Nena News.com
15.10.2011
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NUOVA COLONIA ISRAELIANA A GERUSALEMME EST
Israele si prepara a dare il via alla costruzione di Givat Hamatos, un insediamento completamente nuovo nella zona araba di Gerusalemme occupata nel 1967.
di MICHELE GIORGIO
Roma, 15 ottobre 2011, Nena News – La posizione palestinese è nota da due anni e mezzo: per tornare al tavolo delle trattative il presidente dell’Anp Abu Mazen insiste sul blocco completo della colonizzazione israeliana in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, territori (insieme alla Striscia di Gaza) dove i palestinesi intendono costituire il loro Stato indipendente, del quale hanno chiesto il riconoscimento all’Onu. Ma il premier israeliano Netanyahu replica approvando nuove costruzioni.

Il gruppo pacifista israeliano «Peace now» ha denunciato il progetto di creare una nuova colonia ebraica nella zona araba di Gerusalemme che Israele ha occupato nel 1967. Il progetto – non ancora confermato ufficiale – prevede la nascita di Givat Hamatos (1.700 appartamenti), la prima colonia interamente nuova da 14 anni (quelle attualmente in costruzione sono estensioni di colonie esistenti).

La zona è quella del villaggio palestinese di Beit Safafa, tra Gerusalemme e Betlemme, dove gia’ esistono due megacolonie: Gilo e Har Homa. La «copertura» di Givat Hamatos sarà la contemporanea costruzione di centinaia di case anche per i palestinesi di Beit Safafa, in modo da contenere le contestazioni che provocherà il progetto. Contestazioni che, paradossalmente, potrebbero arrivare anche dall’ultradestra israeliana poiché il nuovo insediamento sorgerà su terre demaniali (ma sempre in territorio occupato) e non su terreni privati palestinesi. La nuova colonia è in linea con un progetto più ampio per la creazione della «Grande Gerusalemme» che prevede l’espansione oltre che di Gilo e Har Homa anche di Pisgat Ze’ev a Sud e di Ramat Shlomo a Nord.
La denuncia di Peace Now è finita in secondo piano. Da tre giorni in Israele l’attenzione pubblica si concentra piuttosto sulla liberazione (martedì prossimo) del soldato Ghilad Shalit prigioniero a Gaza – in cambio della scarcerazione di 1027 detenuti politici palestinesi. Non mancando di generare tensioni interne. Ieri è stato rilasciato l’autore della profanazione del monumento al premier laburista Yitzhak Rabin – assassinato nel 1995 da un giovane colono – compiuta giovedì notte a Tel Aviv. Il fermato, Shvuel Schijveschuurder, che ebbe i genitori e tre fratelli uccisi da una bomba nel 2001, secondo la polizia avrebbe agito sull’onda di un raptus d’ira, dopo aver appreso che gli esecutori dell’attentato alla pizzeria «Sbarro» di Gerusalemme, in cui persero la vita i suoi congiunti e altre persone, risultano compresi nella lista dei palestinesi che Israele si appresta a rilasciare. Nena News