L'aiuto dell'America al "continuum" politico di Israele

Palestinechronicle
29.11.2011
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L’aiuto dell’America al “continuum” politico di Israele. 

di Clive Hambidge

                                                   clive hambidge01

Una conquista militare 

“……Useremo la forza al massimo grado fino a che i palestinesi non verranno a noi strisciando a quattro zampe….Quando avremo risolto il problema della terra, tutto ciò che gli arabi saranno in grado di fare sarà di correre velocemente in tondo, come scarafaggi drogati in una bottiglia.” (Rafeal Eitan)

 

 

Una ‘formulazione morale’ da parte delle successive amministrazioni americane per ciò che riguarda la ragione principale del loro sostegno unilaterale allo 0,001 % della popolazione mondiale, cioè Israele, non regge al diritto internazionale o a un approfondito esame americano. Il perpetuarsi del mito di un Israele circondato da mortali nemici, che combatte eroicamente contro tutti per i diritti democratici, con ogni probabilità viene meno non appena il mondo del diritto ravvisa in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza, la quotidianità dell’abuso o l’orrore dei palestinesi sottoposti a illegale occupazione nel “campo di battaglia” ove Israele prova nuove armi. Tale abuso, messo nitidamente a fuoco dal Centro del Dipartimento di Stato americano all’inizio del 2004, è sistematico; perpetrato da Israele nel 2011 e pagato con il denaro dei contribuenti americani, sotto forma di un aiuto che secondo le leggi degli Stati Uniti è generalizzato, insensato e illegale. Il motivo? Il sostegno incondizionato al continuum della politica militare di Israele, dove l’occupazione de jure è diventata annessione de facto. E dove continua, secondo il Relatore Speciale Falk, “lo sfrenato assalto ai diritti dei palestinesi.” 

Se ci si muove consapevolmente nel tempo avanti e indietro, cioè nel tempo americano/israeliano, si trova lo stesso modello, non importa la data. Non c’è nessun cambiamento, nessun progresso. E’ come guardare un film, un gioco nel quale non importa dove si taglia, quale montaggio si vede, quale tenda viene sollevata e quale scena si guarda, è sempre lo stesso film, la stessa rappresentazione, lo stesso giorno, lo stesso copione violento. Si tratta di un continuum di azioni brutali programmate per opprimere i palestinesi quel tanto da far abbandonare loro la propria terra. Scegliere una data a caso e si trova il paradosso del continuum: Israele è in attesa di Godot: 

Estragon: Tutte le voci dei morti.
 Vladimir: Fanno un rumore come di ali”. 

Matt Bowles, scrivendo per il Washington Report on Middle East Affaires”, chiarisce i fatti: “L’America, permettendo per decenni a Israele di mettere “gli aiuti degli Stati Uniti nel suo fondo generale, di fatto ha eliminato ogni distinzione tra i diversi tipi di supporto. [Significa] Perciò , che i contribuenti degli Stati Uniti stanno concorrendo a finanziare un’occupazione illegale, l’ampliamento dei progetti di insediamento coloniale, e le gravi violazioni dei diritti umani contro la popolazione civile palestinese. “ Fatti continuamente negati da Israele in quanto persegue spietatamente ‘la dottrina della politica scevra dal diritto’. 

La pretesa tenace, ma illusoria di Israele che i suoi obblighi derivanti dagli accordi sui diritti umani internazionali non si applichino nei Territori Palestinesi Occupati (OPT), secondo Amnesty International, è stata ‘rifiutata’ dal Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dal Consiglio per i Diritti Economici, Sociali e Culturali, dal Consiglio per la Eliminazione delle Discriminazioni Razziali contro le Donne, dal Consiglio contro la Tortura, dal Consiglio per i Diritti del Bambino, dalla Corte Internazionale di Giustizia e da ogni cittadino ragionevole del pianeta. 

Così nel febbraio 2004, il Dipartimento di Stato Americano, nei suoi Rapporti Nazionali sull’Applicazione dei Diritti Umani, chiarisce le esagerate violazioni dei Diritti Umani e lo status di Israele negli OPT del 2003, “La Comunità Internazionale non riconosce a Israele il diritto di sovranità su una qualsiasi parte dei Territori Occupati.” Tutte le missioni accreditate si trovano giustamente e legalmente a Tel Aviv. “Il livello di applicazione da parte di Israele dei diritti umani nei Territori Occupati in genere è rimasto basso ed è peggiorato nel trattamento degli attivisti stranieri per i diritti umani.” Questi abusi si sono manifestati nell’anno fiscale 2003 in cui Israele ha ricevuto dagli “Stati Uniti una sovvenzione per un finanziamento militare estero di 3,1 miliardi di dollari e una sovvenzione di 600 milioni di dollari per la sicurezza economica” (Jewish Voice for Peace = JVP); dollari statunitensi utilizzati per un progresso nel ‘continuum’ della politica di Israele, cioè di colonizzazione illegale delle terre palestinesi e di supplizio degli abitanti e di coloro che forniscono loro assistenza. Da non dimenticare, è stato nel marzo 2003 che Rachel Corrie, una cittadina americana che svolgeva un ruolo importante a garanzia del diritto, propagandando i diritti umani dei Territori Palestinesi Occupati, ha perso la vita sotto i cingoli di un bulldozer Catarpillar : “Made in the USA”. 

Nel sanguinoso anno 2003, il Dipartimento di Stato americano, tra le altre violazioni del diritto internazionale, ha trovato che:

-          “I soldati israeliani hanno messo in pericolo civili ordinando loro [palestinesi] di agevolare le operazioni militari”.

-          “Le forze israeliane hanno talvolta distrutto, danneggiato e saccheggiato proprietà palestinesi.”

-          “Le forze di sicurezza israeliane hanno spesso impedito che venisse fornita assistenza sanitaria ai civili palestinesi.”

-          “Le forze di sicurezza israeliane hanno molestato e fatto violenza a pedoni palestinesi.”

-          “Israele ha compiuto arresti arbitrari e di massa durante le operazioni militari nella West Bank, citando a giudizio e arrestando uomini di età compresa tra i 15 e i 45 anni di età.”

-          “Israele ha messo in atto politiche di demolizioni, di coprifuoco rigoroso, e di blocchi che hanno punito direttamente civili innocenti….Israele ha spesso demolito case dopo che i sospettati erano già stati arrestati o uccisi.”

-          Israele “ha sostenuto”, secondo il Dipartimento di Stato, “che una tale punizione di innocenti avrebbe la funzione di deterrente contro futuri atti terroristici”. 

Questi ingannevoli disegni sono stati sostenuti da tutte le amministrazioni israeliane e rappresentano un “continuum”: una premeditata politica militaristica di intimidazione e di recrudescenza rivolta contro i civili innocenti della Palestina. Stando così le cose, devo aggiungere le mie personali preoccupazioni a quelle della Fondazione Rachel Corrie che “i rapporti dei Dipartimenti di Stato Nazionali sui Diritti Umani escludano sistematicamente le analisi degli stessi Dipartimenti di Stato sull’esito negativo della volontà di Israele di effettuare un’indagine credibile sull’uccisione di Rachel Corrie” e ulteriori timori che “i rapporti redatti da ONG internazionali, quali Human Rights Watch e Amnesty International, che hanno rilevato una forma di negligenza nelle indagini israeliane sui civili uccisi dall’esercito israeliano, siano stati ignorati nella compilazione dei rapporti nazionali”.

 Come riconoscimento della illegalità degli aiuti americani a Israele, la Fondazione Rachel Corrie nella sua presentazione all’Analisi Periodica Universale delle Nazioni Unite ha chiamato gli Stati Uniti a “rispettare la 22 USC 2304 (1994), protocollo dei Diritti Umani e di Assistenza e Sicurezza, e gli “Leahy Emendments” agli Atti sugli Stanziamenti per le Operazioni all’Estero e sugli Stanziamenti per la Difesa (ad esempio PL 105-118 570), che vietano la fornitura di assistenza per la sicurezza a paesi ed eserciti che sono impegnati in disegni che comportano gravi violazioni dei diritti umani. “ Dove, secondo JVP “ Un massiccio aiuto militare promuove il militarismo, che ha condotto a una dipendenza da strumenti militari piuttosto che diplomatici per lavorare per una soluzione di questo conflitto in corso”. L’obiettivo previsto del “continuum”. 

Continuum 

“Il sionismo è un’avventura di colonizzazione e quindi ha successo o cade per la questione della forza armata. Non c’è altra morale” (Jabotinsky) 

La relazione della Missione delle Nazioni Unite (UNMR) sull’operazione israeliana a Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009 mette in evidenza che tutte le operazioni di Israele non devono essere considerate come momenti isolati della storia in cui Israele si sente minacciato e quindi reagisce, bensì, operazione [i] che si colloca nettamente “entro un continuum di politiche volte a perseguire gli obiettivi politici di Israele in materia di Gaza e dei Territori Palestinesi Occupati nel suo complesso.” Arretra incerto, avanti veloce, tieni stretta la presa, c’è un ‘continuum’ “: Dopo che diverremo una forza agguerrita, a seguito della creazione dello Stato, aboliremo la ripartizione e ci espanderemo sull’intera Palestina.” (Ben Gurion) 

“Il continuum si manifesta con chiarezza per lo più immediatamente con la politica di blocco che ha preceduto le operazioni [ad esempio: Piombo Fuso] e che secondo il punto di vista della missione viene ritenuto una punizione collettiva inflitta intenzionalmente dal governo di Israele al popolo della Striscia di Gaza.”(UNMR). Inoltre, la Missione ha trovato “L’analisi delle modalità di impatto delle operazioni militari del dicembre-gennaio e (pure) le definisce, a parere della Missione, inserite in un continuum con una serie di altre politiche israeliane preesistenti in relazione ai Territori Palestinesi Occupati. Il progressivo isolamento e la separazione della Striscia di Gaza dalla West Bank, una politica che ha avuto inizio molto prima e che è stata consolidata in particolare con l’imposizione di chiusure rigide, restrizioni allo spostamento e alla fine il blocco, sono tra le più evidenti”. ‘Il piano che non è mai cambiato’ è il continuum che si ha sempre, fino a che Dio ce ne scampi e liberi. “Non c’è più la Palestina. E’ finita…” (Moshe Dayan) 

Nulla è cambiato dal 2004, nulla dal 1948. E nulla è variato nel 2011. Si può scegliere una data tra il 1948 e il 2011 e si rinviene l’abuso sistematico, le atrocità e le morti dei civili palestinesi. Si potrebbe prendere l’Operazione “Scudo Difensivo” del 2002, l’Operazione “Pioggia d’Estate” del 2006 o “Nubi d’Autunno” del novembre 2006, tra i massacri stagionali di Israele ho scelto “Piombo Fuso” tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009. Ecco una relazione delle Nazioni Unite del 2009. 

Il rapporto del 2009 della Missione di Inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza ha concluso, che “La Missione ha trovato numerosi casi di attacchi deliberati contro civili e obiettivi civili (individui, famiglie intere, case, moschee), in violazione del principio fondamentale del diritto umanitario internazionale di distinzione, provocando morti e feriti gravi. In questi casi, essa ha rilevato che lo status di persone protette dei civili non è stato rispettato e gli attacchi sono stati intenzionali, in patente violazione del diritto consuetudinario attestato negli articoli 51 (2) e 75 del Protocollo aggiuntivo 1, nell’articolo 27 della Convenzione di Ginevra e negli articoli 6 e 7 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici. Per di più, ha concluso che in alcuni casi l’attacco è stato sferrato anche con l’intento di diffondere il terrore tra la popolazione civile”. 

Inoltre, la Missione ha rilevato che tutto questo è stato pianificato meticolosamente da Israele, “sono stati espressi pareri e consulenze legali durante tutte le fasi della pianificazione e durante la campagna a determinati livelli operativi. Secondo il governo di Israele non ci sono stati praticamente errori. E’ in queste circostanze che la Missione [ha concluso] che quanto è avvenuto in poco più di tre settimane, tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, è stato un attacco deliberatamente sproporzionato progettato per punire, umiliare, terrorizzare una popolazione civile, di ridurre la capacità economica locale sia di lavorare che di provvedere a se stessa, e di incutere con la forza un senso sempre più crescente di dipendenza e di vulnerabilità”. 

Ai pianificatori di Israele si potrebbe rammentare l’articolo 7 del Progetto di Codice sui Crimini contro la Pace e la Sicurezza dell’Umanità (1996), “La posizione ufficiale di un individuo che commette un crimine contro la pace e la sicurezza del genere umano, anche se egli ha agito come capo di Stato o di governo, non lo esime dalla responsabilità penale o ne attenua la punizione”. E pure queste parole pietose che fragorose passano attraverso i secoli, rivolte dal califfo Abu Bakr al “primo esercito arabo musulmano che ha invaso la Siria cristiana: 

       ‘Non commettere tradimento, non allontanarti dalla retta via. Non devi mutilare, né uccidere un bambino
       o un uomo di mezza età o una donna. Non distruggere una palma, né darle fuoco e non tagliare alcun
       albero fruttifero’.” (634 d.C.)
 

Dopo Piombo Fuso, il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe in Israele, ADALAH, ha riferito che durante e dopo “l’Operazione Piombo Fuso”, organizzazioni per i diritti umani avevano chiesto al Procuratore Generale (AG) di aprire un’inchiesta sulla base di prove evidenti di gravi violazioni del diritto internazionale, ma l’AG aveva respinto la nostra richiesta. Precedenti istanze all’Avvocato Generale Militare (MAG) perchè aprisse indagini su numerosi altri casi sono state ricusate. “Adalah ha trovato che ulteriori” petizioni presentate alla Corte Suprema contro i MAG e la politica degli AG di non aprire indagini penali relative all’uccisione di palestinesi sono ancora pendenti anni dopo. Sembra anche che l’inerzia della Corte Suprema abbia rappresentato un deterrente alla presentazione di petizioni da parte delle organizzazioni per i diritti umani”. 

“Israele non può costruire una società basata sui principi della democrazia, dei diritti umani e del rispetto del diritto internazionale, mentre occupa brutalmente un altro popolo e la sua terra. Al momento gli Stati Uniti finanziano tale occupazione con il loro aiuto annuale” (JVP, Dichiarazione sulla Pace, aiuti militari USA e Israele, 2004), e inoltre “Quando i medici palestinesi estraggono proiettili dai corpi dei bambini palestinesi, questi al solito sono stampati, Made in USA. “Nonostante ciò, e, senz’alcun rimorso gli Stati Uniti sfidano l’opinione pubblica internazionale, le proprie leggi e il diritto internazionale pur di fornire aiuti militari massicci al suo stato vassallo, Israele. L’America fornisce gli scarponi che sono calzati dai piedi che premono sul collo dei palestinesi. 

Massicci aiuti militari per Continuum. 

“Gli arabi se ne dovranno andare, ma occorre il momento opportuno perché ciò avvenga, come una guerra”. (Ben Gurion) 

Il Rapporto del Congressional Research Service (CRSR) sugli aiuti esteri statunitensi a Israele del 16 settembre 2010 ha riferito che, “Quasi tutti gli aiuti bilaterali degli Stati Uniti a Israele sono sotto forma di assistenza militare.” Nell’agosto 2007, l’Amministrazione Bush ha ovviamente autorizzato un incremento di 6 miliardi di dollari per l’assistenza militare degli Stati Uniti a Israele. E, come prevedibile, l’Amministrazione Obama ha risposto all’eco Neo Con di Bush richiedendo 3 miliardi di dollari in Finanziamento Militare Estero (FMF) da dare a Israele per l’anno fiscale 2011. Così, aggiungete quelle cifre nel vostro spazio morale mentale alla “valutazione cumulativa senza esagerazioni” data dall’organizzazione statunitense ‘Se gli americani sapessero’ di un “totale degli aiuti diretti a Israele [1949 – 2008] di 113,8554 miliardi di dollari. Massiccia sotto ogni punto di vista.

 Decenni di omicidi e di distruzioni hanno avuto inizio da un prestito commerciale del 1949 di 100.000 dollari. Dio solo sa quando e come andrà a finire. Oggi, i miliardi di dollari dei contribuenti che affluiscono attraverso ‘l’imbuto degli aiuti’ sono usati per acquistare armi ed attrezzature quali bulldozer Caterpillar prodotti negli Stati Uniti; anzi una clausola posta dagli USA è che Israele utilizzi “il 75% degli aiuti militari forniti dagli Stati Uniti. Ciò convoglia questo denaro a più di 1.000 fornitori di armi statunitensi, che a loro volta fanno pressione per politiche dalle quali traggono vantaggio a scapito della pace in Medio Oriente”. (JVP). 

Secondo il CRSR, dando aiuto incondizionato a Israele, l’America cerca di / e “mantiene…il margine qualitativo militare [di Israele] al di sopra di potenziali minacce e impedisce che si abbia un cambiamento dell’equilibrio nella sicurezza della regione”. Di fatto, tale ‘margine militare’ aggressivo mantiene i palestinesi bloccati in una sofferenza senza fine e la regione come una polveriera. E non si incorra in errore, il “margine qualitativo militare” non è per Israele, ma per gli Stati Uniti d’America e le loro ininterrotte ambizioni egemoniche grazie al suo emissario, Israele. 

Il denaro sporco di sangue degli Stati Uniti era/ è per “una Israele militarizzata, che sarà funzionale all’interesse statunitense di controllare le riserve di petrolio del Medio Oriente….il dibattito politico nei circoli di élite dà per scontato, da ogni parte, l’obiettivo di mantenere il controllo americano sulle risorse petrolifere del Medio Oriente e il flusso dei petrodollari.” (Chomsky, Il Fatidico Triangolo) Se facciamo un viaggio a ritroso nella sordida memoria di Israele, intrisa di sangue, troviamo un sostegno statunitense crescente in diretto rapporto con l’aggressività militare di Israele, quindi un successo inteso in rapporto all’utilità nei confronti degli interessi americani. Il continuum di Israele è di vitale importanza per il controllo americano delle riserve di petrolio della regione. 

Stephen Zunes, Le funzioni strategiche degli aiuti americani a Israele, dimostra come l’aiuto statunitense sale notevolmente dopo i successi militari di Israele e la sua collaborazione strategica di lungo termine con l’America. Dalla “vittoria spettacolare” nella guerra del 1967, passando attraverso la guerra civile in Giordania del 1970 –71 e la neutralizzazione “dell’attacco delle armate arabe” nel 1973, alla “caduta dello Scià, l’elezione del partito di destra Likud, e la ratifica del trattato di Camp David nel 1979”, durante gli anni 1983 – 84 “quando gli Stati Uniti e Israele hanno firmato protocolli d’intesa sulla cooperazione strategica e la pianificazione militare”. L’aiuto statunitense ha continuato a crescere del 450%, 800%, aumentando sette volte, quadruplicando, così come l’aggressività di Israele. L’America alimenta forzatamente Israele con contributi militari grazie “all’imbuto dell’aiuto” , mentre i bambini palestinesi a stento riescono a tenere insieme mente, spirito e corpo. 

Poi sono arrivati Clinton, Bush Obama, tutti a sostenere il “margine qualitativo” di Israele, tutti ad appoggiare la brutale occupazione militare israeliana. Tutti a deludere la legittima aspirazione dei palestinesi alla fondazione di uno stato. Tutto l’aiuto statunitense è equiparato a distruzione e ha avuto a che fare con la morte. I palestinesi che hanno sofferto lungamente hanno fatto il pieno con le “obiezioni” provenienti dalla “sinistra liberal americana”. 

Nixon, Ford, Carter, Reagan, Bush senior, Clinton, Bush “lo faccio per mio padre” junior, e Obama, salvaguardando tutti effettivamente la “Continuità di Governo” (COG), tutti gli ingranaggi nella macchina americana che consuma tutto ingozzando a tutto gas. Andrà a finire in lacrime e non saranno lacrime palestinesi, perché hanno già pianto tanto e troppo a lungo per la libertà persa e per i figli perduti. 

O capitano, mio capitano 

“I nostri amici americani ci offrono soldi, armi e consigli. Prendiamo i soldi, prendiamo le armi e decliniamo i consigli”. (Moshe Dayan) 

Da ambienti probabili e inattesi vengono poste le domande di Capitan America. Walter Pincus del Washington Post, “La domanda per l’Amministrazione Obama, il Congresso e, alla fine forse per il pubblico americano consiste negli attuali problemi economici, dovrebbero gli Stati Uniti fornire i soldi per compensare la riduzione che gli israeliani stanno facendo nel proprio bilancio della difesa?” Una questione finanziaria, naturalmente. Una domanda migliore, in quanto morale, è se il pubblico americano, al quale dovrebbe essere chiesto prima, è stato informato della portata, della natura e dell’illegalità degli aiuti statunitensi a Israele, il pubblico americano autorizzerebbe davvero tutti gli aiuti militari a Israele? 

Come ricorda Hassan Fouda del Northern California Friends of Sabeel, “Il Congresso ha in programma tagli profondi nella sicurezza sociale, nell’indennità di disoccupazione, borse di studio e altri programmi che aiutano gli americani vulnerabili. Il trasferimento in Israele di miliardi di denaro dei contribuenti oggi è immorale. Gli americani hanno bisogno di parlare e di essere ascoltati. 

Valorizzare i Diritti Umani 

Il Relatore Speciale John Duggard ha dichiarato: “Per il Relatore Speciale è inutile raccomandare al governo di Israele di dimostrare rispetto per i diritti umani e per il diritto umanitario internazionale…in queste circostanze, il Relatore Speciale può solo fare appello alla comunità internazionale nel suo complesso perché si occupi delle condizioni del popolo palestinese.” (2006) Dopo la fine dell’Operazione militare israeliana Piombo Fuso a Gaza nel 2008 – 2009, John Ging, direttore delle operazioni UNRWA ha rammentato una discussione avuta con un insegnante a Gaza sul “rafforzamento dell’insegnamento dei diritti umani nelle scuole”. Si sarebbe potuto supporre che l’insegnante avesse, per ovvie ragioni, una visione scettica su una simile impresa. In realtà, racconta Ging “l’insegnate ha sostenuto senza esitazione la ripresa dell’insegnamento sui diritti umani”. Dicendo, “Questa è una guerra di valori, e noi non intendiamo perderla”. 

Clive Hambidge è Direttore di Human Development at Facilitate Global

(tradotto da mariano mingarelli)