Uruknet.info
03.04.2010
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“Il Fronte di Liberazione Popolare della Palestina denuncia
il tradimento di Fayyad sul Diritto al Ritorno.”
dal PFLP
Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha aspramente denunciato le considerazioni rilasciate sul Diritto al Ritorno dal primo ministro dell’Autorità Palestinese di Ramallah, Salam Fayyad, al quotidiano sionista Ha’aretz, come un tradimento dei diritti dei palestinesi e della causa nazionale e che non sono sostenibili da alcuna autorità politica.

La dichiarazione del PFLP, rilasciata il 2 aprile 2010, affermava che il Diritto al Ritorno è sacro ed inviolabile e che le considerazioni di Fayyad violavano i nostri diritti nazionali e il nostro accordo nazionale, così come il Diritto Internazionale e tutti gli altri principi che si rifanno ai diritti umani, facendo osservare che i profughi palestinesi hanno il diritto di ritornare alle proprie case e alle terre dalle quali vennero espulsi con la forza nel 1948, e non soltanto ad “un futuro stato della Palestina” come configurato da Fayyad nella sua intervista del 2 aprile ad Ha’aretz.
Inoltre, la dichiarazione fatta dal PFLP ha reclamato che Fayyad richieda subito il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri e dei detenuti, e che venga posto fine agli attacchi, ai maltrattamenti e agli arresti della resistenza, in quanto tali tipi di interventi mai saranno in grado di favorire il raggiungimento di una auto-determinazione reale della Palestina o l’indipendenza.
Il Fronte ha messo in guardia Fayyad da tutte quelle iniziative o interventi che abbiano lo scopo di legittimare questo modo di vedere “la costruzione di uno stato” a spese degli inalienabili diritti dei profughi palestinesi, facendo osservare che un piano di tal sorta sarebbe di gran lunga al di là della sua autorità di primo ministro dell’Autorità Palestinese di Ramallah. Inoltre, la dichiarazione del Fronte ha affermato che Fayyad è colpevole della continua incentivazione di illusioni che favoriscono solo l’occupazione nel perpatrare i suoi crimini contro il popolo palestinese, in quanto l’occupante prosegue nelle sue aggressioni al nostro popolo, commettendo atrocità, mentre Fayyad ed i suoi chiacchierano con le pubblicazioni sioniste sul “processo di pace”, sull’inganno dei negoziati, incentivando la fiducia nei confronti degli alleati strategici dell’occupazione che sono a Washington.
Il Fronte ha sollecitato l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e il suo Comitato Esecutivo di assumersi le proprie responsabilità, ponendo termine al loro silenzio, denunciando immediatamente le considerazioni di Fayyad, in quanto nocive per la nostra causa nazionale. Oltre a ciò, il Fronte ha sollecitato il popolo palestinese tutto, sia in patria che in esilio, e tutte le forze sociali e politiche, in particolar modo il movimento per il Diritto al Ritorno, di rimarcare ovunque nel mondo l’anniversario della Naqba, di impegnarsi in una forte campagna contro la normalizzazione, di difendere, sostenere e proteggere ovunque il Diritto al Ritorno e di smascherare qualsiasi tentativo di fiaccare e di mettere a repentaglio i nostri diritti nazionali.
La dichiarazione ha richiesto, inoltre, che vengano svolte iniziative per divulgare la storia del popolo palestinese, mettendo in chiaro i crimini brutali e la storica ingiustizia praticata dall’occupante, per chiedere la completa realizzazione dei nostri diritti nazionali, in particolar modo del Diritto al Ritorno.
Il Fronte ha sottolineato che questa questione è estremamente grave, ed ha ribadito ancora una volta che il vano “processo di pace” e la fallace via dei negoziati devono finire, sostenendo che c’è invece l’urgente necessità di una strategia di lotta palestinese ed araba e di una unità perché cessi la crisi nazionale e si affrontino le minacce pericolose per la nostra causa nazionale e per i nostri diritti nazionali.
(tradotto da mariano mingarelli)