Leonardo sempre più dentro le guerre di Israele

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Il movimento BDS chiede sanzioni e embargo militare contro l’apartheid israeliana.

Nei giorni scorsi Leonardo – società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – ha annunciato con un comunicato ufficiale l’acquisto dell’azienda israeliana RADA Electronic Industries Ltd. con sede a Netanya, specializzata in radar tattici militari avanzati.

BDS Italia denuncia questo acquisto come un nuovo passo verso l’integrazione del sistema militare-industriale israeliano con le maggiori aziende italiane operanti nel settore degli armamenti e dell’aerospazio, la cui reciproca collaborazione è in corso già da tempo.

RADA Electronic Industries è una delle molte aziende israeliane di armamenti che commercializzano i propri sistemi come “provati sul campo”, cioè testati sulla popolazione palestinese costretta a vivere sotto un regime di occupazione militare e apartheid. RADA vanta collaborazioni strette con le forze armate israeliane, responsabili di crimini di guerra, e le principali aziende israeliane di armamenti, quali IAI, Rafael e Elbit Systems. RADA è inoltre inserito nel sistema israeliano delle cosiddette porte girevoli, attraverso le quali alla fine del servizio attivo molti ufficiali superiori delle forze armate di Israele si “riciclano” in fruttuose imprese private fornitrici di tecnologie militari. Come ha fatto rilevare il ricercatore Antonio Mazzeo, nel consiglio di amministrazione del neoacquisto di Leonardo siedono una dozzina tra ex comandanti militari di altissimo livello ed ex consiglieri d’amministrazione delle stesse imprese di armi israeliane con la quale RADA ora collabora.

È indubbio che il gruppo Leonardo, direttamente o attraverso la controllata statunitense Leonardo DRS, sia ormai un partner strategico del complesso militare-industriale di Israele, e quindi coinvolto quale fornitore e fruitore delle tecnologie militari israeliane nella guerra senza fine che le forze armate di Israele stanno conducendo anche in questi giorni, tanto nei Territori Palestinesi Occupati (vedi l’escalation di morti tra la popolazione civile nella Cisgiordania e gli attacchi aerei sulla Striscia di Gaza di aprile e maggio) che alla Siria (gli attacchi aerei e missilistici sulle città di Tartus, Latakia, Masyaf nelle ultime settimane).

Israele continua a essere un elemento di grave minaccia alla pace nell’area mediorientale e mediterranea. Vi sono infatti segnali inquietanti di tensioni con il Libano per il controllo dei giacimenti di gas nel Mediterraneo e di un prossimo conflitto contro l’Iran. Le esercitazioni aeree congiunte “Falcon Strike 21”, a cui ha partecipato anche l’Aviazione Militare italiana all’inizio dello scorso giugno, sono state presentate dalla stampa israeliana come preparatorie di un attacco anti-iraniano. Inoltre assistiamo a un rapido allineamento di Israele sulla “linea dura” atlantista contro la Russia di Putin con azioni come il raid del 24 maggio scorso contro la città siriana di Masyaf per “testare” le batterie missilistiche S-300 gestite da militari russi.

BDS Italia denuncia gli accordi di cooperazione militare e securitaria tra Italia e Israele, secretati e sottratti al controllo parlamentare. Il movimento internazionale BDS chiede sanzioni contro Israele e l’embargo militare bilaterale per i crimini accertati, da Amnesty International tra gli altri, di apartheid del regime israeliano nei confronti del popolo palestinese.