Scudo penale per i soldati israeliani a Gaza. E per Bibi in Polonia

In un appartamento colpito da un raid israeliano la scorsa notte a Deir el Balah, Gaza – Ap

STRISCIA DI SANGUE

Identità protetta per i militari impegnati sul campo per evitare di incorrere nelle leggi internazionali. Sempre bombe su Gaza, e scene terribili. Varsavia intanto irride la Corte penale dell'Aja: Netanyahu benvenuto alle commemorazioni di Auschwitz, altro che arresto

Eliana Riva

Il governo israeliano ha varato nuove linee guida per nascondere le identità dei soldati impiegati a Gaza ed evitare che vengano perseguiti secondo le leggi internazionali.

Lo fa sapere il Times of Israel, spiegando che i volti dei militari di grado inferiore a quello di generale di brigata saranno oscurati nelle interviste e i loro nomi non appariranno sui media. Indicazioni specifiche verranno comunicate affinché imparino ad evitare di essere associati a specifiche azioni compiute a Gaza (arresti, demolizioni di edifici civili, umiliazioni di detenuti, ecc.), per le quali potrebbero essere accusati di crimini di guerra. Tra le nuove misure, osserva con amarezza il quotidiano israeliano, «nessuna azione è stata però intrapresa contro la fonte principale di informazioni: i post social dei soldati stessi».

E in effetti le immagini delle esplosioni controllate che distruggono gli edifici residenziali accompagnate dalle urla di giubilo dei militari continuano a circolare in rete, mentre a Gaza proseguono senza tregua gli attacchi contro una popolazione stremata.

Ieri è stato bombardato pesantemente, ancora, il centro della Striscia, il campo profughi di Nuseirat, Deir al-Balah, ma anche il nord di Gaza City, il campo di Shati e Jabalia, dove un grande incendio si è allargato a diversi quartieri. A Gaza City scene terrificanti mostrano feriti atrocemente mutilati e ancora coscienti chiedere aiuto dopo un bombardamento israeliano presso una stazione di servizio. Circa 22 vittime dall’alba al tramonto. 490 nel 2025.

Mentre il Papa parla di una situazione umanitaria «molto seria e vergognosa», aggiungendo «non possiamo accettare che i bambini muoiano di freddo perché gli ospedali sono stati distrutti o la rete energetica di un paese è stata colpita», il governo polacco adotta una risoluzione per ignorare i mandati di arresto della Corte penale internazionale. Il primo ministro Donald Tusk ha dichiarato ieri sera di accettare la richiesta del presidente Andrzej Duda e permettere al premier Netanyahu di partecipare alle commemorazioni per gli 80 anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz. Il governo promette «una permanenza sicura» a tutti gli ospiti, «in particolare ai rappresentanti dello Stato di Israele».

In Cisgiordania, intanto, un’ondata di arresti ha avuto luogo nei governatorati di Betlemme, Hebron, Ramallah, Gerusalemme e Qalqilya. L’Autorità nazionale palestinese (Anp), seguendo l’esempio di Israele, ha fatto sapere di aver arrestato 247 combattenti a Jenin. A Tulkarem e Nur Shams l’esercito israeliano ha distrutto strade, case e infrastrutture.
Secondo la relazione annuale del governatorato, nella Gerusalemme Est occupata durante l’ultimo anno sono stati uccisi da Israele almeno 35 palestinesi, di cui 14 minori. Nella stessa zona i coloni hanno effettuato circa 159 attacchi durante il 2024. Proprio a Gerusalemme, ieri, decine di coloni hanno fatto nuovamente irruzione sulla Spianata delle Moschee, difesi dai militari armati.

Eliana Riva

Storica, esperta di Paesi Islamici, documentarista

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