http://electronicintifada.net/blogs/david-cronin/turkeys-fickle-support-palestinian-struggle
Aumenta il commercio con Israele
David Cronin, 25/4/2014. Se la Turchia volesse davvero sostenere la lotta dei Palestinesi, dovrebbe imporre delle rigide sanzioni ad Israele. Invece il valore del commercio annuale tra Turchia ed Israele è aumentato dal dai 3,4 miliardi di dollari nel 2008 ai 4 miliardi nel 2012. La Turchia introdusse un embargo sulle armi nel 2011. Tuttavia ha continuato con le consegne di materiali militari ordinati in precedenza. E malgrado l'embargo, il ministero della difesa Israeliano risulta che stia cercando il modo di vendere nuove armi alla Turchia. Non è difficile capire perché Israele ci tiene a riprendere quel tipo di commercio. La Turchia è stata a lungo un ottimo cliente per l'industria bellica israeliana. Essa è seconda solo agli USA come esercito NATO. La Turchia spende l'1,8% del suo prodotto nazionale lordo nel militare – ben superiore alla media europea.
Erdogan ebbe uno scontro con Shimon Peres quando Israele bombardava Gaza nel 2009. Anche se tale presa di posizione era apprezzabile, essa non cancella il fatto che il governo di Erdogan aveva acquistato armi Israeliane fino ad allora. Nel 2005 Israeli Aircraft Industries (IAI) e Elbit stipularono un contratto per fornire di droni la Turchia. Queste due aziende sono i maggiori produttori degli aerei che Israele ha usato per attaccare Gaza (IAI attualmente si chiama Israel Aerospace Industries.)
L'embargo dianzi citato fu imposto solo dopo che Israele aveva ucciso nove attivisti dei diritti Umani mentre navigavano verso Gaza. Nel 2010, anno in cui avvenne l'attacco, la Turchia era il secondo importatore di armamenti Israeliani .
(Trad. Claudio Lombardi)