Ma’an News Agency
06.06.2011
http://www.maannews.net/eng/VievDetails.aspx?ID=394201
Report: Fatah promette rappresaglie per i morti del Giorno della Naksa
BEIRUT, Libano (Ma’an) – E’ stato riferito che, lunedì, un funzionario ha dichiarato nel sud del Libano che un gruppo armato di Fatah avrebbe fissato “il momento giusto e il luogo” per una rappresaglia all’interno della Palestina per le morti dei profughi palestinesi dovute agli spari israeliani lungo la linea del cessate il fuoco tra Siria e Israele.

“La Palestina sarà liberata per mezzo della resistenza perché i negoziati sono inutili,” avrebbe affermato il leader di Fatah in Libano Muneer Maqdah, secondo quanto citato dal sito del quotidiano del paese Now Lebanon, durante un comizio per piangere quella che la televisione di stato siriana aveva dichiarato essere stata la morte di 23 manifestanti uccisi dal fuoco israeliano durante la marcia di protesta del giorno prima.
Secondo il servizio risulta che abbia definito come “il massacro nel Golan, a Maroun ar-Ras e in Palestina.” l’incidente nel quale si sono viste centinaia di persone ammassarsi lungo la linea del cessate il fuoco tra Israele e Siria sulle Alture del Golan e marciare oltre il confine verso le terre occupate da Israele il 5 giugno 1967.
A quanto si dice, i palestinesi del campo profughi di Sidone nel sud del Libano hanno fatto una giornata di sciopero come protesta contro le morti.
NOW Lebanon ha riferito che sono stati chiusi tutti gli istituti scolastici, sociali e sanitari all’interno dei campi profughi del sud del Libano e che sono stati bloccati i loro ingressi con copertoni in fiamme.
Le notizie di cronaca hanno riportato che i profughi erano in collera per quella che la televisione siriana di stato ha dichiarato essere stata la morte di 23 attivisti filo-palestinesi partecipanti a una marcia che aveva visto centinaia di persone tentare di fare breccia nella linea del cessate il fuoco tra le Alture del Golan siriano e la parte dell’altopiano occupata da Israele.
La marcia – che commemorava il 44° anniversario dell’occupazione israeliana del Golan – era una riproposizione di quella che aveva avuto luogo il 15 maggio, per commemorare il 63° anniversario dell’esilio forzato di 800.000 profughi palestinesi durante i combattimenti che avevano preceduto la creazione dello stato di Israele nel 1948.
Durante la manifestazione di maggio, i profughi palestinesi avevano marciato, tutti insieme con i loro sostenitori dalla Siria, dal Libano, dalla West Bank e da Gaza, verso i confini di Israele per richiedere il rispetto del loro diritto al ritorno alle proprie case. Quattro erano stati uccisi dal fuoco israeliano sul confine siriano e 10 in Libano.
I manifestanti avevano intenzione, domenica, di marciare ancora una volta verso i confini con Israele, ma le truppe dell’esercito libanese avevano impedito loro l’accesso alle zone del sud.
(tradotto da mariano mingarelli)