In Israele guadagnano popolarità i politici che invocano il genocidio

Yair Golan ha rivitalizzato la sua traballante carriera politica quando ha iniziato a fare dichiarazioni genocide e a dire che gente di Gaza può benissimo morire di fame: è del tutto legittimo.

Di Jonathan Ofir, 26 dicembre 2023 https://mondoweiss.net/2023/12/in-israel-politicians-like-yair-golan-gain-popularity-when-they-call-for-genocide/

Yair Golan è un generale molto noto in Israele. In precedenza è stato vice capo di stato maggiore dell'esercito e ha occupato una posizione di leadership nel partito sionista di sinistra Meretz. Golan ha cercato a lungo di combinare il militarismo con un apparente atteggiamento pacifista solitamente attribuito alla sinistra, ma sembra che i suoi sforzi siano stati vani in quanto si è classificato al quinto posto nelle elezioni del 2022, quando Meretz non è riuscito a superare la soglia elettorale.

Il 7 ottobre, tuttavia, Golan fece un clamoroso  ritorno. sulla scena Andò direttamente in battaglia facendosi prestare gli stivali da paracadutista da suo figlio, indossando l'uniforme da ufficiale, armandosi di una pistola e procedendo a svolgere varie operazioni di salvataggio da solo utilizzando la sua auto privata nell'area di Gaza, in particolare nelle zone che avevano maggiormente subìto l’attacco guidato da Hamas. Queste azioni danno a una persona molto lustro nella cultura bellicista  israeliana. Per cosa lo usa una persona del genere? Sostenendo il genocidio.

In un'intervista con Raanan Shaked pubblicata il 13 ottobre sul centrista Ynet, a Golan è stato chiesto quali azioni immediate chiedesse in risposta al 7 ottobre. Nella risposta Golan non usa mezzi termini: “Prima di tutto chiudere tutte le forniture elettriche verso Gaza. Penso che in questa battaglia sia escluso di accettare un criterio. Dobbiamo dire loro: ascoltate, finché i [prigionieri] non saranno liberati, per quel che ci riguarda potete morire di fame. È del tutto legittimo.”  Ebbene, non è necessario essere esperti di diritto internazionale per sapere che, lungi dall’essere legittimo, questo tipo di punizione collettiva genocida è a prima vista un crimine contro l’umanità.

Golan, ovviamente, non è un’eccezione nella politica israeliana, facendo eco alla famigerata dichiarazione del ministro della Difesa Yoav Gallant secondo cui Gaza non riceverà né energia, né cibo, né gas perché Israele sta combattendo contro degli animali umani e agisce di conseguenza. Ma aspettate, Golan è un liberale, quindi deve dare spiegazioni sulla sua dichiarazione per darsi un'aria più equilibrata.

Shaked gli chiede: senti la gente dire “ cancellate Gaza”     Al che Golan risponde: “Non penso che sappiano veramente cosa significhi. A Gaza vivono 2,1 milioni di persone [il numero reale è probabilmente più vicino a 2,3 milioni]. Ucciderli tutti? Ai miei occhi, questa è un'affermazione poco professionale da parte di persone non professionali. Ha una sfumatura di vendetta, di cui posso comprendere la radice emotiva, ma la guerra non si fa con la vendetta. E anche la vendetta è meglio servirla fredda, dalla testa, non dal cuore.”   In altre parole, il genocidio su larga scala è semplicemente poco professionale se portato avanti dalle persone sbagliate, non necessariamente cattive, è semplicemente sconsigliabile e preferibilmente va servito freddo. La vendetta professionale, tuttavia, è del tutto legittima.

In lizza per il posto di Primo Ministro     Un articolo di Haaretz del 7 dicembre documenta la campagna di Golan per diventare un futuro leader, considerando la possibilità che attiri centristi come Tzipi Livni per competere con il partito Yesh Atid di Yair Lapid.   L’avvicinamento al potere da parte di Golan risulta da recenti sondaggi. Una alleanza Laburisti-Meretz sotto la sua guida vale attualmente otto seggi alla Knesset, ma questo non è necessariamente il suo obiettivo.  Golan sta facendo discorsi alla Netanyahu nelle sue apparizioni nel sud, dove è molto popolare, dicendo quello che pensa che Netanyahu dovrebbe dire ma che non dice: “Non abbiate paura,' dice Golan mimando Netanyahu, l'IDF saprà come eliminare ogni minaccia di penetrazione nelle comunità, e vi assicuro fedelmente che una presenza militare permanente rimarrà in ogni comunità lungo il confine settentrionale. Vi invito a tornare a casa. Il ritorno avverrà per tappe secondo una idea che vi presenterò.”   In conclusione, Golan dice: Questo è ciò che Netanyahu avrebbe dovuto dire se non fosse stato così abietto e patetico. Se fosse capace parlare alla nazione e dire la verità.

Tentando un ritorno in politica    Golan è stato scartato per la promozione a capo di stato maggiore dell’esercito, probabilmente a causa di una dichiarazione fatta nel 2016 quando metteva in guardia dal ripetere fatti della Germania degli anni ’20 e ’40 in Israele oggi. Ha poi provato a entrare in politica nel 2019 tentando di riattivare un defunto partito sionista di sinistra, Scelta Democratica, e alla fine unendosi a Ehud Barak, un ipocrita di sinistra altrettanto militarista, che all'epoca fondò un  partito che venne chiamato Unione Democratica. Quel partito includeva Meretz e Gesher, ma non è riuscito a farcela alle elezioni del 2020. Golan ha poi optato per il Meretz, che è stato decimato per via dello spostamento a destra della società israeliana ben prima del 7 ottobre. In effetti, questo spostamento è evidente nelle stesse dichiarazioni di Golan riguardo alla sua linea  politica, in cui sostiene  che, sebbene lui si senta collocato nell’area di sinistra, lui non è di sinistra.  Eppure, dopo il fallimento della sua carriera politica, Golan ha trovato nel 7 ottobre l’opportunità di reinventarsi, mettendo in atto le sue imprese eroiche per riabilitare la sua immagine.

“Sembra che tu stia tornando alla politica”, gli dice Shaked nell'intervista a Ynet.     “Certo, risponde Golan. Di una situazione   come questa che stiamo vivendo, chi se ne assumerà la responsabilità? Chi riabiliterà lo Stato di Israele, un parlamentare del Likud come Tali Gottlieb? Benjamin Netanyahu? Vi dirò chi riabiliterà lo Stato di Israele: le persone di buon cuore e oneste, le persone che hanno dedicato la propria vita alla nazione e continueranno a dedicarla.”

“Pensi che questa situazione  abbia cambiato qualcosa nel modo in cui il pubblico si relaziona con te?” chiede Shaked.  “Non mi sono mai lasciato scoraggiare da persone che mi chiamavano traditore e di sinistra radicale e non sono nemmeno entusiasta di persone che dicevano che si erano sbagliate su di me, risponde Golan. Prosegue dicendo che lui è per lottare per l’unica cosa che può salvare lo Stato di Israele: un coraggioso legame con il patrimonio, con la storia, con il passato, con il folklore che ci rende un popolo, e dall’altro canto stringersi all’umanità, uno Stato che sia il migliore per i suoi cittadini, per tutti i suoi cittadini.

Fatta eccezione per i palestinesi, ai quali la definizione di umanità non sembra applicarsi. Non diventano nemmeno cittadini di seconda classe sotto il regime di apartheid che si estende dal fiume al mare. Possono pure morire di fame.

Traduzione a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo-Palestinese

Israele: sondaggi mostrano società razzista e non pacifista

16-12, 2023 Ahmad M. Shakakini  , http://www.osservatoriosullalegalita.org/23/acom/12/16shakakinimo.htm

Quando parleranno ai palestinesi di una soluzione pacifica con il nemico sionista essi ricorderanno che il 60% degli israeliani crede che Israele non usi sufficiente violenza contro il popolo palestinese a Gaza e che vuole più violenza e più massacri nei confronti dei palestinesi. Nel sondaggio d'opinione che il Time ha pubblicato il 10 novembre, quando Israele aveva già massacrato più di 15.000 palestinesi a Gaza, il 70% donne e bambini, il 36,6% erano d'accordo di continuare con i massacri così e il 57,5% voleva ancora più massacri e più violenza contro i palestinesi di Gaza.

La società israeliana è fascista. Non si tratta solo di Netanyahu e Ben Gevir.   Purtroppo non esiste un campo della pace in Israele: solo l’1,8% dei cittadini del regime coloniale dell’apartheid riteneva che Israele stesse usando troppa forza.  Anche negli anni '80 parlavano all'OLP del campo della pace in Israele, ma si trattava di Matzban, un'organizzazione di cinque persone.

Da un sondaggio d'opinione pubblicato dal giornale israeliano Maariv sempre a novembre risulta che la percentuale di israeliani che sostengono un cessate il fuoco è del 3%. E' un risultato inferiore al margine di errore in un sondaggio.  Le uniche manifestazioni di israeliani contro il governo Netanyahu sono quelle delle parenti degli ostaggi che chiedono che la liberazione dei loro parenti sia la priorità del governo israeliano. Gli arabi palestinesi non hanno solo problemi con lo Stato israeliano di Apartheid: hanno anche un grosso problema con la società israeliana che è razzista. L'uccisione di 8000 bambini non ha commosso gli israeliani, che non hanno ancora mosso un dito per fermare il genocidio dei palestinesi.