Israele uccide dozzine di accademici e ha distrutto tutte le università della Striscia di Gaza

EuroMed Human Rights Monitor, 20.01.2024

Ginevra - In una dichiarazione rilasciata sabato scorso, l'organizzazione Euro-Med Human Rights Monitor ha reso noto che l'esercito israeliano ha ucciso 94 professori universitari, insieme a centinaia di insegnanti e migliaia di studenti, come parte della sua guerra genocida contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, in corso dal 7 ottobre 2023.

Secondo Euro-Med Monitor, l'esercito israeliano ha preso di mira personalità accademiche, scientifiche e intellettuali della Striscia con raid aerei deliberati e specifici sulle loro case senza preavviso. Le persone prese di mira sono state massacrate fra le macerie, insieme ai membri delle loro famiglie e ad altre famiglie sfollate.

I dati iniziali indicano che non c'è alcuna giustificazione o ragione chiara per prendere di mira queste persone, secondo quanto dichiarato dall'organizzazione per i diritti umani con sede a Ginevra.

Tra le persone prese di mira ci sono 17 persone con titoli di professore, 59 con titoli di dottorato e 18 con titoli di master. A causa delle difficoltà di documentare i fatti dovute alle difficoltà di spostamento, all'interruzione delle comunicazioni e di Internet e all'esistenza di migliaia di persone non rintracciate o scomparse, le stime di Euro-Med Monitor suggeriscono che ci sia un ulteriore numero di accademici presi di mira, compresi quelli con titoli di studio avanzati, le cui morti non sono state conteggiate.

Gli accademici presi di mira hanno studiato e insegnato in diverse discipline accademiche e molte delle loro idee sono state le pietre miliari della ricerca accademica nelle università della Striscia di Gaza. Euro-Med Monitor ha aggiunto che, data la distruzione sistematica e diffusa da parte delle forze israeliane di edifici culturali, comprese istituzioni di grande importanza storica, è altamente probabile che Israele stia intenzionalmente prendendo di mira ogni aspetto della vita a Gaza.

Israele ha sistematicamente distrutto tutte le università della Striscia di Gaza in più fasi nel corso degli oltre 100 giorni di attacco. La prima fase ha incluso il bombardamento della università islamica e dell'università Al-Azhar. Le altre università hanno subito assalti simili; alcune, come l'Università Al-Israa nel sud di Gaza, sono state completamente distrutte dopo essere state inizialmente utilizzate come caserme militari. Mercoledì 17 gennaio i media israeliani hanno diffuso un video che riprende l'esplosione di Al-Israa. L'esplosione è avvenuta 70 giorni dopo che l'esercito israeliano aveva occupato la struttura, per trasformarla prima in caserma e successivamente in una struttura di detenzione temporanea.

(video da Al Jazeera)

 

Secondo stime preliminari, gli attacchi israeliani in corso sulla Striscia di Gaza hanno causato la morte di centinaia di studenti universitari. La distruzione delle università e l'uccisione di accademici e studenti renderà più difficile la ripresa della vita universitaria e accademica quando il genocidio finirà. Secondo l'organizzazione, potrebbero essere necessari anni per riprendere gli studi in un ambiente che è stato completamente distrutto.

Secondo il Ministero dell'Istruzione palestinese, 4.327 studenti sono stati uccisi e altri 7.819 feriti, mentre 231 insegnanti e amministratori sono stati uccisi e 756 feriti durante gli attacchi in corso. Nel frattempo, 281 scuole statali e 65 scuole gestite dall'UNRWA nella Striscia di Gaza sono state completamente o parzialmente distrutte.

Il 90% delle scuole statali è stato danneggiato direttamente o indirettamente e circa il 29% degli edifici scolastici è ancora fuori servizio perché completamente demolito o gravemente danneggiato. Nella Striscia ci sono altre 133 scuole utilizzate come centri di accoglienza.

La distruzione diffusa e intenzionale di proprietà culturali e storiche palestinesi, tra cui università, scuole, biblioteche e archivi, dimostra l'evidente politica di Israele di rendere inabitabile la Striscia di Gaza, avverte Euro-Med Monitor. Gli attacchi stanno creando un ambiente privo di servizi e beni di prima necessità e potrebbero costringere la popolazione della Striscia a emigrare.

Euro-Med Human Rights Monitor sottolinea che prendere di mira le infrastrutture civili da parte delle forze armate, in particolare quelle che hanno un rilevante valore  storico o culturale e sono protette da leggi speciali, non è solo una grave violazione del diritto umanitario internazionale e un crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, ma rientra nell'ambito del crimine di genocidio.


Israele uccide il più importante scienziato palestinese, presidente dell'Università islamica, con tutta la sua famiglia a Gaza

SufianTayeh social

The Palestine Chronicle, 2.12.2023

Il professor Sufian Tayeh, insieme a tutta la sua famiglia, è stato ucciso nei nuovi attacchi israeliani contro la Striscia sabato, ha dichiarato il ministero dell'Istruzione superiore palestinese.

Il professor Tayeh era un importante scienziato palestinese nonché presidente dell'Università islamica di Gaza, la principale istituzione accademica della Striscia.

Lo scienziato palestinese non è il primo educatore o accademico ad essere ucciso negli attacchi israeliani dal 7 ottobre. La sua uccisione, tuttavia, ha causato uno shock in tutta la comunità accademica della regione.

L'affermato scienziato e amato padre di famiglia era un ricercatore di punta nel campo della fisica e della matematica applicata, come riferisce l'agenzia di stampa Reuters.

Secondo Quds News Network, nel 2021 era stato classificato nel miglior due percento dei ricercatori al mondo.

Le ricerche di Tayeh sono state riconosciute a livello internazionale, anche dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO). Era infatti titolare della Cattedra UNESCO per le Scienze Fisiche, Astrofisiche e Spaziali in Palestina.

 

Traduzione a cura dell'Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus, Firenze