Nena News.com
28.06.2010
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ESPLODE SILWAN, PRONTO PIANO REGOLATORE
Mentre da giorni vanno avanti gli scontri tra palestinesi e coloni, la stampa rivela che e' pronto nuovo "master plan" per Gerusalemme: prevede crescita senza precedenti degli insediamenti israeliani nella zona Est
DI BARBARA ANTONELLI
Gerusalemme 28 giugno 2010 (foto dal sito www.silwanic.net), Nena News – Proseguono gli scontri tra residenti palestinesi e polizia israeliana a Silwan, il quartiere di Gerusalemme Est dove dal 21 giugno va avanti una mobilitazione permanente dei residenti, contro gli ordini di demolizione emessi dal Comune (israeliano) per far posto al faraonico progetto del cosiddetto ”Giardino del Re”, un parco archeologico con negozi, un centro di accoglienza turistico, gallerie d’arte e percorsi guidati gestito dai coloni ebrei legati alla Elad, una presunta agenzia immobiliare con l’incarico di acquisire abitazioni arabe dentro e intono alla Citta’ Vecchia.

I primi scontri si sono avuti gia’ nella notte tra venerdi e sabato, poi sono andati avanti domenica mattina. Decine di palestinesi feriti e ricoverati in ospedale per inalazioni di gas lacrimogeno, lanciato dalla polizia israeliana, intervenuta in diverse aree del quartiere, in tenuta antisommossa. Altri scontri sono divampati nella tarda serata di domenica, tanto che – secondo le fonti palestinesi – i feriti sarebbero arrivati a oltre 50. Automobili danneggiate, vetri infranti, candelotti lacrimogeni sparati anche all’interno delle case arabe. Secondo il portavoce della polizia israeliana, Micky Rosenfeld, 6 poliziotti sarebbero stati feriti negli scontri con i manifestanti.
I punti caldi sono stati soprattutto a Beit Haduash, dove vivono diverse famiglie di coloni ebrei, e nell’edificio cosiddetto di Abu Nab, dove proprio accanto al problematico “Beit Yonatan” (un palazzo di sette piani del tutto illegale costruito dall’associazione ultranazionalista ebraica Ataret Cohanim), vivono famiglie palestinesi in quella che una volta era una sinagoga yemenita.
Beit Yonatan, ospita tra le 8 e le 10 famiglie di coloni ebrei. Da tempo il comune dice di voler evacuare l’edificio, rimandando di volta in volta lo sgombero effettivo. Da quando l’amministrazione municipale ha dato il via libera – almeno sulla carta – agli sfratti di Beit Yonatan, decine di coloni ebrei appoggiati dal parlamentare della Knesset Uri Ariel, hanno tempestato di messaggi di protesta il sindaco di Gerusalemme chiedendo che gli sfratti vengano applicati immediatamente a tutti i residenti palestinesi che hanno costruito “illegalmente” a Silwan.
I coloni da anni tentano di ottenere lo sgombero della casa di Abu Nab, dove oggi vivono 40 residenti palestinesi, e hanno minacciato la settimana passata di ingaggiare agenti di sicurezza privata per “sfrattare gli arabi” se gli sgomberi non saranno portati avanti dal comune.
Sempre in questi ultimi giorni sono iniziati i lavori di costruzione di 20 case destinate a famiglie di coloni ebrei nel complesso dell’ex Shepherd hotel, a Sheikh Jarrah, un altro quartiere della zona araba (Est) di Gerusalemme, dove le politiche di ebraicizzazione portate avanti dalle autorita’ israeliane proseguono a ritmo serrato. La storia dello Shepherd inizia nel 1985, quando questo edificio storico di Gerusalemme, che originariamente aveva ospitato la villa del grand mufti Haj Amin Al-Husseini, viene acquistato, insieme all’area circostante dal miliardario ebreo americano Irving Moskowitz. Moskowitz che da molti anni incoraggia e finanzia l’insediamento di coloni in diverse zone di Gerusalemme Est, chiese subito permessi per costruire venti edifici destinati a famiglie ebree. Permessi rimasti congelati fino allo scorso 18 marzo, quando e’ arrivato il via libera ai lavori di costruzione, sollevando numerose critiche anche da parte dall’amministrazione USA.
Secondo quanto diffuso dal quotidiano israeliano Ha’aretz oggi, il “comitato per la pianificazione e edificazione” di Gerusalemme, starebbe per approvare un piano regolatore senza precedenti che promuove e incentiva la costruzione di edifici destinati alla popolazione ebraica in diverse aree di Gerusalemme occupata, a est della Linea Verde. Per anni decine di architetti si sono avvicendati per ridisegnare l’ultimo piano regolatore della Citta’ Santa, tale da poter rimpiazzare quello in uso dal 1959. Il nuovo piano regolatore, che potrebbe essere approvato sulla carta in 60 giorni, ancora una volta “sottovaluta i bisogni della popolazione araba” ha dichiarato l’organizzazione Ir Amin. 13.500 unita’ abitative sono previste per i palestinesi di Gerusalemme est, nemmeno la meta’ del numero che servirebbe a coprire gli effettivi bisogni dei residenti palestinesi da qui al 2030.
Inoltre il piano regolatore mentre consente progetti di costruzione destinati ai residenti arabi, sia a nord che a sud di Gerusalemme est, vieta qualsiasi costruzione nell’area centrale, quella cioe’ del Bacino Sacro, la vallata che si estende poco fuori dalle mura della citta’ vecchia, dove da anni si concentrano gli sforzi di espansione della presenza dei coloni.(Nena-News)
Nena News vi propone un video, tratto da Youtube.com, degli scontri avvenuti ieri sera a Silwan: