Foto: Soldati della "Forza 100" e il simbolo dell'unità: un cobra con ali di pipistrello.
BIP-Alleanza per la giustizia tra israeliani e palestinesi, Germania, https://bip-jetzt.de/blog/
I politici israeliani, in particolare quelli del partito Likud, ricorrono sempre più spesso a immagini e a una retorica associate alla crudeltà e alla malvagità. Tra queste figurano, ad esempio, le dichiarazioni di esponenti del Likud e di altre personalità di destra sulle pratiche applicate nei confronti dei detenuti palestinesi. Il ministro Itamar Ben-Gvir, ad esempio, si è vantato di aver ridotto al minimo le razioni alimentari dei detenuti. I soldati accusati di presunti maltrattamenti nei confronti dei detenuti vengono esaltati con dichiarazioni che disumanizzano i palestinesi. Ben-Gvir ha chiesto che ogni giorno venissero uccisi 30-40 palestinesi a Gaza. Il discorso «Super-Sparta» di Netanyahu getta luce sulle cause di questi stereotipi maligni.
Gila Gamliel è la ministra israeliana per l’Innovazione, la Scienza e la Tecnologia. Quando era ancora ministra dei Servizi segreti, ha fatto proprio un rapporto dell’Istituto Misgav in cui si chiedeva la completa pulizia etnica della Striscia di Gaza e la deportazione dell’intera popolazione in Egitto (BIP-Aktuell n. 279). Gamliel è membro del partito Likud. Alla vigilia delle primarie del Likud, tenutesi la scorsa settimana, Gamliel ha chiesto (fonte in ebraico) che ai soldati della “Force 100”, incaricati della sorveglianza dei detenuti a Sde Teiman e responsabili di stupri ai danni di prigionieri palestinesi, venissero garantiti posti nella lista elettorale del partito Likud.
I soldati che prestano servizio a Sde Teiman come guardie dei prigionieri hanno abbandonato la loro base in segno di protesta, poiché i loro comandanti non avevano permesso loro di decorare la base con cartelloni recanti messaggi di loro scelta. Questi soldati sono un segno della mancanza di disciplina che regna nell’esercito israeliano (BIP-Aktuell #303). L’iniziativa di Gila Gamliel di proporre questi soldati come candidati alla Knesset non serve a proteggerli con l’immunità parlamentare – che comunque non si applica retroattivamente per reati commessi prima della loro elezione a deputati –, ma piuttosto a dimostrare che il partito Likud sostiene i valori discutibili che questi soldati hanno messo in mostra: disumanizzazione dei palestinesi, omicidio, tortura, affamamento e stupro di coloro che sono considerati subumani. I soldati sono inoltre incoraggiati a violare la legge dal governo israeliano guidato dal Likud, che in questo caso dà il «buon» esempio. Dopo che la Corte Suprema israeliana aveva ordinato al governo di consentire alla Croce Rossa di visitare i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, tale ordine è stato ignorato dal governo israeliano. La deputata del Likud Galit Distel-Atberyan ha dichiarato che le informazioni sulle condizioni di detenzione dei prigionieri fornite dalla Croce Rossa potrebbero essere utilizzate per delegittimare la politica di Israele. Il suo stesso discorso era un’ammissione di colpa.
La deputata del Likud May Golan, ministra per la Promozione delle donne in Israele, aveva già dichiarato nel febbraio 2024: «Sono personalmente orgogliosa delle macerie di Gaza e del fatto che ogni bambino, anche tra 80 anni, racconterà ai propri nipoti ciò che hanno fatto gli ebrei». Il membro del Likud Shlomo Karhi, ministro delle Comunicazioni, ha sostenuto un disegno di legge che prevedeva l’installazione di disturbatori di segnale intorno alle città e ai villaggi arabi in Israele, per impedire agli abitanti di ricevere notizie in arabo (fonte in ebraico). Il deputato del Likud alla Knesset Nissim Vaturi ha definito la deputata sionista di sinistra Naama Lazimi «peggio di Hamas» (fonte in ebraico) e ha diffuso la menzogna secondo cui bottiglie d’acqua avvelenate verrebbero importate in Israele dalla Cisgiordania (fonte in ebraico).
Quando Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, ha reso noto il suo piano di realizzare fossati pieni di coccodrilli a guardia delle prigioni in cui sono detenuti i prigionieri palestinesi, il ministro dell’Ambiente Idit Silman ha immediatamente annunciato che i coccodrilli sarebbero stati riclassificati da animali selvatici protetti ad animali da allevamento, per consentirne l’impiego nelle carceri, dopo che la Corte Suprema aveva vietato i coccodrilli per motivi di benessere animale (!).
Il partito Likud non è l’unica formazione politica in Israele a propagandare la brutalità come valore in sé. Ben-Gvir appartiene al partito «Forza Ebraica» e, per promuovere la sua legge sulla pena di morte, indossa persino una spilla a forma di cappio (BIP-Aktuell #391). Sua moglie gli ha regalato per il compleanno una torta con l’immagine di un cappio. Bezalel Smotrich, presidente del partito «Sionismo Religioso», si è definito «fascista e omofobo». Alcuni soldati hanno apposto sulle loro uniformi il simbolo del «Punisher», un teschio, che è un chiaro riferimento al teschio che gli ufficiali delle SS indossavano durante il periodo nazista.
L’associazione deliberata con simboli dei cattivi e del male non è un fenomeno che si verifica esclusivamente in Israele. I politici populisti di destra di tutto il mondo amano presentarsi come cattivi per suscitare paura. Dall’ex presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, che ha affermato: «Vorrei essere come Hitler», al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che cita Mussolini, ed Elon Musk, che ha fatto il saluto nazista, fino all’ICE, l’agenzia paramilitare statunitense per l’immigrazione, che in un video si paragona a Darth Vader, il cattivo di «Star Wars».
L’uso di stereotipi maligni è aumentato drasticamente in Israele nell’ultimo decennio, a partire dalla falsa affermazione di Netanyahu del 2015 secondo cui l’idea di sterminare gli ebrei nell’Olocausto non sarebbe venuta da Hitler, ma dal Gran Muftì Husseini. Durante il genocidio a Gaza, i funzionari israeliani hanno fatto ricorso a un linguaggio genocida. Il 9 ottobre 2023, il ministro della Difesa Yoav Gallant (Likud) ha definito i palestinesi «animali umani» e ha annunciato che avrebbe negato loro l’accesso a cibo, acqua, medicinali ed elettricità.
Israele ha definito l’assassinio di ufficiali iraniani nel 2025 «Le Nozze Rosse» – un riferimento al massacro di ospiti disarmati nella serie di libri di George Martin «Le cronache del ghiaccio e del fuoco», resa famosa dalla serie televisiva «Il Trono di Spade». Il massacro compiuto da Israele in Libano l’8 aprile 2026 è stato denominato «Operazione Oscurità Eterna». L’esercito israeliano ha impiegato, sia nella Striscia di Gaza che in Libano, droni che riproducevano il pianto dei neonati per attirare i civili fuori dai loro nascondigli e ucciderli – una tattica moralmente riprovevole. La scorsa settimana, durante un’irruzione nella città di Qabatiya, a sud di Jenin in Cisgiordania, i soldati israeliani hanno dipinto dei numeri sulle braccia e sulla fronte dei palestinesi catturati – richiamando la pratica nazista secondo cui agli ebrei nei campi di concentramento venivano tatuati dei numeri sulle braccia.
Joel Swanson del quotidiano «Forward» ha sottolineato che i funzionari israeliani non hanno scrupoli nell’utilizzare nelle loro dichiarazioni un linguaggio visivo e espressioni antisemite e persino naziste. Ad esempio, hanno definito i palestinesi «quinta colonna» e hanno descritto l’Iran come un «polipo» i cui tentacoli avvolgono il globo. In questo modo alludono a teorie del complotto come il testo antisemita «I Savi di Sion».
Le primarie del partito Likud hanno ulteriormente intensificato le dichiarazioni offensive, poiché i politici competono tra loro per ottenere un posto migliore nella lista. I risultati delle primarie, tuttavia, non mostrano una correlazione chiara tra dichiarazioni offensive e successo alle primarie. Al primo posto si è classificato Eli Cohen, che ha ricoperto la carica di ministro degli Esteri israeliano e le cui dichiarazioni non sono così eclatanti come quelle dei suoi colleghi di partito. Gila Gamliel ha raggiunto solo il 25° posto (fonte in ebraico). Ciò solleva la domanda: perché gli israeliani utilizzano un linguaggio che li dipinge come cattivi e che costa loro il sostegno internazionale?
Una possibile risposta è che ciò che era iniziato come un meccanismo per dimostrare forza e coraggio nell’affermare cose controverse, nonché come mezzo per intimidire i palestinesi, è ormai diventato un segno che l’opinione pubblica israeliana ha perso la speranza che il mondo possa mai più considerare Israele come «i buoni». Alludendo al crescente isolamento di Israele nel mondo, Netanyahu ha affermato nel settembre 2025 che Israele deve diventare una «super-Sparta» – uno Stato militarista e odiato che pratica l’eugenetica e la schiavitù (così viene percepita Sparta nel discorso politico israeliano). È stato un appello a rafforzare ulteriormente l’immagine di Israele come cattivo. I vari simboli del male utilizzati da Israele – teschi sulle uniformi, coccodrilli nelle prigioni, nomi di massacri fittizi per indicare massacri reali – servono da diversivo. Suscitano reazioni emotive, orrore e disgusto, invece di stimolare misure razionali e strategiche volte a porre fine alle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e a tutelare i diritti umani dei palestinesi.
Tradotto dal tedesco da Associazione di Amicizia Italo Palestinese