Ben Jelloun Tahar
"Jenin, un campo palestinese"
SAGGI BOMPIANI - 2002
<<Da un paesaggio di macerie senza più nome, dalle rovine di un Medioriente bruciato dalla guerra e dal sole, si leva in questo libro il grido di Jenin, il campo profughi palestinese teatro di un massacro senza precedente, qui incarnato da una donna dello stesso nome, disperata e sola, che vaga fra i resti e i ricordi coperti di polvere, cercando qualcosa che sia sopravvissuto al conflitto. E alla sua voce si aggiungono quelle delle vittime innocenti cadute nelle strade, nelle piazze della città, il pianto di un cammello che non solca più un deserto ormai di cenere e sangue , i ricordi di un poeta senza più destino né terra, per formare un’elegia di rabbia e dolore, una denuncia dell’assurdità di qualsiasi guerra.>>