Jason Farbman, direttore , 28 dicembre 2025 https://www.jewishvoiceforpeace.org/resource/nyt-screams/
Per generazioni, il New York Times ha avuto la reputazione di quotidiano nazionale di riferimento, un portavoce di un giornalismo rigoroso e verificato che rende pubblica la comprensione degli eventi mondiali. Quando il Times parla, i politici ascoltano, gli altri media lo seguono e l'opinione pubblica si cristallizza attorno alle narrazioni che presenta. Ma nel dicembre 2023, il Times ha pubblicato un servizio (Screams Without Words=Urla nel Silenzio) che sosteneva di documentare un modello deliberato e sistematico di violenza sessuale contro le donne israeliane il 7 ottobre. Non sono esistite prove del genere. La narrazione è stata poi completamente smentita dalle sue stesse fonti, da professionisti del settore medico e da giornalisti indipendenti.
Questo servizio mendace ha avuto conseguenze di vasta portata. È diventato la fonte mediatica credibile e di riferimento per lo Stato di Israele, che l’ha utilizzato per la disumanizzazione dei palestinesi e affermare una propria giustificazione del genocidio a Gaza. Israele e i suoi sostenitori lo hanno anche utilizzato come parte delle loro giustificazioni politiche per il sostegno degli Stati Uniti al genocidio.
Come ebrei, sappiamo fin troppo bene come la propaganda venga utilizzata per disumanizzare un intero popolo e per creare consenso a commettere atrocità contro di esso. Negli ultimi due anni abbiamo visto come questo servizio del NYT, e le forti emozioni che evoca, sia stato ripetutamente strumentalizzato per aiutare Israele a giustificare l'uccisione di oltre 70.000 palestinesi a Gaza. Sappiamo anche che il giornalismo e la libertà di stampa sono sotto attacco da parte dell'amministrazione Trump, di proprietari miliardari e di regimi autoritari in tutto il mondo. In questo contesto, è urgente che le organizzazioni giornalistiche dimostrino il loro impegno a sostegno di più elevati standard giornalistici. Per il Times, questo inizia con l'assunzione di responsabilità per gli errori commessi nel passato.
Chiediamo al Times di ritrattare completamente e di condurre un'indagine completa, indipendente e pubblica sul processo editoriale che ha portato alla pubblicazione di "Urla nel silenzio". Mentre invitiamo ad inviare email e tweet alla redazione del NYT, facciamo seguire maggiori informazioni sul catastrofico processo editoriale alla base di "Urla nel Silenzio" e sulle sue conseguenze devastanti.
"Urla nel Silenzio" è stato – e rimane – uno scandalo giornalistico, e richiede una piena ritrattazione.
- Jeffrey Gettleman, coautore dell'articolo, ha ammesso di non "voler nemmeno usare la parola prova" per descrivere alcuni dettagli della storia.
- L'articolo è stato scritto in collaborazione con Anat Schwartz, una regista che non aveva mai lavorato come giornalista; e Adam Sella, nipote ventiquattrenne di Schwartz, la cui esperienza professionale era quella di food blogger.
- Testimoni chiave hanno successivamente ritrattato o contraddetto le affermazioni del Times, e le prove forensi hanno demolito le accuse principali.
- L'articolo è stato messo sotto accusa dalla redazione del NYT, da professori di giornalismo e da altri giornali mainstream.
"Urla nel Silenzio" è stato ripetutamente utilizzato per giustificare il genocidio di Israele – e per ottenere il sostegno politico e militare degli Stati Uniti.
- Nei messaggi dell'amministrazione Biden: nelle settimane immediatamente successive alla pubblicazione dell'articolo, Biden, Blinken e altri politici hanno intensificato i riferimenti alla violenza sessuale nei messaggi pubblici, difendendo la continuazione degli aiuti militari "senza condizioni".
- Nei lavori del Congresso: Poco dopo la pubblicazione dell'articolo, il Congresso ha approvato una risoluzione che ne riprendeva le conclusioni, citando direttamente quanto pubblicato come prova.
- Nella camera di risonanza dei media mainstream: I principali organi di stampa hanno amplificato le affermazioni non verificate del Times, creando una narrazione che presentava qualsiasi critica alla campagna militare israeliana come una minimizzazione della violenza sessuale.
"Urla nel Silenzio" ha fornito una narrazione di cui Israele ha tratto pieno vantaggio. Gli effetti si sono visti:
- Oltre 71.266 palestinesi sono stati uccisi, tra cui più di 20.000 bambini.
- L'esercito israeliano ha ucciso 953 bambini di età inferiore a un anno. Si tratta di una media di almeno un bambino ucciso ogni ora dall'ottobre 2023.
- L'esercito israeliano ha condotto azioni di bombardamento massiccio e indiscriminato su civili in una delle campagne di bombardamenti più devastanti della storia mondiale.
- A partire dall'ottobre 2023, Israele ha iniziato a bloccare l'ingresso di sufficienti scorte di cibo, elettricità e carburante, innescando deliberatamente fame e malnutrizione diffuse. Nel marzo 2025, Israele ha rafforzato ulteriormente l'assedio, imponendo un blocco pressochè totale.
- L'esercito israeliano ha sistematicamente distrutto gli ospedali di Gaza, senza renderne utilizzabile nemmeno uno solo per 2,3 milioni di persone.
- Ai bambini palestinesi sono stati amputati arti senza anestesia.
- Decine di migliaia di palestinesi sono stati torturati durante la detenzione israeliana, con episodi di violenza sessuale contro donne e bambini palestinesi.
- Gli esperti medici stimano che il bilancio effettivo delle vittime, comprese le morti indirette, possa superare le 186.000.
- Fonte: Scheda informativa dell'IMEU (Institute for Middle East Understanding): Due anni di genocidio israeliano a Gaza
Questa è quanto si è realizzato seguito a un dossier che il Times non ha mai adeguatamente corretto, ritrattato o fatto ammenda.
Agiamo dunque oggi stesso, insieme a una coalizione di organizzazioni tra cui il Movimento Giovanile Palestinese, il Collettivo Femminista Palestinese, i Socialisti Democratici d'America, l'Adalah Justice Project, gli Operatori Sanitari per la Palestina, la Coalizione PAL-Awda per il Diritto al Ritorno, gli Studenti Nazionali per la Giustizia in Palestina, la Rete Comunitaria Palestinese degli Stati Uniti e gli Scrittori Contro la Guerra a Gaza.
Manifestazione diJVP. Lo striscione :MAI PiU' PER TUTTI
Traduzione a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo Palestinese