Il caso degli ominicidi di Itamar

Ma’an News Agency
17.04.2011

http://www.maannews.net/eng/Print.aspx?ID=379387

 

Rapporto: Svolta nelle indagini per gli omicidi di Itamar.

               itamar01


Gerusalemme (Ma’an) – La stampa israeliana ha riportato di prevedere 
che domenica le autorità israeliane sollevino il silenzio stampa sui particolari dell’indagine sull’omicidio dei cinque israeliani nella colonia di Itamar avvenuta a marzo.

 

Il giornale israeliano Ha’aretz ha raccontato che capo di stato maggiore dell’esercito israeliano Benny Gantz si è incontrato venerdì con alcuni componenti della famiglia Fogel sopravissuti all’aggressione e li ha aggiornati sulle indagini in corso. 

Secondo il rapporto, c’è sta una grande svolta nelle indagini. 

Le autorità israeliane non hanno pubblicato alcuna relazione ufficiale sul caso, i cui particolari sono stati coperti dal segreto stampa del governo israeliano. 

Fin dagli omicidi dell’11 marzo, nei quali sono stati pugnalati a morte cinque componenti della famiglia Fogel, l’esercito israeliano ha eseguito una campagna di arresti in massa nel villaggio di Awarta, prossimo alla colonia di Itamar. 

Uomini e donne anziani, donne gravide e bambini sono state tra le centinaia di arrestati trattenuti senz’alcuna imputazione. 

Il sindaco di Awarta, Qais Awad, ha dichiarato che l’esercito “ha avviato un assedio economico, politico e di sicurezza nei confronti del villaggio; la vita del villaggio è stata annientata.” 

L’esercito ha impedito al Primo Ministro dell’Autorità Palestinese Salam Fayyad di entrare nel villaggio, nonostante questo rientrasse “nell’area B” della West Bank amministrata in teoria da un regime congiunto israelo-palestinese per la  sicurezza. 

(tradotto da mariano mingarelli)

 

 

Ma’an News Agency
17.04.2011
http://www.maannews.net/eng/Print.aspx?ID=379664

 

La famiglia del ragazzo di Awarta smentisce le accuse. 

AWARTA, West Bank (Ma’an)– La famiglia di uno dei due ragazzi accusati dalle forze armate israeliane dell’assassinio di una famiglia di coloni avvenuto il mese scorso contesta le accuse, affermando che il 19 enne Hakim Awwad  era troppo ammalato per aver potuto portare a termine la raccapricciante aggressione. 

Domenica, il giorno in cui sono state rese pubbliche le notizie relative alle accuse contro suo figlio che hanno fatto seguito alla revoca della disposizione del silenzio stampa per il caso dell’omicidio di coloni, Nouf Awwad ha raccontato a Ma’an che Hakim era ancora in fase di recupero da un recente intervento chirurgico che gli impediva percorrere a piedi grandi distanze e che lo costringeva a utilizzare la toilette ogni ora. 

“Abbiamo il referto medico che attesta che è di salute precaria,” ha dichiarato, aggiungendo che la famiglia è in grado di raccogliere la documentazione e presentarla come prova a discarico di Hakim. 

Ha detto che, nel mese di novembre, Hakim aveva subito un intervento chirurgico ai testicoli al Rafidya Hospital di Nablus. 

“[la notte dell’assassinio] lui era a casa ed era andato a letto alle 21:30,” ha riferito. 

Hakim, che era stato incarcerato all’inizio di Aprile durante la terza serie di arresti eseguiti dalle forze israeliane, era rimasto in carcere fino a quel giorno, e non aveva avuto alcun contatto con la sua famiglia. Nour afferma di “non poter escludere” l’ipotesi che suo figlio fosse stato torturato e che avesse confessato sotto coercizione. 

La madre ha detto che pure sua figlia, la sorella di Hakim, Julia era stata imprigionata durante la sequela di indagini a tappeto durate un mese. Sostiene che Julia era stata rilasciata esaurita e che aveva dichiarato di essere stata interrogata duramente e sottoposta a “grave pressione psicologica” e che era svenuta più di una volta durante l’interrogatorio. 

Il capo del consiglio del villaggio Qais Awwad ha affermato di aver avuto il sospetto che, per estorcere agli abitanti delle confessioni, gran parte degli interrogatori svolti da Israele siano stati eseguiti con la tortura, e ha ripetuto la sua protesta perché siano presenti ispettori internazionali o per lo meno osservatori, qualora le indagini fossero proseguite. 

Hakim era uno dei due ragazzi di Awarta citati in un documento informativo ottenuto da AFP, nel quale l’agenzia di sicurezza interna Shin Bet dichiarava di aver arrestato due dei principali sospettati e cinque sospetti complici. 

“I due, residenti del villaggio di Awarta, durante l’interrogatorio hanno confessato di aver progettato ed eseguito l’aggressione  e hanno messo in scena una ricostruzione,” era riportato nel documento dello Shin Bet. 

Sei delle persone arrestate connesse al caso sono membri della famiglia Awad del villaggio di Awarta, e un settimo, residente a Ramallah, era amico di uno dei sospetti di complicità, era dichiarato nel documento. 

L’esercito israeliano ha confermato gli arresti. Il colonnello Nimrod Aloni, comandante della Brigata Shomron dislocata nell’area settentrionale della West Bank occupata, a un incontro informativo ha detto: “Possiamo affermare che gli assassini sono nelle nostre mani.” 

Hakim e Amjad, catturati in incursioni distinte, sono stati ritenuti entrambi quali principali sospettati degli assassini dei cinque componenti della famiglia Fogel, coloni che vivevano nell’insediamento illegale di Itamar, adiacente al villaggio. 

I genitori Fogel e tre dei loro figli compreso un bambino molto piccolo furono ritrovati, l’ 11 marzo, nei loro letti pugnalati a morte. Gli omicidi costituirono uno stimolo per un’impennata delle aggressioni dei coloni nei confronti dei palestinesi. 

(tradotto da mariano mingarelli)