Nessun'altra opzione?

10/01/2009

Guardo costernato, come il resto del mondo, l’impressionante morte e distruzione che Israele sta rovesciando su Gaza; e non accenna a finire. Nello stesso tempo, vediamo un apparentemente sterminato esercito di ben istruiti propagandisti di guerra israeliani, alcuni funzionari governativi israeliani e molti altri, arruolatisi volontari per l’occasione, che spiegano al mondo intero le giustificazioni per ridurre in polvere la Striscia di Gaza con il suo milione e mezzo di abitanti. Curioso di scoprire come Israele, o qualsiasi altra società, possa giustificare un crimine contro l’umanità di tale gravità, mi sono rivolto ai miei amici israeliani ebrei per sentire la loro versione delle cose. Uno dopo l’altro, la risposta è la stessa. La grande maggioranza degli israeliani ebrei ha evidentemente adottato la versione promossa dallo stato che Israele era attaccato, e non aveva altra opzione per fermare i razzi Qassam di Hamas. Più impressionante è la rivelazione che molti israeliani, incluso uno che si definisce un ex-pacifista militante, parlano di accettare l’idea di uccidere 100mila o più palestinesi, se occorre.

Ho difficoltà a capire questa logica.
Sono un palestinese-americano abitante ad Al-Bireh, la città sorella di Ramallah nella Cisgiordania. Posso capire come un osservatore dall’estero possa non vedere i fatti, a causa della massiccia propaganda orchestrata dai militari israeliani sulla guerra-lampo di Gaza. Ma, come tutti i palestinesi di Gaza e della Cisgiordania, vedo e conosco le cose meglio di un osservatore straniero. Viviamo sotto il giogo amaro dell’occupazione militare israeliana,e sappiamo che la domanda, presentata come retorica, “avevamo un’altra scelta?”, ha una risposta razionale. Permettetemi, dal mio punto di vista privilegiato di professionista dello sviluppo economico, di accennare qui ad alcune delle altre opzioni che avrebbero potuto esser scelte. Inoltre molte di esse si imporranno in ogni caso ad Israele, presto o tardi: dopo la prossima “guerra”, o nei prossimi giorni, con l’accordo di cessate il fuoco e la applicazione patrocinata dall’Egitto che si sta discutendo mentre io scrivo queste righe. Cioè: tutta questa morte e distruzione poteva facilmente essere evitata.
Cari cittadini israeliani, anche senza cessare l’occupazione, avreste potuto:
i -
Scegliere di mettervi d’accordo sul come essere in disaccordo. Ci sono in questo mondo due leggi che trattano delle relazioni internazionali: la Legge internazionale e la Legge della Giungla. Finora il vostro governo, e forse voi stessi, rifiuta di accettare quel che è consenso generale, cioè che la Striscia di Gaza e la Cisgiordania compresa Gerusalemme Est, sono territori occupati militarmente. La potenza occupante è Israele, come stabilito da dozzine di di risoluzioni delle Nazioni Unite nel corso degli ultimi 40 anni. Ignorando il fatto che Israele è una potenza occupante, e così rimuovendo ( senza successo, ovviamente) ogni base internazionalmente riconosciuta del conflitto, avete creato una situazione che può solo esser definita come “Legge della Giungla”, dove la forza è diritto, e dove come vediamo a Gaza ora, qualsiasi cosa è lecita. Avreste potuto accettare la legge umanitaria internazionale, come stipulata dalla Quarta Convenzione di Ginevra che regola le occupazioni, ed avreste evitato molte delle situazioni impossibili in cui vi trovate oggi, dalla sopraffazione dell’impresa delle colonie alla realtà degli attacchi missilistici dalla Striscia di Gaza
ii - Scegliere di permettere una presenza internazionale nei territori occupati. Per oltre 30 anni - sì, trenta anni! - i palestinesi hanno pregato la comunità internazionale di stabilire e mantenere una seria presenza nei territori occupati, qualcosa che stia tra di noi e protegga i civili dalle due parti. Israele ha ripetutamente rifiutato questo. Il vostro governo ha scelto di considerare il territorio palestinese come se fosse suo, sempre con il fine ultimo del massimo di terra palestinese con il minimo di palestinesi. Avreste così evitato di trattare direttamente con la naturale reazione di qualsiasi popolo occupato di resistere al proprio occupante, obbligando gli attori internazionali a svolgere il loro ruolo, e funzionare da arbitri tra voi e quelli che occupate militarmente.
iii -
Scegliere di accettare la resistenza legale, non violenta, alla vostra occupazione. Per oltre 40 anni, i palestinesi hanno tentato di rimuovere lo stivale israeliano dell’occupazione dai propri colli (tutto è documentato, per chiunque voglia fare la ricerca): rivolta delle tasse, scioperi generali, disobbedienza civile, sviluppo economico, elezioni, eccetera.La vostra risposta, ogni volta è stata di contare sulla violenza, sulla repressione; il vostro messaggio è stato che non rispettate altro che i vostri desideri. I vostri figli al fronte a Gaza sono forse troppo giovani per ricordare, ma voi potreste ricordare loro, in modo che siano almeno informati, mentre marciano al suono dei vostri tamburi: fategli sapere che avete deportato sindaci regolarmente eletti, negli anni ’80; fate loro sapere che avete imprigionato 650000 palestinesi, da quando è iniziata la vostra occupazione, creando una virtuale università della prigione per il movimento di resistenza e ammazzando la possibilità del sorgere di una nuova dirigenza; fate sapere a loro che anche dopo Oslo avete proibito, a tutt’oggi, ai palestinesi di costruire servizi completamente indipendenti, non solo a Gaza, ma anche in Cisgiordania. Avreste dovuto tentare più seriamente di capire che la gente sotto occupazione non lancia fiori e riso agli occupanti e non si risolve a morire di morte lenta.
iv - Scegliere di accettare i risultati della democrazia palestinese: per i palestinesi, e che lo crediate o no, anche per gli israeliani, la miglior cosa avvenuta nel recente passato è stata l’aver scelto Hamas in elezioni pacifiche per il governo della Palestina. Prima di quelle elezioni, dov’era Hamas? Erano nei loro bunker segreti, a compiere atrocità che distruggevano le vostre attività quotidiane, e le mie, senza risponderne a nessuno. Quando hanno accettato il processo di Oslo ed hanno partecipato alla competizione elettorale, vincendola, hanno smesso, ad ogni effetto, di attaccare Israele all’interno della Linea Verde. I vostri cittadini hanno avuto maggior sicurezza!Il vostro governo (e gli USA) hanno risposto rifiutando di accettare i risultati delle nostre elezioni ed hanno imposto sanzioni al governo palestinese eletto. Questo è avvenuto molto prima di ogni lotta a Gaza tra Hamas e Fatah. Come hanno reagito i palestinesi alla vostra intransigenza? Hanno fatto pressione su Hamas per sostituire il loro governo con un governo di unità nazionale dove tutte le parti politiche palestinesi significative erano rappresentate. Avete avuto così di fronte a voi un corpo responsabile, comprendente tutte le tendenze politiche palestinesi. Il vostro governo di nuovo ha risposto rifiutando di accettare i risultati delle nostre elezioni, ed ha continuato con le sanzioni contro il governo palestinese, ripetendo di continuo il ritornello “non c’è partner”. Oltre a questo, il governo israeliano ha intensificato la sua campagna di assassinii ed arresti di palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, ed ha introdotto tutta una serie di misure punitive draconiane contro tutto il pubblico palestinese. Per esempio? Bene, una di tali misure era che il vostro governo ha cominciato a impedire a tutti i cittadini stranieri - gente come me - di entrare o fare affari nei territori occupati, così impedendo ogni reale opportunità di creare una nuova realtà, che guardi al futuro. Avreste potuto accettare la democrazia palestinese invece di spingere in alto la vostra fallita versione di dirigenza palestinese.
v -
Scegliere di non immischiarvi nella politica interna palestinese: quando Hamas ha colpito violentemente Fatah a Gaza - per ragioni che sono state ben documentate altrove - il vostro governo ha scelto di punire 1.5 milioni di palestinesi istallando un blocco ermetico di Gaza e lasciando passare solo una briciola del traffico normale dentro e fuori, sufficiente per solo una piccola parte dei bisogni di Gaza. Perché non mi sospettiate di indulgere a clichés vuoti, vi spiegherò. Le agenzie internazionali hanno valutato che i bisogni di base giornalieri di Gaza richiedono 450 camion carichi al giorno. Per 18 mesi prima della vostra aggressione a Gaza, il vostro governo ha lasciato passare in media 70 camion al giorno. Si, settanta! E per di più erano lasciati passare solo quando i valichi di frontiera che voi controllate erano aperti, cioè solo il 30% del tempo. Avreste potuto scegliere di non usare il cibo, i medicinali, l’istruzione, il cemento, l’acqua, l’elettricità e via dicendo come mezzi di repressione. Se vi vedeste nel modo giusto, come la potenza occupante che siete, avreste potuto mantenere un regime di sicurezza legale ai confini, senza creare un disastro umanitario che ha portato ad atti irrazionali (come il lanciare missili da oltre il confine) da parte di coloro che avete tentato di affamare per sottometterli. Avreste potuto fare una netta distinzione tra i vostri desideri politici ed i vostri obblighi umanitari come potenza occupante.
E l’elenco potrebbe continuare.
Quel che conta è che avevate una lunga lista di scelte a disposizione! Tanto numerose, che stupisce la mente il fatto che il vostro governo sia riuscito a accecarvi per tutte… così che oggi, mentre le bombe sibilano sopra Gaza, potete dire, e lo pensate sinceramente: non avevamo altra scelta.
Ciononostante, anche se tutte queste opzioni erano effettivamente invisibili per voi, non c’è niente al mondo – non legge, non politica, neppure una disperata e lunga campagna di missili che creano diffuso timore ed anche qualche uccisione di civili dalla vostra parte del confine - non vi è nulla che possa giustificare, per Israele né qualsiasi altro paese al mondo, la decisione di optare per un crimine contro l’umanità come risposta. Nulla!
Avete accettato la decisione del vostro governo di separarvi unilateralmente dai palestinesi occupati, avete accettato che si costruisse una barriera illegale su terre confiscate ai palestinesi; avete accettato un disimpegno unilaterale che semplicemente ha ricollocato la vostra occupazione dal centro di Gaza al suo perimetro, sulla terra nel mare ed in cielo, invece di toglierla; avete accettato la continua espansione delle vostre colonie ed il loro continuo tormentare i loro vicini palestinesi, mentre parlavate di pace: avete accettato, e tristemente continuate ad accettare, una consensuale cecità rispetto al fatto che la maggioranza dei palestinesi vivono come profughi, lontano dalla vostra occupazione (praticamente, non geograficamente), e sentono molto più rabbia di quanta ne avete creata ora nella Striscia di Gaza. Vi chiedo di smettere di essere acquiescenti verso questa politica di irrealismo programmato. Vi chiedo di aprire gli occhi e svegliarvi. Se non per il nostro bene, per il vostro.
Forse non ci vedete a causa del Muro di Separazione che avete costruito; potete non vederci dalle carlinghe dei vostri F-16 o da dentro i vostri carri armati; forse non ci vedete dal comando e dal centro di controllo nel cuore di Tel Aviv, mentre dirigete i vostri piloti a lanciare le loro tonnellate di bombe sulle nostre teste. Tuttavia, vi assicuro di una cosa: finchè non vi sveglierete e chiederete ai vostri governanti di scegliere una diversa strada, una strada verso la vita da uguali e vicini invece che da dominatori e dominati, voi ed i vostri figli e figlie guerrieri continuerete a vederci - tutti noi, i vivi ed i morti - nei vostri incubi, dove continueremo a chiedere pace e giustizia.
Sam Bahour è consulente di management ed imprenditore e vive a Ramallah; è cocuratore di “Homeland: Oral History of Palesatine and Palestinians” . Ha un blog: epalestine.blogspot.com

Sam Bahour

Originale:
http://tpmcafe.talkingpointsmemo.com/2009/01/10/no_other_option/

(Traduzione di Giorgio Forti)