Nena News
01.12.2012
http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=42812&typeb=0&Palestina-all'Onu--niente-da-festeggiare
Palestina all'ONU , niente da festeggiare
La lettera: "Un'altra vittoria dell'ideologia sionista. Con un po' di fumo negli occhi, viene presentato come una vittoria, un momento storico. E si festeggia".
Roma, 1 dicembre 2012, Nena News - È incredibile come nessuno si renda conto della trappola mortale in cui ci hanno buttato. Tutti a festeggiare...ma a festeggiare cosa? Il "regalo" che una oligarchia corrotta e priva di legittimità ha voluto fare ad "Israele", tentando di allontanare ulteriormente una lotta basata "su giustizia, liberazione, ritorno" piuttosto che su meri confini e pseudo-sovranità?

Il riconoscimento di uno Stato - che NON è lo stato di Palestina ma esclusivamente un territorio frammentato, umiliato, privato della sua stessa natura ed identità - non è altro che la continuazione di una politica fallimentare, fondamentalmente un "favore" al discorso razzista sionista, una negazione del diritto al ritorno e l'eliminazione di un movimento di resistenza che dalla Nakba in poi aveva, almeno in parte, tentato di rappresentare il popolo palestinese nella sua totalità.
Da oggi, i profughi palestinesi, ovvero la maggioranza del popolo palestinese, non saranno più rappresentati all'ONU, solo i palestinesi "dello Stato di Palestina" avranno voce. Questa decisione, alla quale i palestinesi in esilio si oppongono, è stata presa ovviamente senza nessun tipo di consultazione della stessa popolazione! Ma sono tutti felici perché porteremo l'esercito di occupazione israeliana di fronte alla ICC (forse!)... e che cambierà?
Scusate se credo che niente cambierà. Scusate se la storia mi ha reso scettica su ogni tipo di effettività di organizzazioni internazionali utili solo a distrarci e ad illuderci che da qualche parte qualcuno ci ascolti. Intanto oggi un altro palestinese è morto a Gaza, e altri pescatori sono stati arrestati. Oggi milioni di profughi in campi disastrati nel mondo arabo e in esilio nel resto del mondo hanno visto seriamente minato il loro diritto di tornare a casa.
Oggi il sacrificio di migliaia di prigionieri, di martiri, di uomini donne, bambini che per 65 anni hanno sofferto e resistito per garantire alle generazioni successive il sogno di un mondo migliore, di giustizia e libertà è stato tranquillamente scaricato nel cesso. Oggi la resistenza di più di un milione di palestinesi oppressi nello stato sionista è stata fondamentalmente dichiarata inutile, ed isolata dal resto della lotta di liberazione del popolo palestinese. La frammentazione sociale economica culturale e politica del popolo palestinese viene attuata una volta per tutte, e stavolta da chi si professa, oltretutto, leader palestinese.
Un'altra vittoria dell'ideologia e del progetto sionista. Tutto questo, con un po' di fumo negli occhi, viene presentato come una vittoria, un momento storico. E si festeggia. Scusate se io invece resto triste, tanto triste. Ed arrabbiata. Scusate se avrei preferito sentire qualcuno all'ONU che chiedesse una campagna di BOICOTTAGGIO DISINVESTIMENTI E SANZIONI per "Israele", qualcuno che chiedesse di sospendere accordi economici e militari... che invece di inutili e pericolosi riconoscimenti, privi di qualsiasi sostanza o concreto miglioramento per un qualunque palestinese in qualsiasi parte del mondo, che non faccia parte della solita oligarchia corrotta, avesse ribadito a voce alta che la Palestina, i Palestinesi vogliono giustizia prima di tutto, fine dell'occupazione, fine della COLONIZZAZIONE, fine dell'apartheid, RITORNO, LIBERAZIONE PER TUTTI COLORO CHE DA 65 ANNI LOTTANO PER LA FINE DI UN'INGIUSTIZIA FIGLIA DI UN SISTEMA IMPERIALISTA ED OPPRESSIVO.
Oggi non perdono solo i palestinesi, ma tutti i popoli oppressi, tutti coloro che credono che al mondo non dovrebbero esserci schiavi e padroni...tutti coloro che credono che non si può prescindere dalla "GIUSTIZIA". Sarebbe stato bello ascoltare un discorso che ricordasse al mondo che i Palestinesi continueranno a resistere, fino a quando non potranno tornare, liberi, a casa loro. Sarebbe stato bello sentire invocare azioni concrete e di massa per garantire giustizia ritorno e libertà per i palestinesi. E fare così davvero un passo verso un mondo migliore.
Sappiate, però, che la nuova generazione non si arrende, che per noi questo fallimento non conta niente, che nessuno ci convincerà che confini e muri possano sostituirsi alla libertà, che le nuove generazioni di palestinesi sono e rimarranno un popolo unito, al di là delle imposizioni geografiche nelle quali ci etichettano, sappiate che oggi più che mai siamo pronti a lottare contro il razzismo e l'ingiustizia dell'ideologia sionista, e contro chi, cosciente o meno, favorisce il suo progetto discriminatorio, basato sulla pulizia etnica e frammentazione del nostro popolo.
Possono disegnare e riconoscere i confini che vogliono, dove vogliono. Possono cercare di confonderci...ma non ci riusciranno. La nostra lotta non prevede riconoscimenti e concessioni: vogliamo solo giustizia! la Palestina non si svende, la Palestina è la causa di chi crede in un mondo diverso...la Palestina non ha confini! Festeggiate certo... ma sappiate che la nostra lotta finirà solo quando LA PALESTINA e TUTTI I PALESTINESI SARANNO LIBERI. DAVVERO.