Guardo costernato, come il resto del mondo, l’impressionante morte e distruzione che Israele sta rovesciando su Gaza; e non accenna a finire. Nello stesso tempo, vediamo un apparentemente sterminato esercito di ben istruiti propagandisti di guerra israeliani, alcuni funzionari governativi israeliani e molti altri, arruolatisi volontari per l’occasione, che spiegano al mondo intero le giustificazioni per ridurre in polvere
Ho difficoltà a
capire questa logica.
Sono un palestinese-americano abitante ad Al-Bireh, la città sorella di
Ramallah nella Cisgiordania. Posso capire come un osservatore dall’estero possa
non vedere i fatti, a causa della massiccia propaganda orchestrata dai militari
israeliani sulla guerra-lampo di Gaza. Ma, come tutti i palestinesi di Gaza e della
Cisgiordania, vedo e conosco le cose meglio di un osservatore straniero.
Viviamo sotto il giogo amaro dell’occupazione militare israeliana,e sappiamo
che la domanda, presentata come retorica, “avevamo un’altra scelta?”, ha una
risposta razionale. Permettetemi, dal mio punto di vista privilegiato di
professionista dello sviluppo economico, di accennare qui ad alcune delle altre
opzioni che avrebbero potuto esser scelte. Inoltre molte di esse si imporranno
in ogni caso ad Israele, presto o tardi: dopo la prossima “guerra”, o nei
prossimi giorni, con l’accordo di cessate il fuoco e la applicazione
patrocinata dall’Egitto che si sta discutendo mentre io scrivo queste righe.
Cioè: tutta questa morte e distruzione poteva facilmente essere evitata.
Cari cittadini israeliani, anche senza cessare l’occupazione, avreste potuto:
i - Scegliere di mettervi
d’accordo sul come essere in disaccordo. Ci sono in questo mondo due leggi che
trattano delle relazioni internazionali:
ii - Scegliere di permettere una presenza internazionale nei territori
occupati. Per oltre 30 anni - sì, trenta anni! - i palestinesi hanno pregato la
comunità internazionale di stabilire e mantenere una seria presenza nei
territori occupati, qualcosa che stia tra di noi e protegga i civili dalle due
parti. Israele ha ripetutamente rifiutato questo. Il vostro governo ha scelto
di considerare il territorio palestinese come se fosse suo, sempre con il fine
ultimo del massimo di terra palestinese con il minimo di palestinesi. Avreste così
evitato di trattare direttamente con la naturale reazione di qualsiasi popolo
occupato di resistere al proprio occupante, obbligando gli attori
internazionali a svolgere il loro ruolo, e funzionare da arbitri tra voi e
quelli che occupate militarmente.
iii - Scegliere di accettare
la resistenza legale, non violenta, alla vostra occupazione. Per oltre 40 anni,
i palestinesi hanno tentato di rimuovere lo stivale israeliano dell’occupazione
dai propri colli (tutto è documentato, per chiunque voglia fare la ricerca):
rivolta delle tasse, scioperi generali, disobbedienza civile, sviluppo
economico, elezioni, eccetera.La vostra risposta, ogni volta è stata di contare
sulla violenza, sulla repressione; il vostro messaggio è stato che non
rispettate altro che i vostri desideri. I vostri figli al fronte a Gaza sono
forse troppo giovani per ricordare, ma voi potreste ricordare loro, in modo che
siano almeno informati, mentre marciano al suono dei vostri tamburi: fategli
sapere che avete deportato sindaci regolarmente eletti, negli anni ’80; fate
loro sapere che avete imprigionato 650000 palestinesi, da quando è iniziata la
vostra occupazione, creando una virtuale università della prigione per il
movimento di resistenza e ammazzando la possibilità del sorgere di una nuova
dirigenza; fate sapere a loro che anche dopo Oslo avete proibito, a tutt’oggi,
ai palestinesi di costruire servizi completamente indipendenti, non solo a
Gaza, ma anche in Cisgiordania. Avreste dovuto tentare più seriamente di capire
che la gente sotto occupazione non lancia fiori e riso agli occupanti e non si
risolve a morire di morte lenta.
iv - Scegliere di accettare i
risultati della democrazia palestinese: per i palestinesi, e che lo crediate o
no, anche per gli israeliani, la miglior cosa avvenuta nel recente passato è
stata l’aver scelto Hamas in elezioni pacifiche per il governo della Palestina.
Prima di quelle elezioni, dov’era Hamas? Erano nei loro bunker segreti, a
compiere atrocità che distruggevano le vostre attività quotidiane, e le mie, senza
risponderne a nessuno. Quando hanno accettato il processo di Oslo ed hanno
partecipato alla competizione elettorale, vincendola, hanno smesso, ad ogni
effetto, di attaccare Israele all’interno della Linea Verde. I vostri cittadini
hanno avuto maggior sicurezza!Il vostro governo (e gli USA) hanno risposto
rifiutando di accettare i risultati delle nostre elezioni ed hanno imposto
sanzioni al governo palestinese eletto. Questo è avvenuto molto prima di ogni
lotta a Gaza tra Hamas e Fatah. Come hanno reagito i palestinesi alla vostra
intransigenza? Hanno fatto pressione su Hamas per sostituire il loro governo
con un governo di unità nazionale dove tutte le parti politiche palestinesi
significative erano rappresentate. Avete avuto così di fronte a voi un corpo
responsabile, comprendente tutte le tendenze politiche palestinesi. Il vostro
governo di nuovo ha risposto rifiutando di accettare i risultati delle nostre
elezioni, ed ha continuato con le sanzioni contro il governo palestinese,
ripetendo di continuo il ritornello “non c’è partner”. Oltre a questo, il
governo israeliano ha intensificato la sua campagna di assassinii ed arresti di
palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, ed ha introdotto tutta una serie di
misure punitive draconiane contro tutto il pubblico palestinese. Per esempio?
Bene, una di tali misure era che il vostro governo ha cominciato a impedire a
tutti i cittadini stranieri - gente come me - di entrare o fare affari nei
territori occupati, così impedendo ogni reale opportunità di creare una nuova
realtà, che guardi al futuro. Avreste potuto accettare la democrazia
palestinese invece di spingere in alto la vostra fallita versione di dirigenza
palestinese.
v - Scegliere di non
immischiarvi nella politica interna palestinese: quando Hamas ha colpito
violentemente Fatah a Gaza - per ragioni che sono state ben documentate altrove
- il vostro governo ha scelto di punire 1.5 milioni di palestinesi istallando
un blocco ermetico di Gaza e lasciando passare solo una briciola del traffico
normale dentro e fuori, sufficiente per solo una piccola parte dei bisogni di
Gaza. Perché non mi sospettiate di indulgere a clichés vuoti, vi spiegherò. Le
agenzie internazionali hanno valutato che i bisogni di base giornalieri di Gaza
richiedono 450 camion carichi al giorno. Per 18 mesi prima della vostra
aggressione a Gaza, il vostro governo ha lasciato passare in media 70 camion al
giorno. Si, settanta! E per di più erano lasciati passare solo quando i valichi
di frontiera che voi controllate erano aperti, cioè solo il 30% del tempo.
Avreste potuto scegliere di non usare il cibo, i medicinali, l’istruzione, il
cemento, l’acqua, l’elettricità e via dicendo come mezzi di repressione. Se vi
vedeste nel modo giusto, come la potenza occupante che siete, avreste potuto
mantenere un regime di sicurezza legale ai confini, senza creare un disastro
umanitario che ha portato ad atti irrazionali (come il lanciare missili da
oltre il confine) da parte di coloro che avete tentato di affamare per
sottometterli. Avreste potuto fare una netta distinzione tra i vostri desideri
politici ed i vostri obblighi umanitari come potenza occupante.
E l’elenco potrebbe continuare.
Quel che conta è che avevate una lunga lista di scelte a disposizione! Tanto
numerose, che stupisce la mente il fatto che il vostro governo sia riuscito a
accecarvi per tutte… così che oggi, mentre le bombe sibilano sopra Gaza, potete
dire, e lo pensate sinceramente: non avevamo altra scelta.
Ciononostante,
anche se tutte queste opzioni erano effettivamente invisibili per voi, non c’è
niente al mondo – non legge, non politica, neppure una disperata e lunga
campagna di missili che creano diffuso timore ed anche qualche uccisione di
civili dalla vostra parte del confine - non vi è nulla che possa giustificare,
per Israele né qualsiasi altro paese al mondo, la decisione di optare per un
crimine contro l’umanità come risposta. Nulla!
Avete accettato la decisione del vostro governo di separarvi unilateralmente
dai palestinesi occupati, avete accettato che si costruisse una barriera
illegale su terre confiscate ai palestinesi; avete accettato un disimpegno
unilaterale che semplicemente ha ricollocato la vostra occupazione dal centro
di Gaza al suo perimetro, sulla terra nel mare ed in cielo, invece di
toglierla; avete accettato la continua espansione delle vostre colonie ed il
loro continuo tormentare i loro vicini palestinesi, mentre parlavate di pace:
avete accettato, e tristemente continuate ad accettare, una consensuale cecità
rispetto al fatto che la maggioranza dei palestinesi vivono come profughi,
lontano dalla vostra occupazione (praticamente, non geograficamente), e sentono
molto più rabbia di quanta ne avete creata ora nella Striscia di Gaza. Vi
chiedo di smettere di essere acquiescenti verso questa politica di irrealismo programmato.
Vi chiedo di aprire gli occhi e svegliarvi. Se non per il nostro bene, per il
vostro.
Forse non ci vedete a causa del Muro di Separazione che avete costruito; potete
non vederci dalle carlinghe dei vostri F-16 o da dentro i vostri carri armati;
forse non ci vedete dal comando e dal centro di controllo nel cuore di Tel
Aviv, mentre dirigete i vostri piloti a lanciare le loro tonnellate di bombe
sulle nostre teste. Tuttavia, vi assicuro di una cosa: finchè non vi
sveglierete e chiederete ai vostri governanti di scegliere una diversa strada,
una strada verso la vita da uguali e vicini invece che da dominatori e
dominati, voi ed i vostri figli e figlie guerrieri continuerete a vederci -
tutti noi, i vivi ed i morti - nei vostri incubi, dove continueremo a chiedere
pace e giustizia.
Sam Bahour è consulente di management ed imprenditore e vive a Ramallah; è
cocuratore di “Homeland: Oral History of Palesatine and Palestinians” . Ha un
blog: epalestine.blogspot.com
Sam Bahour
Originale: http://tpmcafe.talkingpointsmemo.com/2009/01/10/no_other_option/
(Traduzione di