“Ascolta, ascolta Israele! Hai fatto una strage di bambini e hai dato la
colpa ai loro genitori
dicendo che li hanno usati come scudi. Non so pensare a nulla di più infame.
A distanza di una generazione in nome di ciò che hai subito,
hai fatto lo stesso ad altri: li hai chiusi ermeticamente in un territorio, e
hai iniziato ad ammazzarli con le armi più sofisticate,
carri armati indistruttibili, elicotteri avveniristici,
rischiarando di notte il cielo come se fosse giorno, per colpirli meglio.
Ma 1300 morti palestinesi e 13 israeliani non sono una vittoria,
sono una sconfitta per te e per l'umanità intera.
Ascolta Israele! Io non rinnego la mia storia,
la storia della mia famiglia, che è passata dalla Shoah.
Però rinnego te, lo Stato di Israele,
perché hai creduto di poter far valere il credito della Shoah per liberarti
del popolo palestinese e occupare la sua terra.
Ma non è così che vanno le cose, non è così la vita.
Il popolo di Israele deve vivere di vita propria e non vivere della morte
altrui.
Ascolta Israele! Io non rinnego la mia storia, la storia della mia
famiglia che è passata dalla Shoah, ma io oggi sono palestinese. Io sto
dalla parte del popolo palestinese e della sua eroica resistenza. Io sto
con l'eroica resistenza delle donne palestinesi che hanno continuato fare
bambine e bambini palestinesi nei campi profughi, nei villaggi tagliati a
metà dai muri che tu hai costruito, nei villaggi a cui hai sradicato gli ulivi,
rubato la terra.
Sto con le migliaia di palestinesi chiusi nelle tue
prigioni per aver fatto resistenza al tuo piano di annessione.
Ascolta Israele! Non ci sarà Israele senza Palestina ma potrà esserci
Palestina senza Israele, perché il tuo credito, ormai completamente
prosciugato dalla tua folle e suicida politica, non era nei confronti del
popolo palestinese che contro di te non aveva alzato un dito,
ma era nei confronti del popolo tedesco, italiano, polacco, francese, ungherese
e in
generale europeo; ed è colpevole la sua inazione.
Ascolta Israele, ascolta questi nomi:
Deir Yassin, Tel al-Zaatar, Sabra e Chatila, Gaza.
Sono alcuni nomi
che hai scritto nella Storia:
che verranno fuori ogni volta
che si vedrà alla voce: Israele”
di Stefano Sarfati Nahmad (gennaio 2009)