Il conflitto di Gaza alimentato dalla primavera araba e dalle elezioni israeliane.

The Washington Post/Nena News
19.11.2012

http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41468&typeb=0&Gaza-conflict-fed-by-Arab-Spring-and-Israeli-election

 

Il conflitto di Gaza alimentato dalla primavera araba e dalle elezioni israeliane

Forse Israele ha deciso di aumentare (le violenze) - o si lascia provocare facilmente – avendo in mente i calcoli elettorali?

di Josef Federman e Dan Perry


"In nome del popolo egiziano dico che l'Egitto di oggi è diverso dall'Egitto di ieri e gli arabi di oggi sono diversi che gli arabi di ieri", ha affermato venerdì il presidente egiziano Mohammed Morsi, membro del movimento dei Fratelli Musulmani da cui deriva Hamas. "Dico con tutta sicurezza che l'Egitto non lascerà sola Gaza".
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Tali parole erano difficilmente immaginabili sotto il deposto presidente Hosni Mubarak, che era succube dell'Occidente e i cui funzionari, nel corso degli anni, si erano molto impegnati nella mediazione imparziale tra Israele e le varie fazioni palestinesi.

Ma Hamas ha pagato un prezzo nei confronti dell'opinione pubblica, in particolare tra la sua base religiosa e conservatrice. L'organizzazione è salita al potere come un gruppo di resistenza armata ed è considerata, non solo da Israele, ma anche dagli Stati Uniti come un'organizzazione terroristica. Molti a Gaza, dai sostenitori di lunga data ai gruppi più radicali influenzati da al-Qaeda, l’hanno accusata di debolezza. I recenti attacchi contro Israele e il confronto di questa settimana, sono destinati in parte a ristabilire le credenziali dei militanti di Hamas.

Da parte di Israele, l'attacco a Gaza è stato preparato per mesi. Dopo aver dato ad Hamas un duro colpo nell'offensiva di quattro anni fa, l'intelligence israeliana ha osservato attentamente il gruppo recuperare e rifornire il proprio arsenale con armi più potenti e razzi a lungo raggio. Il lancio di razzi è costantemente aumentato nel corso degli ultimi due anni, con più di 1.000 lanciati solo quest'anno contro Israele, secondo l'esercito. Un paio di incidenti della settimana scorsa hanno segnato una significativa escalation dal punto di vista di Israele. In primo luogo i militanti di Hamas hanno fatto esplodere un tunnel lungo il confine con Israele nel tentativo di attaccare le truppe israeliane. Poi, Hamas ha sparato un missile anti-carro contro una jeep israeliana, ferendo gravemente quattro soldati.

L'insoddisfazione di Israele di fronte alla crescente affermazione di Hamas è stata evidente nei commenti dal ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. "Hamas ha fatto un errore a pensare che a causa del cambio di governo in Egitto e delle elezioni qui da noi non risponderemo in modo adeguato", ha dichiarato.

A seguito del lancio di razzi avvenuto all'inizio di questa settimana, da parte della popolazione israeliana c'è stato un numero crescente di richieste per una risposta da parte del governo, che è in corsa per le elezioni del 22 gennaio.

Forse Israele ha deciso per un’escalation - o si lascia provocare facilmente – avendo in mente i calcoli elettorali? Funzionari israeliani respingono tali ipotesi, e l'esercito sostiene che l'obiettivo è soltanto quello di fermare il lancio di razzi. Ancora una volta, il precedente storico sembra essere proprio là:

Nel giugno del 1981, settimane prima di un'elezione che sembrava destinato a perdere, il primo ministro Menachem Begin ordinò alle forze aeree di distruggere il reattore nucleare di Saddam Hussein a Osirak, nel lontano Iraq. Il colpo ebbe successo, Begin vinse le elezioni per un soffio, e in aggiunta il mondo fece addirittura apprezzamenti per l'eliminazione delle potenziali armi nucleari di Saddam.

Quindici anni dopo, l'uomo sconfitto da Begin, Shimon Peres, si ritrovò ad essere primo ministro ad interim, e con sulle spalle una reputazione elettoralmente scomoda di fervente sostenitore della pace. In primo luogo, Peres ordinò l'uccisione del costruttore di bombe chiave di Hamas che portò ad una serie di feroci attentati che indebolirono seriamente il suo sostegno elettorale. E nell'aprile 1996, due mesi prima delle votazioni, ordinò una massiccia campagna aerea contro Hezbollah in Libano che molti considerarono, almeno in parte, politicamente guidata. La campagna si concluse con Hezbollah ancora al suo posto e Israele che interruppe ignobilmente l'operazione dopo aver erroneamente ucciso decine di persone in un compound delle Nazioni Unite. Peres perse per un soffio.

Quattro anni fa, l'uomo che allora sconfisse Peres, Benjamin Netanyahu, dopo che per alcuni anni era rimasto senza designazione, stava recuperando in popolarità, ed era in aumento nei sondaggi. E il governo di Ehud Olmert, molto più moderato di Netanyahu, ordinò un'operazione contro Hamas.

La ragione sarà familiare a chiunque guardi le notizie odierne: l'opinione pubblica israeliana non ne poteva più dei razzi da Gaza. 

(tradotto da barbara gagliardi
per l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus)