Al Jazeera & Agencies
03.07.2011
http://english.aljazeera.net/news/middleeast/2011/07/201172143643709749.html
Grecia arresta capitano del battello USA diretto a Gaza.
Ufficiali trattengono il capitano della nave statunitense diretta a Gaza in merito alla “navigabilità” dell’imbarcazione che metterebbe in pericolo la sicurezza dei passeggeri.

Gli attivisti hanno raccontato ad Al Jazeera che il capitano dell’imbarcazione statunitense diretta a Gaza è stato arrestato dalle autorità greche per crimine dopo essere stato tradotto davanti a un pubblico ministero.
Il battello che fa parte della Freedom Flotilla e ha come obiettivo quello di rompere il blocco israeliano dei Territori Palestinesi, salpato venerdì dal porto greco di Parama era stato rimorchiato a riva dalla guardia costiera.
Jane Hirshmann, membro di “Gli ebrei dicono No!” e organizzatore nazionale per l’imbarcazione, soprannominata Audacity of Hope [l’Audacia della Speranza], ha dichiarato che il capitano era detenuto in custodia di polizia e che dovrà comparire in tribunale martedì.
Sabato, la guardia costiera ha sostenuto che il capitano della “Audacity of Hope” è accusato del tentativo di uscire dal porto senza permesso e dell’aver messo a rischio le vite dei passeggeri a bordo.
Adam Shapiro, un organizzatore del comitato internazionale della flottiglia, parlando da Atene, ha dichiarato ad Al Jazeera: “Il capitano è stato incolpato di crimine. Inizialmente, era di infrazione, ma è stato elevato a crimine.”
L’imbarcazione statunitense è uno dei nove battelli che trasportano diverse centinaia di attivisti che cercano di portare aiuto a Gaza.
“L’imbarcazione stessa al momento è in una zona dove viene detenuta,” ha rammentato Shapiro.
“Questa è una manovra del tutto politica, non essendoci alcunché di illegale in rapporto alla sua missione. Tutto è stato orchestrato dal governo israeliano e con probabilità da quello degli Stati Uniti,” ha dichiarato la Hirshmann.
“Ci stanno legando con tutta una serie di faccende amministrative.”
Shapiro ha fatto notare che alcuni dei passeggeri del battello statunitense sono rimasti a bordo per solidarietà con il capitano incarcerato.
Il 24 giugno, era stata presentata una denuncia anonima in merito alla “navigabilità in mare” dell’imbarcazione. Sui mezzi di informazione israeliani la responsabilità della denuncia venne assunta dal Centro Legale Israeliano (Shurat HaDin).

“Teorie di cospirazione”
Venerdì, il governo greco ha emesso un comunicato a conferma che la guardia costiera aveva fatto valere la decisione delle autorità civili di difesa per impedire che tutti i battelli della flottiglia lasciassero i porti della Grecia.
Il Ministero della protezione civile della Grecia ha dichiarato che le autorità della guardia costiera avevano ricevuto l’ordine di prendere “tutte le misure necessarie” per mettere in atto il divieto.
La dichiarazione sul sito web dell’Ambasciata greca a Washington recita: “Per ordinanza del Quartier Generale della Guardia Costiera Ellenica a tutte le Autorità locali della Guardia Costiera Ellenica, devono essere assunte tutte le misure appropriate per mettere in atto della decisione citata.”
Shapiro ha dichiarato: “Noi [il Comitato Internazionale della Flottiglia], tuttavia, continueremo a sfidare questo [divieto greco] e in questo fine settimana lo contesteremo politicamente.
“Abbiamo qui in Grecia delle persone che operano nel campo politico per fare pressione. Stiamo lavorando sulle opzioni legali e abbiamo ancora l’intenzione di salpare per Gaza.”
Gli attivisti accusano Israele del danneggiamento di altre due imbarcazioni ancorate in Turchia e in Grecia che fanno parte della flottiglia che vuole tentare di raggiungere il territorio palestinese con aiuti umanitari.
Sabato, il portavoce del ministero degli affari esteri di Israele, Yigal Palmor, ha respinto le accuse di sabotaggio come “ridicole”, definendole “deplorevoli teorie di cospirazioni.”
Alcuni giornalisti e attivisti a bordo dell’imbarcazione italo-olandese, la Stefano Chiarini, che pure prevedono di prendere parte alla flottiglia, hanno deciso di partire sabato, mentre altri stanno prendendo in considerazione dei piani per protestare contro la decisione greca.
“Il morale è basso, molto basso. E’ duro quando i piani cambiano tutti i momenti,” ha dichiarato ad Al Jazeera Ewa Jasewicz, una coordinatrice con il Free Gaza Movement a bordo del battello.
Alcuni degli attivisti sono stati sul battello che è ancorato in un porto dell’isola greca di Corfù per oltre una settimana e ora hanno in programma di abbandonare il gruppo per “dedicarsi alla loro vita di tutti i giorni”,secondo Khaled Turaani, un leader attivista a bordo della nave.
“Questioni pressanti”
Turaani ha detto di aver capito perché alcuni degli attivisti hanno preso la decisione di abbandonare il gruppo.
“Non è per mancanza di impegno. Hanno la necessità di ritornare alle questioni urgenti connesse al loro lavoro,” ha affermato.
“Questa non è una sconfitta. Se ogni singolo attivista dovesse partire questa mattina, credo che la Freedom Flotilla avrebbe già raggiunto i suoi scopi; cioè quella di rivelare la realtà del blocco di Gaza.”
Sabato, Turaani ha ragguagliato il gruppo di attivisti in via di dissolvimento sulle loro alternative conseguenti al blocco greco.
Ha dichiarato che potrebbe esserci ancora una possibilità di prendere il largo con il permesso delle autorità greche se il gruppo sposta la destinazione della flottiglia alla città portuale egiziana do Al-Arish, vicino al confine con Gaza.
“Deviare la direzione della flottiglia verso Gaza in acque internazionali è quindi possibile,” ha rimarcato.
“I greci stanno eseguendo gli ordini degli israeliani, ma non dovrebbero essere in grado di intromettersi pure nelle nostre coscienze e decidere preventivamente ciò che dovremmo fare.”
Al momento, gli attivisti di Corfù hanno deciso di aspettare fino a martedì nella speranza di un capovolgimento greco in relazione alla loro decisione di bloccare la flottiglia.
Gli altri attivisti stanno discutendo sul fare una protesta sulla nave senza lasciare realmente il porto.
“Se dovessero cercare di fermarci, metteremo in campo una qualche disobbedienza civile,” ha sostenuto Turaani.
Reazione di Hamas
Venerdì, Hamas, il movimento palestinese che controlla Gaza, ha denunciato la Grecia per l’intercettazione della Audacity of Hope.
Nelle dichiarazioni rilasciate dai suoi leader a Damasco, Hamas ha sanzionato l’iniziativa come “disumana” e ha dichiarato che la Grecia ha fatto il gioco di Israele.
“Questo è un fatto disumano, è contrario alle norme e alle regole internazionali,” ha affermato in una dichiarazione.
“Impedire che questi aiuti possano giungere nella Striscia di Gaza è dovuto alla pressione imposta dagli occupanti sionisti [israeliani].”
Hamas ha pure sollecitato il parlamento dell’UE e le organizzazioni per i diritti umani “di fare pressione sul governo greco” per permettere alla flottiglia di salpare verso Gaza.
(tradotto da mariano mingarelli)