La “giornata dei rifugiati ebrei dai Paesi arabi”

da Pagine Ebraiche del 9/12/2021

Dal 2014 lo Stato d’Israele, ogni 30 novembre, celebra la giornata nazionale dei rifugiati ebrei dai Paesi arabi e dall’Iran. Una vicenda di cui, lontano da Gerusalemme, in genere molto poco si sa e scrive. Perlomeno con la dovuta consapevolezza.  

”È invece qualcosa che dobbiamo ricordare, anche in Italia”. Così il senatore Lucio Malan(di Forza Italia, NdR), presidente dell’Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele, nel dare avvio a una conferenza stampa dedicata svoltasi quest’oggi a Palazzo Madama con l’intervento dell’ambasciatore israeliano Dror Eydar, della presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, del presidente Comitato accademico europeo per la lotta all’antisemitismo David Meghnagi e del consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Saul Meghnagi. Presente in sala una delegazione del liceo ebraico Renzo Levi.

“Nel 1945, alla fine della seconda guerra mondiale, vivevano nei Paesi arabi un milione di ebrei. Erano presenti in quelle regioni da circa 2500 anni, dai tempi dell’Esilio babilonese. Oggi non ne restano che poche migliaia”, ha evidenziato l’ambasciatore nel suo intervento. “Profughi – ha poi aggiunto – che nessuno ha aiutato fatta eccezione per Israele con le sue scarse forze da giovane Stato”.

Ciò di cui non si fa parola (NdR)

Non si fa parola del fatto che Israele, che dopo la proclamazione dello Stato aveva bisogno di manodopera a basso costo ma ebraica, ricorse ad attentati da essa stessa organizzati contro sinagoghe di paesi arabi per convincere gli ebrei che in quei paesi essi erano odiati ed indurli ad emigrare in Israele. Fu anche così che ebbero origine i ”rifugiati ebrei dai Paesi arabi”. E nemmeno si fa parola del fatto che ai genitori, considerati di costumi troppo arabi, vennero sottratti migliaia di bambini che vennero dati in adozione a famiglie askenazy perché li allevassero all’europea.(v. Haaretz del 8/12/2021). Per non parlare poi, a proposito di rifugiati, delle centinaia di migliaia di palestinesi resi profughi dalle espulsioni praticate dalle guerre sioniste.