Le forze di occupazione israeliane cadono in un'imboscata a Bint Jbeil mentre i combattenti della Resistenza intensificano le operazioni e gli scontri ravvicinati si inaspriscono.
Palestine Chronicle, 15 aprile 2026
Le forze israeliane colpite in un'imboscata a Bint Jbeil
Secondo il corrispondente di Al Mayadeen, martedì le forze di occupazione israeliane sono cadute in un'imboscata ben pianificata nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano.
Il resoconto riferisce che, dopo che le truppe israeliane sono entrate in un’abitazione, i combattenti di Hezbollah hanno fatto esplodere l’edificio con i soldati all’interno.
I media israeliani hanno confermato che nel sud del Libano si è verificato un «grave incidente di sicurezza».
Nel frattempo, proseguono i feroci scontri a Bint Jbeil, dove i combattenti della Resistenza libanese stanno affrontando le forze israeliane delle unità d’élite in combattimenti ravvicinati nella periferia del vecchio mercato della città.
Nonostante i continui attacchi aerei, i bombardamenti di artiglieria e i tentativi di imporre un assedio, le forze israeliane non sono finora riuscite a ottenere una svolta decisiva.
I resoconti dal campo indicano che le truppe israeliane non sono riuscite a raggiungere posizioni chiave all’interno della città, tra cui lo stadio comunale.
Aumento delle vittime israeliane
I media israeliani hanno riferito che il comandante del 52° battaglione è rimasto gravemente ferito durante i combattimenti.
Altre notizie indicano che almeno dieci soldati della Brigata dei paracadutisti sono rimasti feriti negli scontri avvenuti durante la notte, alcuni dei quali in condizioni critiche.
Sono stati avvistati elicotteri impegnati nell’evacuazione dei soldati feriti dal campo di battaglia, mentre altri sono stati trasferiti via terra.
La Resistenza Islamica in Libano ha annunciato una serie di operazioni mirate contro postazioni militari israeliane utilizzando droni.
Tra gli obiettivi figuravano postazioni di artiglieria a Zaoura, il quartier generale di un battaglione di artiglieria a Odem e la caserma di Al-Fouran nel Golan siriano occupato.
All’interno del territorio libanese, i combattenti della Resistenza hanno continuato a colpire concentrazioni di truppe israeliane e postazioni di recente istituzione da più direzioni.
Il Movimento Amal annuncia la morte di un combattente
In un altro episodio, lunedì il Movimento Amal ha annunciato che un combattente libanese di 80 anni, Muhammad Ahmad Diya, è stato ucciso mentre affrontava le forze israeliane nel sud del Libano.
Diya è stato ucciso nella città di Sir al-Gharbiyeh il 13 aprile durante gli scontri in corso, rimanendo in prima linea nonostante la sua età.
Nel suo comunicato, il Movimento Amal lo ha descritto come un «mujahid» che ha combattuto «fino all’ultimo respiro», impegnandosi a rimanere fedele alla via della resistenza e della difesa del territorio libanese.
«Capitale della resistenza»
Bint Jbeil rimane un campo di battaglia centrale sia per la sua posizione strategica che per il suo significato simbolico.
La città si affaccia sulle principali vie di comunicazione che collegano le zone di confine alle regioni dell’entroterra e da tempo funge da punto nevralgico degli scontri tra le forze israeliane e i gruppi di resistenza libanesi.
Spesso definita la “capitale della Resistenza”, ha svolto un ruolo centrale nei conflitti precedenti, tra cui la liberazione del Libano meridionale del 2000 e la guerra del 2006.
(Fonti: Palestine Chronicle, Al Mayadeen, Movimento Amal)
Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze