Ipocrisia della mattanza: campagna di Israele a Gaza

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16.11.2012
http://rt.com/news/israel-gaza-campaign-hypocrisy-815/

 

Ipocrisia della mattanza: campagna di Israele a Gaza

L'assalto di Israele a Gaza fa sorgere dei dubbi sul suo reale interesse a trovare una soluzione di una pace duratura come proclama di volere. La campagna ha un obiettivo alternativo come parte di una strategia per progettare un attacco contro l'Iran?

di Adrian Salbuchi

E' probabilmente la più tragica storia-senza-fine del mondo. Per quasi 65 anni, Israele ha bombardato, mutilato e umiliato i palestinesi, distruggendo le loro case con i bulldozer e mettendo Gaza sotto assedio in modo da farne il più grande campo di concentramento del mondo.
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Nell'ultima esplosione di violenza di questa settimana entrambe le parti accusano l'altra, "Hai cominciato tu!" Chi lo sa? In questa fase, è veramente importante chi ha iniziato?

Mercoledì 14, un elicottero israeliano ha ucciso il leader dell'ala militare di Hamas, Ahmed Jabari, innescando una reazione violenta di Hamas, che ha fatto piovere missili sulle città del sud di Israele, che a sua volta ha dato il via ad attacchi aerei uccidendo 19, ferendone 100 e provocando la morte di sei bambini.

Deja-vu: siamo nel gennaio del 2009: "Operazione Piombo Fuso" rivisitata, questa volta l'hanno chiamata "Pilastro della Difesa."

Chiaramente, i leader Israeliani della destra non vogliono un accordo pacifico con i Palestinesi. Questo perché hanno sistematicamente sabotato ogni possibilità di giungere a una soluzione a due stati.

L' ultimo israeliano onesto che ha cercato di portare la pace è stato il primo ministro Yitzhak Rabin, fino a che non è stato ucciso per le strade di Tel-Aviv nel novembre 1995, non da un fanatico islamico, non da qualche folle neo-nazista, ma da uno Ygal Amir: un fanatico sionista del'ultra-destra legato sia al Movimento dei coloni fondamentalisti che all'agenzia di sicurezza di Israele-Shin Beth.
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Da allora, gli Apartheidist dell'estrema destra israeliana comandano e continueranno a farlo ancora di più ora che il Likud di Benjamin Netanyahu si è fuso con Yisrael Beitenu di Avigdor Lieberman. Forse questo ultimo assalto ai palestinesi è il loro modo di celebrare il loro nuovo Gross Partei.

'Non ti preoccupare per l'America.'

L'ex premier israeliano Ariel Sharon è tristemente citato per aver urlato ai suoi colleghi nel corso di un acceso dibattito nella Knesset nel mese di ottobre 2001, che non dovevano preoccuparsi di una reazione americana agli attacchi israeliani ai palestinesi perché "noi, il popolo ebraico controlliamo l'America!"

Guardando come i politici americani sono infiltrati nelle potenti lobby pro-Israele, in organizzazioni come l'AIPAC - American Israeli Public Affairs Committee -, l'ADL e altre, in competizione per offrire loro discorsi più appassionati e drammatici pro-Israele, si è tentati di credere alle sincere parole del signor Sharon.

Durante la recente campagna presidenziale statunitense sia Barack Obama che Mitt Romney hanno cercato di dare il loro più convincente discorso alla Joe Biden, come discorsi del tipo "I-sono-un-sionista", per ottenere non più il solo il voto e il denaro degli ebrei in America, ma anche la voto sionista che è rappresentato da molti non-ebrei cristiani rinati.

Così, quando all'inizio di questa settimana l'ambasciatore Usa alle Nazioni Unite Susan Rice ha apertamente sostenuto Israele e condannato gli attacchi di rappresaglia di Hamas descrivendoli come "la violenza che Hamas e altre organizzazioni terroristiche stanno impiegando contro il popolo di Israele", difficilmente si può essere sorpresi.

Non ha molta importanza chi siede nello Studio Ovale, siano essi democratici o repubblicani, gli Stati Uniti saranno sempre, senza pensarci e senza riserve, a sostegno di Israele ogni volta che deciderà di giocare un nuovo ciclo della mattanza palestinese.
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Naturalmente, i media tradizionali statunitensi e globali fanno volentieri un favore, essendo riusciti a far penetrare in profondità nella psiche collettiva la conclusione che "il terrorismo" è sempre legato a "fondamentalisti islamici".

Quindi, Hamas è illegittimo prima ancora di iniziare le discussioni sulla soluzione a due Stati. Non importa che Hamas abbia vinto democraticamente le elezioni del 2006, non importa che Israele stessa sia stata fondata da violenti gruppi terroristici come Irgun Zvai Leumi, Stern e Hagganah che più tardi si fusero per diventare le Forze di Difesa Israeliane (IDF) di Israele - oh, così democratico!

Tali gruppi terroristici sionisti sono stati guidati dai padri fondatori israeliani in seguito diventati primi ministri (e anche un Premio Nobel per la Pace!) come Menahem Beguin e Isaac Shamir, che nei loro giorni di "combattenti per la libertà" hanno fatto esplodere alberghi con decine di persone al loro interno, assassinato inviati delle Nazioni Unite, effettuato centinaia di omicidi mirati, e imposto politiche di genocidio uccidendo e mutilando di centinaia di migliaia di persone, e poi espellendo milioni di uomini palestinesi, donne e bambini dalle loro case e terreni utilizzando le tattiche terroristiche più barbare.

La logica di Israele in Palestina sembra funzionare in questo modo: se Israele ruba terre e case e mezzi di sostentamento ai palestinesi, loro non hanno alcun diritto di lamentarsi, e se osano reagire, allora diventano automaticamente "terroristi". America, Regno Unito e la maggior parte della UE sembra essere d'accordo.
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Bene, se lo faccio io, male se lo fai tu.

Questo è il motivo per cui questi paesi hanno bollato Hamas e Hezbollah come "organizzazioni terroristiche".

Il senso politico comune, però, ci dice che le forze armate di una nazione - sia di Stati Uniti, Russia, Cina, Brasile o Israele - devono riferire ai capi civili del proprio Stato. Ma cosa succede se, come i palestinesi, non si è autorizzati ad avere una Nazione-Stato? Come possono i palestinesi difendersi contro le tattiche sistematiche di terrorismo di Israele se non possono avere il proprio Stato-nazione e quindi le forze armate? Ecco perché Hamas e Hezbollah sono entrati in scena per offrire una prospettiva di auto-difesa.

Certo, è facile qualificarle come "organizzazioni terroristiche", ma - con gli criteri stessi - le potenze occidentali oggi riclassificherebbero la resistenza francese durante la seconda guerra mondiale, per esempio, come una "organizzazione terroristica", semplicemente perché si rifiutarono di accettare passivamente l'invasione militare tedesca del loro paese? La Resistenza che fece in modo di evitare che la Oberkommando entrasse a Berlino dovrebbe essere classificata come "terrorista"?

E per quanto riguarda i gruppi terroristici che hanno assassinato il leader libico Muammar Gheddafi lo scorso anno o quelli che in questo momento stanno devastando la Siria? "Combattenti per la libertà", presumo, perché si oppongono in modo violento ai regimi non-amici degli US?
                   
L'Occidente deve capire che non si possono avere entrambe le cose: o la Resistenza francese, e Irgun e Stern, e Hamas e Hezbollah, le rivolte siriane e libiche sono tutti "combattenti per la libertà" o dovrebbero essere tutti marchiati come "organizzazioni terroristiche ". Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.


Tutte le opzioni sul tavolo.

Utilizzando al pieno il metodo del guerrafondaio baby-Bush, recentemente un portavoce dell'IDF ha minacciato non solo i palestinesi, ma il mondo intero dicendo che, per Israele, "tutte le opzioni sono sul tavolo".

Parole potenti provenienti dalla solo nazione del Medio Oriente che ha un arsenale di armi nucleari, e una storia di comportamenti che dà credibilità alla sua volontà di usarli.

Così, i palestinesi devono prepararsi per livelli sempre crescenti di violenza nei giorni e nelle settimane a venire. Questa ultima esplosione di violenza sarà usata da Israele come scusa per attaccare il sud del Libano, dove Hezbollah ha la sua base (e verso cui Israele si indirizzò quando invase il Libano per l'ennesima volta a metà del 2006)?

Stiamo assistendo ad un crescendo di violenza che porterà ad un attacco armato contro la Siria, in unione con la Turchia / NATO e con l'"Esercito di liberazione siriano" (aka, Al-Qaeda, CIA, Mossad, MI6)?
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E' tutto parte di una strategia israeliana di "rendere sicuro il reame" che ha come obiettivo reale e finale un attacco militare unilaterale di Israele contro l'Iran?

La violenza generalizzata in Medio Oriente, contribuirà a convincere Obama (e l'esercito americano) a smettere di temporeggiare con l'Iran e ad intervenire di nuovo in modo forte nella regione.

Israele sta chiamando questo attacco "Pilastro della Difesa." Un buon eufemismo orwelliano per il massacro dei palestinesi.

Se Israele ha deciso di lasciar perdere l'inferno in Medio Oriente per preparare il terreno per un attacco contro l'Iran, allora diventa chiaro che la violenza doveva iniziare (ancora una volta!) nella Palestina martirizzata

OK, così Israele inizia una nuova guerra mediorientale in Palestina, ma dove finirà?

Adrian Salbuchi è un analista politico, autore, speaker e commentatore radio / TV in Argentina.
www.asalbuchi.com.ar

 

(tradotto da barbara gagliardi
per l’Asssociazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus)