La campagna per assassinare l'attivista palestinese è il risultato di una serie di minacce promossa da gruppi sionisti e organi dello Stato

Il piano per assassinare Nerdeen Kiswani (nella foto) è stato il frutto di una campagna di minacce durata anni contro l'attivista, condotta da un'ampia rete di organizzazioni sioniste e da funzionari pubblici che hanno incitato alla violenza contro i palestinesi.

Di Michael Arria, 2 aprile 2026 https://mondoweiss.net/2026/04/plot-to-assassinate-palestinian-activist-follows-harassment-campaign-promoted-by-zionist-groups-and-elected-officials/

Poche settimane prima che le autorità arrestassero un'estremista ebrea per aver pianificato di incendiare la sua casa a New York, l'attivista palestinese e co-fondatrice di Within Our Lifetime, Nerdeen Kiswani, aveva intentato causa contro un'organizzazione sionista, denunciando una continua campagna di minacce mirate. La causa, intentata da Kiswani il 26 febbraio ai sensi del Ku Klux Klan Act del 1871, accusa Betar U.S., la sezione americana dell'organizzazione sionista di estrema destra Betar, di "stalking, molestie, intimidazioni e violazioni dei diritti civili nei miei confronti e nei confronti di altri attivisti". L'azione legale mette in luce solo un aspetto della campagna contro Kiswani, ma anche l'ampia rete di organizzazioni sioniste e funzionari pubblici che da decenni promuovono la violenza contro i palestinesi. "Questo complotto per assassinarmi non è nato dal nulla", ha dichiarato Kiswani a Mondoweiss. “È il prodotto di decenni di violenza organizzata, molestie e disumanizzazione perpetrate da una rete sionista, dall'attentato incendiario contro l'ufficio di Alex Odeh nel 1985, compiuto dalla Jewish Defense League, i cui assassini sono ancora a piede libero, agli attentati incendiari dei coloni in Cisgiordania, come l'omicidio di Ali Dawabsheh, fino alle intimidazioni, alle taglie e agli attacchi perpetrati da Betar e altri gruppi estremisti qui negli Stati Uniti.”

Betar USA    Alexander Heifler, il ventiseienne di Hokoben, nel New Jersey, accusato di aver pianificato un attacco a Kiswani, apparteneva a un gruppo ispirato alla Jewish Defense League chiamato JDL 613 Brotherhood. La JDL 613 Brotherhood trae ispirazione e nome dalla Jewish Defense League. Fondata nel 1968 dal rabbino razzista di estrema destra Meir Kahane, la JDL è stata collegata a decine di atti di violenza ed è classificata come organizzazione terroristica dall'FBI.

Nato a Brooklyn, Kahane fu eletto alla Knesset israeliana nel 1984 con un programma che prevedeva l'espulsione degli arabi, ma gli fu impedito di ricandidarsi a causa di una legge antirazzista. Nel 1990 fu assassinato a New York dall'egiziano-americano El Sayyid Nosair. Il sito web della confraternita JDL 613 celebra Kahane come un martire. "Il rabbino Meir Kahane era più di un leader: era un Maccabeo dei giorni nostri, un rabbino che ha usato sia la Torah che l'azione per salvaguardare il popolo d'Israele", si legge sul sito. "In un mondo ancora afflitto dall'antisemitismo e da minacce esistenziali, il suo messaggio risuona più vero che mai: la forza ebraica è la nostra salvezza. Per i kahanisti e per tutti i veri amanti di Israele, il rabbino Kahane rimane la nostra luce guida. Mai dimenticare, mai più!" Secondo il sito web del gruppo, la sua rete nazionale collabora con organizzazioni come Betar USA, il gruppo che Kiswani ha citato in giudizio, "per amplificare il nostro impatto". "Queste organizzazioni, sostenute e tollerate da figure e istituzioni politiche, creano un ecosistema in cui prendere di mira gli attivisti palestinesi è normalizzato" dice Nerdeen Kiswani

Tra le accuse contenute nella denuncia di Kiswani c'è l'offerta di denaro da parte di Betar a chiunque le avesse consegnato un "cercapersone", un chiaro riferimento all'attacco israeliano al Libano del settembre 2024, in cui l'esplosione di ordigni elettronici ha ucciso almeno 12-14 persone e ne ha ferite 3.000. La denuncia afferma inoltre che il gruppo l'ha ripetutamente aggredita durante le manifestazioni pro-Palestina e ha monitorato i suoi spostamenti, rendendole quasi impossibile muoversi liberamente in città. In una conferenza stampa tenutasi lunedì sulle continue minacce contro l'attivista, gli avvocati di Kiswani hanno sottolineato che il complotto per assassinarla, sventato, era solo una parte di una campagna più ampia e hanno evidenziato la draconiana repressione delle proteste palestinesi da parte dell'amministrazione Trump. "L'attacco alla signora Kiswani non è un incidente", ha dichiarato l'avvocato Eric Lee. «Non si tratta di un caso isolato. È il risultato deliberato e intenzionale di una strategia politica dell'amministrazione Trump, volta a creare milizie extralegali per assassinare gli oppositori e reprimere il dissenso, con l'obiettivo di instaurare una dittatura in questo Paese». «Pur essendo sollevati che questo tentativo sia stato sventato, non può essere considerato senza il suo contesto», ha dichiarato a Mondoweiss Christopher Godshall-Bennett, un altro membro del team legale di Kiswani. «Le minacce contro Nerdeen non si sono fermate. Betar e i suoi collaboratori, compresi quelli che ricoprono cariche pubbliche, continuano a incitare alla violenza contro Nerdeen». Betar USA ha di fatto rilanciato la propria organizzazione dopo il 7 ottobre, adottando tattiche sempre più aggressive contro i manifestanti anti-genocidio. Prima di una protesta a Brooklyn nel febbraio 2025 contro la vendita illegale di terreni israeliani, il gruppo ha incoraggiato i contro-manifestanti a «indossare maschere e portare pitbull». All'inizio del 2025, poche settimane dopo che Betar USA aveva dichiarato di aver inviato all'amministrazione Trump una lista di studenti filo-palestinesi che voleva fossero deportati, l'ICE arrestò Mahmoud Khalil, un attivista palestinese che aveva svolto il ruolo di mediatore durante il Gaza Solidarity Encampment alla Columbia University. Fu detenuto per mesi in una struttura per immigrati in Texas prima di essere rilasciato su cauzione lo scorso giugno. Nel novembre 2025, Khalil intentò una causa contro l'amministrazione Trump chiedendo la pubblicazione di tutti rapporti tra amministrazione e gruppi anti-palestinesi quali Betar USA.

«Per mesi, organizzazioni e individui loschi hanno condotto una campagna diffamatoria e di persecuzione volta a intimidirmi e a mettermi a tacere», ha dichiarato Khalil. «L'opinione pubblica merita piena informazione su coloro che sono responsabili che ciò avvenga». A gennaio, il Procuratore Generale di New York, Letitia James, ha annunciato che un'indagine approfondita ha rivelato che Betar si era impegnata in una campagna di intimidazione e violenza contro individui in base alla loro religione e origine nazionale. Stabililì che l'organizzazione smetesse di minacciare i manifestanti, pena una sanzione di 50.000 dollari. «Queste organizzazioni, sostenute e tollerate da figure e istituzioni politiche, creano un ecosistema in cui prendere di mira gli attivisti palestinesi è normalizzato», afferma Kiswani.

Parlamentali che incitano    Oltre a gruppi come Betar e la fazione ispirata alla JDL a cui apparteneva Heifler, Kiswani è stato presa di mira anche da alcuni parlamentari statunitensi, in particolare dal deputato Randy Fine (R-FL), noto per la sua lunga storia islamofoba e anti-palestinese. A febbraio, dopo che Kiswani aveva fatto una battuta sui cani su Twitter, Fine ha twittato: "La scelta tra cani e musulmani non è difficile". Dopo la notizia del complotto per assassinarla, ha pubblicato un meme che la prendeva in giro. A livello locale, è stata costantemente presa di mira dalla consigliera comunale di New York Inna Vernikov, che ha avviato una campagna diffamatoria contro Kiswani quando era un'organizzatrice studentesca all'Hunter College, dove ha contribuito a promuovere una risoluzione a favore del movimento BDS che chiedeva alla CUNY di disinvestire da Israele. Kiswani ha tenuto un discorso alla cerimonia di laurea della CUNY Law nel maggio 2022 e ha affermato di aver rischiato di non completare i suoi tre anni di studi a causa degli attacchi filo-israeliani. "Sono stata oggetto di una campagna di persecuzioni sioniste da parte di organizzazioni ben finanziate con legami con il governo e l'esercito israeliano, sulla base della mia identità palestinese e del mio impegno come attivista", ha detto alla folla. Vernikov, che in seguito fece multare per 50.000 dollari dalla CUNY Law School a causa della risoluzione BDS, ha affermato che il discorso di Kiswani alla cerimonia di laurea era "simile alle posizioni di propaganda nazista che si possono trovare a Yad Vashem, il principale museo israeliano dell'Olocausto".

Vernikov ha iniziato la sua carriera politica come assistente dell'ex membro dell'Assemblea nazionale Dov Hikind, ex membro della JDL (Jewish Defamation League) con cui ha collaborato ripetutamente su questioni filo-israeliane. Nel 2023 è stata arrestata per aver portato un'arma a una manifestazione pro-Palestina. Betar USA ha continuamente elogiato Vernikov, definendola "forse l'unica voce sensata" a New York. "Inna Vernikov è una fervente sionista, l'unica che conosciamo nella politica di New York", ha twittato il gruppo nel 2025. "Lo fa per convinzione e la conosciamo da molti anni. Nerdeen Kiswani la odia". La prima udienza per la causa civile intentata da Kiswani contro Betar è prevista per il 14 aprile. "Questa cospirazione è più ampia che non il singolo individuo arrestato e deve essere indagata a fondo, e tutti i soggetti coinvolti devono essere chiamati a risponderne", ha dichiarato Godshall-Bennet. 

Traduzione a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo-Palestinene