Sinagoga di Chicago si definisce ufficialmente "antisionista”

Arno Rosenfeld(1), The Forward, 01 aprile 2022

Tzedek Chicago è stata fondata sette anni fa, in parte, per creare una comunità ebraica svincolata da un obbligatorio attaccamento a Israele. La comunità è andata oltre il suo originale "non sionismo" questa settimana per diventare quella che è probabilmente la prima sinagoga del paese ad essere dichiaratamente "antisionista".

"Sono così orgoglioso del modo ponderato in cui ci siamo impegnati tutti quanti in questa vicenda", ha detto Scout Bratt, presidente della Sinagoga, annunciando la decisione. "Mentre sapevamo che i singoli membri avrebbero avuto le loro opinioni personali, alla fine abbiamo trattato questa come una decisione comune, non come un test ideologico".

La decisione di giungere ad una dichiarazione che condanna la creazione di Israele quale "un'ingiustizia contro il popolo palestinese - un'ingiustizia che continua ancora oggi" è stata presa con un voto delle 200 famiglie della comunità, dopo che il consiglio l'aveva approvata all'unanimità in dicembre. Il 73% delle famiglie ha votato a favore della mozione.

Per lo più, anche le più progressiste tra le comunità ebraiche stanno attente ad evitare di prendere una posizioni esplicitamente antisioniste.

Ci sono pochi dati su quanti ebrei americani si identificano come sionisti o sostengono il sionismo, ma molte organizzazioni dell'establishment fanno sondaggi con domande formulate in modo da far risultare che la grande maggioranza delle comunità siano favorevoli ai principi del nazionalismo ebraico. Per esempio, il Pew Research Center ha comunicato a maggio che l'82% degli ebrei ha detto che "preoccuparsi di Israele" è essenziale o importante per essere ebrei, e l'81% ha detto all'American Jewish Committee che è antisemita dire che "Israele non ha diritto di esistere".

Alcuni attivisti pro-Israele hanno attaccato l'annuncio di Tzedek Chicago sui social media. "Credo che costoro nemmeno sappiano cosa sia l'ebraismo", ha scritto su Twitter Daniel Koren, direttore di Hasbara Fellowships Canada(Hasbara è l’organizzazione di propaganda israeliana, NdR).

I gruppi dell'establishment hanno a lungo evitato Tzedek Chicago, e JTA(Jewish Telegraphic Agency) ha riferito nel 2019 che tale comunità non era elencata nell'elenco delle sinagoghe comprese nella federazione ebraica locale. Altri hanno notato che ato di una mossa strumentale da parte di una comunità che è stata fondata con un’attenzione esplicita all’attrazione di ebrei che si sentivano estranei alle sinagoghe e ad altre istituzioni ebraiche che predicano stretti legami con Israele. Il rabbino Brant Rosen, che ha fondato Tzedek Chicago, l'ha descritta come una comunità per gli ebrei scettici o contrari al sionismo.

"C'è un numero crescente di ebrei, in particolare giovani ebrei, che non si identificano come sionisti e sono contrari alla tesi che essere ebrei oggi implichi che si debba essere sionisti", ha detto Rosen a Religion News Service nel 2015. Rosen, che è stato ordinato dal Reconstructionist Rabbinical College, aveva precedentemente contribuito a fondare il consiglio rabbinico di Jewish Voice for Peace, che è esso stesso antisionista. Ma mentre Rosen ha detto a Religion News Service che riteneva Tzedek Chicago fosse la prima comunità a sottrarsi esplicitamente dalla subordinazione ad Israele, la sinagoga è in realtà una di almeno una mezza dozzina di comunità ad assumere posizioni simili, secondo un'analisi del giornale The Forward.

E Jewish Voice for Peace elenca più di 20 sinagoghe e ministeri che sono "amichevoli" per i suoi membri, tra cui Tikkun Olam Chavurah a Philadelphia, che nel 2018 ha appoggiato il movimento Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni, una campagna che chiede di fatto la fine di una maggioranza ebraica in Israele.

Kadima, una congregazione Ricostruzionista di Seattle che è stata fondata nel 2005, si descrive come "una casa per ebrei e compagni di viaggio che lavorano per porre fine all'occupazione israeliana, resistere alla generalizzata richiesta di appoggiare sempre Israele, e costruire una comunità con ebrei che sono esclusi da altre istituzioni ebraiche a causa della loro critica alle azioni del governo israeliano."

Mentre alcuni gruppi di ebrei ortodossi sono antisionisti per motivi religiosi, la maggior parte delle comunità ebraiche progressiste, comprese quelle elencate da JVP, sono attente ad evitare di prendere il tipo di posizione esplicita che Tzedek Chicago ha preso nel suo voto di domenica. Il New Synagogue Project, che è guidato da un rabbino che in precedenza ha lavorato come sostenitore di JVP, afferma sul suo sito web che "non associamo la nostra pratica spirituale con alcuna forma di nazionalismo politico", e Hinenu, una comunità di Baltimora, dice di sostenere "la liberazione dei palestinesi", senza prendere una posizione sul sionismo stesso.

Mentre molte sinagoghe erano divise sulla questione del sionismo alla fine del diciannovesimo e all'inizio del ventesimo secolo, la comunità ebraica americana organizzata ha sostenuto compattamente lo Stato di Israele dopo la sua fondazione nel 1948 e il sostegno implicito a Israele è ora una parte fondamentale di quasi tutte le sinagoghe negli Stati Uniti, tranne che per alcune comunità ortodosse.  "Sappiamo che c'è un numero crescente di ebrei che cercano una casa spirituale ebraica che non richieda l'attaccamento a uno stato politico ebraico", ha detto Bratt, il presidente di Tzedek Chicago. "Speriamo che la nostra decisione induca la comunità ebraica a cominciare a immaginare un futuro oltre il sionismo".

Alcuni critici su Twitter hanno insinuato che il voto sull’antisionismo sia stata una trovata pubblicitaria, indicando uno scarno calendario di eventi online per la sinagoga, ma altri difendono decisamente la comunità.  "Sono stato ai servizi di Tzedek sia di persona che via Zoom, molte volte", ha scritto un utente di nome Ishmael, che ha detto di essere un ebreo di Chicago. "Non sono sempre d'accordo con la politica, ma posso assicurarvi che è una congregazione molto calda, progressista, LGBTQ+-friendly, meravigliosa con un rabbino davvero intelligente, molto profondo ed empatico".

(1) Arno Rosenfeld è un giornalista di Forward, dove si occupa di politica statunitense e di istituzioni ebraiche Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; su Twitter @arnorosenfeld .

Traduzione a cura di Claudio Lombardi di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese