29 Novembre-giornata internazionale della solidarietà con la Palestina

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Facciamo del 29 novembre una giornata globale di azione per fermare il genocidio di Gaza #GazaGenocide

Milioni di voi sono scesi in piazza per le più grandi proteste che il mondo abbia visto negli ultimi 20 anni! Siamo grati a ciascuno di voi che, attraverso le vostre voci e azioni creative, avete costruito un potere popolare senza precedenti per porre fine alla guerra genocida di Israele contro 2,3 milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza assediata e occupata. 

Avete mostrato una significativa solidarietà con i diritti dei palestinesi esercitando pressioni sui governi affinché agissero per fare sì che i responsabili e i complici del genocidio a Gaza da parte di Israele rispondano delle loro responsabilità. In tutto il Sud del mondo – dal Sud Africa alla Colombia – diversi stati hanno tagliato i rapporti diplomatici con Israele o hanno espulso o richiamato i loro ambasciatori. Altri hanno denunciato i criminali di guerra israeliani di fronte alla Corte penale internazionale.

Tuttavia, i governi occidentali continuano ad armare, finanziare e fornire copertura politica al genocidio di Israele, promuovendo una nuova dottrina di violenza estrema, irresponsabile e non mascherata contro coloro che sfidano le potenze occidentali e i loro interessi. La loro è un’alleanza tra regimi coloniali e razzisti del mondo che culmina nello sterminio di massa dei palestinesi. 

Il tempo è ormai scaduto: dobbiamo spostare la bilancia a favore del potere popolare adesso! 

Porre fine a ogni complicità statale, aziendale e istituzionale con il regime genocida dell’apartheid israeliana è più urgente che mai. Le vite e i mezzi di sussistenza dei palestinesi dipendono letteralmente da questo. A tal fine, e come il tempo ha dimostrato, il BDS è la forma più efficace di solidarietà con la lotta di liberazione palestinese. 

Sotto lo slogan, “Unitevi ora per fermare il genocidio a Gaza e iniziare a smantellare l'apartheid!”, il movimento internazionale BDS guidato dai palestinesi chiama a una Giornata globale di azione il 29 novembre, la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese, per porre fine al “business-as-usual” con l’Israele dell’apartheid. Chiediamo un’intensificazione delle mobilitazioni pacifiche a livello mondiale e delle espressioni di solidarietà per fermare il genocidio, tra cui:

  1. Ove possibile, organizzare azioni di disturbo pacifiche, sit-inoccupazioni, ecc. prendendo di mira i decisori politici, così come le imprese che facilitano il genocidio e l’apartheid (produttori di armi, società di investimento) e le istituzioni (media, università, spazi culturali, ecc.).
  2. Interrompere il trasporto di armi, o componenti, verso Israele, anche negli stati di transito, sostenendo i sindacati che rifiutano di gestire tali spedizioni, come è stato fatto in Belgio, negli Stati Uniti e nello Stato spagnolo, e come dichiarato dai sindacati in India, Turchia, Italia e Grecia. 
  3. Fare pressioni sui parlamenti e sui governi perché annullino i contratti e gli accordi militari esistenti con Israele, come ha pubblicamente sostenuto il presidente della Colombia e come richiesto dal movimento BDS in Brasile, una richiesta sostenuta dalla società civile e da oltre 60 parlamentari del paese.
  4. Intensificare tutte le campagne strategiche di boicottaggio economico e di disinvestimento contro le società complici e intensificare le campagne per tagliare tutti i legami con l’Israele dell’apartheid e le sue istituzioni accademiche e culturali complici, nonché le squadre sportive.
  5. Mobilitare la propria comunità, sindacato, associazione, chiesa, social network, governo/sindacato studentesco, consiglio comunale, centro culturale o altra organizzazione affinché si dichiarino Spazi Liberi dall’Apartheid Israeliana (SPLAI), se non lo hanno già fatto, e organizzare un evento o un'azione di solidarietà il 29 novembre.
  6. Spingere i rappresentanti eletti, ove pertinente, attraverso la comunicazione diretta o l’azione diretta collettiva, a esercitare una reale pressione sulla Corte Penale Internazionale (CPI) affinché persegua urgentemente Netanyahu e tutti gli altri funzionari israeliani responsabili di genocidio, apartheid e crimini di guerra.