano passare in territorio palestinese dall’Egitto. Questi ultimi sono stati invitati a recarsi ai terminal israeliani.
Secondo un responsabile della sicurezza, i camion in questione trasportano camionette, automobili, gruppi elettrogeni e altri equipaggiamenti, che non sono autorizzati a varcare la frontiera egiziana di Rafah. Solo gli aiuti medici e le persone possono entrare a Gaza da questo punto di passaggio.
Ma per i militanti, queste nuove condizioni violano un precedente accordo con le autorità egiziane, che, secondo loro, avevano autorizzato l’ingresso di tutto il convoglio. Le autorità avevano già rifiutato l’ingresso del convoglio dal Mar Rosso, obbligandolo a cambiare percorso.
Alice Howard, una portavoce del gruppo, ha riferito che gli organizzatori avevano negoziato con un responsabile egiziano che aveva promesso di tornare con delle risposte.
Ma invece di quest’ultimo, si sono presentati 2.000 poliziotti antisommossa, disperdendo i militanti con cannoni ad acqua e pietre.
In un comunicato Viva Palestina sostiene di aver sbarrato l’ingresso del porto per impedire l’ingresso ai poliziotti.
Un responsabile della sicurezza egiziana ha confermato che essi avevano bloccato l’ingresso con due camion. Hanno anche incendiato pneumatici e brevemente trattenuto un ufficiale della polizia e quattro suoi uomini. Questi ultimi sono stati rilasciati più tardi, alcuni con delle costole rotte.
Un militante giordano Wael al-Sakka ha affermato che la polizia aveva caricato un sit-in pacifico all’ingresso del porto. Egli ha aggiunto che il gruppo non era autorizzato a lasciare il sito, smentendo le accuse del governo secondo le quali ne avevano preso il controllo.
«Gli egiziani erano troppo tesi. La polizia è all’origine delle tensioni», ha assicurato.Secondo lui, sei militanti sono stati arrestati, tra cui cittadini statunitensi e britannici. Dal lato egiziano, si parla di cinque arresti, senza aggiungere altro.
(6 gennaio 2010 – Con le agenzie di stampa)
(tradotto da Cinzia Nachira)