Nena news.com
11.05.2010
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ISRAELE-ANP, DUBBI SU LEGALITA’ VIA LIBERA OLP A NEGOZIATO
Riunione Esecutivo si e' svolta con importanti assenze
Ramallah 10 maggio 2010 (foto dal sito politicaestera.altervista.org) Nena News – Il via libera dato sabato scorso dal Comitato esecutivo dell’Olp alla decisione del presidente dell’Anp di condurre negoziati indiretti con Israele, è avvenuto ai limiti della legalità. E’ questa l’accusa che diversi componenti del Comitato esecutivo e varie forze politiche dell’opposizione nell’Olp rivolgono al leader dell’Anp che ha accettato la proposta dell’Amministrazione Obama di avviare trattative a distanza con il governo Netanyahu, pur non avendo ottenuto dagli americani garanzie precise sulla cessazione della colonizzazione israeliana a Gerusalemme Est e in Cisgiordania.

Alla riunione di sabato scorso erano assenti membri importanti del Comitato esecutivo dell’Olp – Hanan Ashrawi, Hanna Amireh, Mahmoud Ismail, Wasel Abu Yousef, Riyad al-Khodari e Farouq al-Qaddumi – evidentemente contrari ai colloqui indiretti con Israele o non in grado di partecipare all’incontro perché in esilio.
Le polemiche sono roventi e tra gli stessi dirigenti di Fatah, il partito guidato da Abu Mazen, il malumore è forte. Nabil Amro ha fatto notare che una decisione così delicata non poteva essere presa di fronte a tante assenze importanti nel Comitato esecutivo. Altri sottolineano l’incosistenza di un negoziato che, dicono, «migliora solo l’immagine di Netanyahu» e non punta a risolvere i nodi del conflitto, come la colonizzazione dei Territori occupati palestinesi.
Dure le critiche provenienti delle altre forze politiche, a cominciare dal movimento islamico Hamas. Per il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp), il passo fatto da Abu Mazen rappresenta un grave errore che peserà su tutti i palestinesi. «La decisione di andare alla trattativa indiretta con Israele è un passo indietro rispetto agli impegni presi nei confronti del popolo palestinese e una aperta violazione del consenso nazionale», denuncia Kayed al Ghoul, uno dei dirigenti del Fplp nella Striscia di Gaza.
«Andare al negoziato indiretto – aggiunge al Ghoul – fa soltanto gli interessi di Israele e libera gli Stati Uniti e il Quartetto per il Medio Oriente dagli impegni che hanno nei confronti dei palestinesi». Il dirigente del Fplp esorta l’Olp a rivedere la sua posizione e a fermare i colloqui appena partiti.(red) Nena News