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25.01.2011
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Tribunale israeliano autorizza la demolizione di altre tombe nel cimitero Mamilla di Gerusalemme
di Tania Kepler
Un tribunale israeliano ha dato luce verde alla distruzione di ulteriori 200 tombe nel Cimitero Mamilla di Gerusalemme.
Il 19 gennaio, il giudice Dov Falk ha fornito la sentenza all’avvocato Mohammad Suleiman Igbarieh, il legale che rappresenta la Fondazione Al Aqsa per il Patrimonio del Waqf, che è incaricata della conservazione e del restauro del cimitero.

Il Cimitero Islamico Mamilla è situato al centro di Gerusalemme Ovest e la municipalità della città vorrebbe utilizzare lo storico terreno sepolcrale come sito per il “Museo della Tolleranza” sponsorizzato dal Centro Simon Wiesenthal (organizzazione ebraica per i diritti umani).
Il giudice Falk ha respinto la richiesta avanzata dai responsabili religiosi del cimitero, Haj Sami Rizkallah Abu Mohk e Alhaji Mustapha Abu Zahra, che avevano domandato al tribunale che venisse rilasciata un’ingiunzione temporanea per impedire che nel cimitero venissero distrutte più di 200 tombe.
Il Middle East Monitor ha riferito che all’ingiunzione si erano opposte la municipalità di Gerusalemme e la Israel Lands Administration le quali sostenevano che, durante i lavori di restauro a Mamilla, i funzionari del cimitero avevano costruito “tombe contraffatte”, e che secondo la Legge della Proprietà dell’Assente il cimitero è di proprietà della Israel Lands Administration.
La Fondazione Al Aqsa definisce la sentenza un “crimine molto grande” e si impegna a impedire la futura dissacrazione del cimitero.
Dallo scorso anno la battaglia per il Cimitero Mamilla si è intensificata. Il cimitero è stato un terreno sepolcrale musulmano e un luogo sacro fin da prima del 7° secolo quando vi vennero presumibilmente sepolti i compagni del Profeta Maometto. Negli ultimi 1.000 anni poi sono stati inumati nel cimitero numerosi santi Sufi e migliaia di altri funzionari, studiosi, notabili e famiglie gerosolimitane. Nella città esso viene ritenuto il cimitero musulmano più antico e il più grande.
Nel febbraio del 2010, discendenti delle persone sepolte nello storico cimitero musulmano, oltre alle organizzazioni locali e internazionali per i diritti umani, hanno depositato presso le Nazioni Unite una “Petizione per un Intervento Urgente sulla Violazione dei Diritti Umani da parte di Israele: la Dissacrazione del Cimitero Musulmano di Ma’man Allah (Mamilla) nella “Città Santa” di Gerusalemme.
La petizione, presentata al Relatore Speciale delle Nazioni Unite per la Libertà di Religione e di Fede e per le Forme Contemporanee di Razzismo, al competente per la Cultura indipendente, all’Alto Commissario per i Diritti Umani e al direttore Generale dell’UNESCO, fa richiesta a queste istituzioni internazionali perché domandino al governo israeliano di sospendere la costruzione del Museo della Tolleranza al Centro Simon Wiesentahl.
Il famoso architetto Frank Gehry, al quale era stato dato l’incarico di lavorare al progetto, nel gennaio 2010 si è dimesso dallo sviluppo del piano.
(tradotto da mariano mingarelli)