Ma’an News Agency
!8.04.2011
http://www.maannews.net/eng/Print.aspx?ID=379506
Due palestinesi arrestati per l’assassinio dei coloni.
Gerusalemme (AFP) – Domenica, funzionari della sicurezza hanno comunicato che Israele ha arrestato i due principali sospettati connessi all’assassinio di una giovane famiglia di coloni nella West Bank.

L’annuncio ha rappresentato la prima informazione pubblica sui risultati dell’indagine che si è protratta per più di un mese a partire dall’omicidio premeditato dell’11 marzo della famiglia Fogel nella colonia di Itamar.
In un resoconto informativo ottenuto dall’AFP, il servizio di sicurezza interna Shin Beit ha dichiarato di aver arrestato due dei principali sospettati e cinque sospetti complici.
Il documento dello Shin Bet ha affermato che “I due, residenti nel villaggio di Awarta, durante l’interrogatorio hanno confessato di aver progettato ed eseguito l’aggressione e di aver messo in scena una rappresentazione.”
Il documento ha asserito che sei degli uomini arrestati in relazione al caso sono componenti della famiglia Awad del villaggio di Awarta, mentre il settimo, residente a Ramallah, era un amico di uno dei sospetti complici.
L’esercito israeliano ha confermato gli arresti. Il colonnello Nimrod Aloni, comandante della Brigata Shomron dislocata nell’area settentrionale della West Bank occupata ha informato: “Possiamo dire che gli assassini sono nelle nostre mani.”
Il portavoce della polizia israeliana Micky Rosenfeld ha detto che “due persone sospettate per l’aggressione sono state arrestate e hanno confessato, e sono membri del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina…”
Ha fatto i nomi di Hakim Awad, che ha riferito essere stato arrestato il 5 aprile, e del suo parente Amjad Awad, che era stato arrestato il 10 aprile, asserendo che entrambi erano abitanti del villaggio di Awarta nella West Bank.
Il villaggio, che si trova vicino a Itamar, è stato al centro delle indagini sugli omicidi.
Poco dopo l’aggressione è stato sottoposto a coprifuoco e truppe israeliane hanno arrestato decine dei suoi abitanti, tanto da costringere il capo del consiglio locale ad accusare Israele di una politica di “punizione collettiva.”
Le procedure d’indagine hanno suscitato sconcerto nelle comunità dei diritti internazionali e umanitari, per i diversi coprifuoco militari imposti al villaggio, l’arresto in massa degli abitanti, le perquisizioni di casa in casa e le detenzioni forzate di donne anziane e di bambini.
I dirigenti del villaggio hanno richiesto che osservatori internazionali si portino in zona per garantire che non ci siano ulteriori violazioni dei diritti. Gruppi per i diritti hanno notato che nessuno dei residenti imprigionati, interrogati e costretti a fornire le impronte digitali e campioni di DNA ha avuto accesso a un avvocato. I detenuti sono stati trattenuti per giorni e settimane senza alcuna imputazione, e alcuni hanno dichiarato di essere stati percossi brutalmente nel carcere israeliano.
Ad Awarta, la madre di Hakim Awad, Nouf Awad ha raccontato ad AFP che era “impossibile” che suo figlio avesse commesso l’omicidio.
“Non è stato mio figlio a farlo,” ha sostenuto.”E’ impossibile che sia lui, è rimasto con me tutta la notte in cui si è verificato il fatto.”
A Itamar, il vicino che ha scoperto i corpi della famiglia Fogel, si è rallegrato per gli arresti, ma ha dichiarato che la comunità stava cercando di superare il fatto dell’omicidio.
“E’ positivo che abbiano catturato gli assassini, ma la cosa principale è che tutto ciò non dovrebbe più accadere di nuovo,” ha detto il rabbino Yaakov Cohen ad AFP.
“Non siamo in cerca di una vendetta, nonostante la sensazione della perdita la vita torna alla normalità,” ha dichiarato.
Il brutale accoltellamento è avvenuto l’11 marzo, sul tardi, mentre la famiglia stava dormendo nella colonia situata a sud-est di Nablus.
Ehud e Ruth Fogel erano stati pugnalati mentre dormivano, insieme a tre dei loro figli – una piccolina di tre mesi e gli altri due di tre e 11 anni di età.
Due altri figli che erano a casa durante l’aggressione erano stati risparmiati. Una terza, la figlia di 10 anni, che era fuori durante l’aggressione, arrivata a casa aveva avvertito i vicini che qualcosa non andava.
L’aggressione è stata condannata dall’Autorità Palestinese e dalla comunità internazionale, e nessuna rivendicazione di responsabilità è stata rilasciata da un qualsiasi gruppo militante palestinese.
(tradotto da mariano mingarelli)