18 agosto 2007 ? International Herald Tribune. The Associated Press.
GAZA CITY, Striscia di Gaza ? Una compagnia di elettricità palestinese ha annunciato che sabato riprenderà la fornitura di energia elettrica a migliaia di case della Striscia di Gaza,........
18 agosto 2007 ? International Herald Tribune. The Associated Press.
GAZA CITY, Striscia di Gaza ? Una compagnia di elettricità palestinese ha annunciato che sabato riprenderà la fornitura di energia elettrica a migliaia di case della Striscia di Gaza, dopo che Israele ha deciso di aprire un importante posto di confine per permettere il trasporto di combustibile nella zona costiera. L'esercito israeliano ha comunicato che domenica aprirà il passaggio di Nahal Oz, tre giorni dopo la chiusura del confine, per motivi di sicurezza che non ha voluto specificare. Nonostante che l'annuncio di Israele della riapertura del vitale punto di confine si sia diffuso rapidamente, dopo il taglio dell'elettricità di venerdì notte, l'interruzione della fornitura di energia a migliaia di case palestinesi ha messo in evidenza quanto la Striscia di Gaza, impoverita sotto il controllo di Hamas, sia di fatto dipendente dal suo ricco vicino. ?Non c'è alcun dubbio che Israele abbia il controllo di ogni aspetto della vita nella Striscia di Gaza?, ha detto il Ministro dell'informazione palestinese, Riad al-Malki, domenica. ?Essi controllano i confini, i terminal e l'import-export, in modo tale da porre Gaza alla totale dipendenza da Israele.? Circa 1,4 milioni di palestinesi, che vivono nella Striscia di Gaza recintata, dipendono da Israele e dai suoi posti di confine per qualsiasi cosa, dal latte al cemento, alla carta. Israele ha mantenuto chiusi i passaggi per lungo tempo, fin da quando in giugno Hamas si era impadronìto della Striscia di Gaza con la forza, non volendo avere rapporti con il gruppo di miliziani per coordinare il flusso dei beni. I confini erano stati aperti per permettere l'ingresso di cibo e di generi fondamentali come le medicine, ma l'economia di Gaza era pressoché crollata per il blocco di tutte le esportazioni e dei generi di maggiore importanza. La piccola produzione industriale di Gaza aveva cessato completamente, portando la disoccupazione a oltre il 40 %, con la gran parte della popolazione di Gaza che riceveva cibo come elemosina dalle organizzazioni internazionali. La compagnia israeliana di combustibili Dor Aloni, che fornisce tutto il petrolio necessario a Gaza, aveva minacciato, dopo la presa di possesso di Hamas, che avrebbe tagliato la maggior parte delle spedizioni. Ha receduto, però, in apparenza, quando si è resa conto delle conseguenze economiche prodotte. Dall'inizio di giovedì, la compagnia non è stata in grado di far passare il combustibile attraverso il posto di Nahal Oz in quanto Israele lo aveva bloccato, facendo riferimento a non specificati motivi di sicurezza. La Gaza Generatine Co, che fornisce a Gaza il 25 % delle sue richieste energetiche, venerdì aveva comunicato che avrebbe cessato di fornire elettricità in quanto le sue riserve di combustibile erano esaurite. Sabato, l'esercito disse che avrebbe aperto per breve tempo il posto di confine ?per motivi umanitari? il giorno successivo, ma esso rimase ancora chiuso per il sussistere di minacce alla sicurezza. Per lo meno 600.000 persone furono colpite dal blackout, che venerdì notte gettò una larga fascia della Striscia nel buio totale. Ma le scorte Israeliane ed Egiziane vennero utilizzate per supplire l'energia mancante, offrendo poche ore di elettricità a quelle case che ne erano rimaste senza nella giornata di sabato. La distribuzione dell'energia fu però così scarsa nella Striscia di Gaza che molti abitanti preferirono non prendere in affitto appartamenti in stabili molto alti, per la dipendenza degli ascensori dall'elettricità. Nel 2006, gli attacchi aerei israeliani avevano messo a terra la maggior parte della produzione di energia a Gaza, come rivalsa per un attacco dei militanti di Gaza portato ad una base israeliana, a seguito del quale due soldati erano stati uccisi ed un altro fatto prigioniero. Per mesi gli abitanti di Gaza hanno fatto affidamento su costosi generatori e su scorte limitate, di durata giornaliera, dato che i negozi di cibi non potevano conservarli refrigerati.
Sabato, in preda alla violenza, le truppe israeliane hanno sparato contro tre palestinesi che si erano avvicinati alla barriera che circonda la Striscia di Gaza, uccidendone uno e ferendone due, leggermente, secondo la versione fornita dall'esercito. Esso ha, inoltre, affermato che i soldati hanno sparato quando sembrava che i palestinesi stessero collocando dell'esplosivo. Infine, l'esercito dichiara che i due, feriti leggermente, sono stati poi trattenuti per essere sottoposti a interrogatorio.
L'esercito non aveva però dichiarato immediatamente se i palestinesi stessero portando armi.