Dopo che J Street aveva condannato la calunnia terroristica di Israele sui 6 gruppi palestinesi per i diritti umani, ecco l'effetto di "prove segrete" da funzionari israeliani

Dopo aver condannato la designazione da parte di Israele dei principali gruppi palestinesi per i diritti umani come "terroristi" in ottobre, il gruppo liberale della lobby israeliana J Street sembra aver tranquillamente rispettato la linea rossa stabilita da Israele sulla questione.

Di Philip Weiss , 2/12/2021

https://mondoweiss.net/2021/12/after-j-street-slammed-israels-terrorism-smear-of-palestinian-human-rights-groups-its-codel-reportedly-heard-secret-evidence-from-israeli-officials/

 A ottobre, Israele ha bandito sei importanti gruppi palestinesi per i diritti umani e della società civile per presunti legami con il terrorismo, e l'organizzazione liberale sionista J Street si è unita al coro di condanna internazionale. J Street rilasciò allora una dichiarazione che respingeva la designazione israeliana come "profondamente repressiva e infondata... totalmente inaccettabile e antidemocratica" e tipica dei regimi "autoritari".

Poi a novembre, J Street ha organizzato un viaggio di almeno sei membri del Congresso USA in Israele e Palestina i quali hanno incontrato diversi gruppi palestinesi della società civile e dei diritti umani - ma nessuno dei sei gruppi accusati. In quel viaggio di cinque giorni, la delegazione di J Street è stata informata da funzionari del governo israeliano sulle "prove segrete" a sostegno della designazione terroristica, mi dice una fonte che non faceva parte del gruppo. La parlamentare Rosa DeLauro , che vi ha partecipato, conferma tale dato, e cioè che la delegazione ha ricevuto "briefing sulla sicurezza di Israele" da "alti" funzionari del governo.

Ho chiesto a J Street se la delegazione ha sentito quali sono le presunte prove segrete, ma non ho avuto risposte alle mie domande.

Gli incontri

L'itinerario del viaggio mostra che J Street ha incontrato due ministri che hanno difeso a gran voce l’accusa di terrorismoa: il primo ministro Naftali Bennett e il ministro degli esteri Yair Lapid. Ha anche incontrato il ministro degli Interni di destra Gideon Sa'ar, che ha anche garantito per la designazione, dicendo che "è stata fatta su una base legale e su dati di fatto."

La delegazione di J Street non avrebbe dovuto sentire i gruppi palestinesi su questo argomento?

Il viaggio includeva almeno sei membri del Congresso, tutti democratici e di tendenza progressista: DeLauro del Connecticut, che è presidente della commissione per gli stanziamenti della Camera; Melanie Stansbury del Nuovo Messico; Barbara Lee della California; Jamaal Bowman e Mondaire Jones di New York; e Mark Pocan del Wisconsin.

La delegazione è stata in Israele e Palestina dal 6 all'11 novembre, e i suoi incontri sono stati coerenti con i precedenti viaggi di J Street. Ha ascoltato gruppi per i diritti umani in Israele, come Gisha, che si concentra sulla libertà di movimento per i palestinesi, HaMoked, che si è opposto alle demolizioni di case, e il gruppo di veterani anti-occupazione, Breaking the Silence. I contatti della delegazione di J Street con i gruppi palestinesi sono stati, come in passato, più limitati, non includendo nessuno dei sei della lista di proscrizione. Per esempio, ha incontrato Hoqoqona, una ONG che cerca di dare potere alle donne palestinesi; JEST, che serve gli imprenditori di Gerusalemme Est; e l'Atta'a Assistance Center, che lavora per i diritti dei residenti di Gerusalemme Est. A Ramallah, la delegazione ha avuto una incontro con la società civile palestinese, e i leader erano centristi, tra cui Bashar Azzeh, un imprenditore, e Mohammad Asideh di un gruppo palestinese per il dialogo secondo i valori di "rispetto, pace e democrazia".

Per quanto importanti e informativi siano stati questi incontri, queste organizzazioni non hanno la rilevanza in Palestina dei sei gruppi indicati dal ministro della Difesa Benny Gantz come presunti "terroristi" in ottobre: Al-Haq, l'organizzazione per i diritti umani; Addameer, l'organizzazione di difesa dei prigionieri; Defense of Children-International Palestine; il Bisan Center for Research and Development; l'Union of Agricultural Work Committees e l'Union of Women's Committees.

Il sostegno internazionale

Tutte e sei le organizzazioni palestinesi si sono guadagnate l'ira di Israele perché hanno fornito documentazione all'indagine della CPI su possibili crimini di guerra israeliani e palestinesi, che comprendono il mezzo secolo di insediamenti illegali in Cisgiordania e l'attacco del 2014 a Gaza. Gantz ha condotto quella guerra come capo di stato maggiore dell'esercito; in seguito si è vantato come candidato politico di aver riportato parti di Gaza all'età della pietra. L’accusa di terrorismo alle 6 organizzazioni è stata accolta con grande indignazione dalla comunità dei diritti umani e oltre.

Gli esperti di diritti umani delle Nazioni Unite hanno condannato "fortemente e inequivocabilmente" la designazione come un "attacco frontale" al movimento palestinese per i diritti umani. L'UE ha sfidato Israele a produrre prove. Nove deputati statunitensi hanno proposto una risoluzione che condanna la designazione come "repressiva". (L'avvocato israeliano per i diritti umani Michael Sfard ha chiamato la designazione un "atto di tirannia" e ha detto che la risposta internazionale alla designazione ha lasciato tale designazione "distrutta".

Molti gruppi israeliani, compresi quelli che la delegazione di J Street ha incontrato in questo viaggio, hanno rilasciato una dichiarazione di solidarietà contro la "misura draconiana" e hanno invitato "la comunità internazionale ad opporsi inequivocabilmente a questa decisione".

Anche i membri dell'establishment di Washington hanno mostrato sostegno ai gruppi palestinesi. La Fondazione per la pace in Medio Oriente ha tenuto un webinar per far sentire la voce dei gruppi - un leader ha definito la designazione quale "terrorismo di stato alla sua ora migliore" - e l'evento ha ottenuto importanti co-sponsor: Carnegie Endowment for International Peace, Century International, International Crisis Group, Democracy for the Arab World Now, il Carter Center e il Middle East Institute.

Human Rights Watch e Amnesty International hanno invitato la comunità internazionale a proteggere le 6 organizzazioni sotto accusa. Hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che descrive i sei gruppi come il "meglio della società civile globale" e deplora la designazione come un attacco "sfacciato" al movimento per i diritti umani.

La condanna nell'ottobre

Per decenni, le autorità israeliane hanno sistematicamente cercato di imbavagliare il monitoraggio dei diritti umani e punire coloro che criticano il suo dominio repressivo sui palestinesi. Mentre il personale delle nostre organizzazioni ha dovuto subire arresti divieti ed ostacoli alla mobilità, i difensori dei diritti umani palestinesi sono da sempre soggetti al peso della repressione. Questa decisione deol governo israeliano costituisce un'escalation allarmante che minaccia il lavoro delle più importanti organizzazioni della società civile palestinese. Il modo in cui la comunità internazionale risponderà sarà un vero test della sua determinazione a proteggere i difensori dei diritti umani.

In ottobre, J Street ha rilasciato una breve ma forte dichiarazione che ha fatto eco ad altre condanne: “Etichettare i difensori dei diritti umani come "terroristi" per criminalizzare le loro attività è il tipo di azione che vediamo regolarmente da regimi autoritari e illiberali, ed è totalmente incompatibile con i valori democratici.”e.

J Street sollecitò l'amministrazione Biden ad ottenere chiarimenti, così come essa aveva detto di voler fare. Ma dopo che una delegazione israeliana è venuta al Dipartimento di Stato per difendere, a porte chiuse, la designazione di terrorismo, l'amministrazione Biden è sembrata nascondere la questione sotto il tappeto, considerandola come un mal di testa di cui non sente nessun bisogno nel momento in cui sta cercando di rilanciare l'accordo con l'Iran e preparare la tornata elettorale del 2022.

J Street non ha dato seguito alla sua dichiarazione iniziale con nessun'altra dichiarazione, e nel frattempo un membro del Congresso strettamente associato a J Street, Steve Cohen, ha incontrato Benny Gantz il mese scorso e ha sentito Gantz esporre questioni come la minaccia dell'Iran e il "legame incrollabile tra" gli Stati Uniti e Israele. La delegazione di Cohen includeva un peso massimo, il leader della maggioranza della Camera Steny Hoyer, il cui sorriso nella foto per la stampa era ancora più grande di quello di Cohen.

La ricerca dell’accomodamento

La posizione di J Street qui sembra rispecchiare quella dei suoi alleati israeliani, i membri Labor/Meretz del nuovo governo israeliano: criticare la designazione, ma poi andare tranquillamente d'accordo, per timore che un'opposizione significativa limiti il suo accesso ai livelli del potere, o indebolisca il nuovo governo israeliano.

J Street è stata a lungo considerata ai margini in Israele e anche a Washington. Durante l'amministrazione Obama, è stata definita come anti-israeliana e anche peggio da parte del governo Netanyahu; e l'establishment ebraico americano l'ha tenuta emarginata. Ora ha accesso e influenza all'interno del Partito Democratico. Chuck Schumer e Nancy Pelosi fanno riferimento alle sue iniziative; e a suo credito, J Street sta spendendo capitale politico su questioni importanti come il ripristino dell'accordo con l'Iran e la riapertura del consolato americano a Gerusalemme (spesso citando opinioni di israeliani).

Ma J Street ha sicuramente ricevuto il messaggio da Cohen e Hoyer. Se vuoi avere accesso ai leader israeliani, come Bennett e Lapid, non fare un problema dell'odiosa designazione di terrorista. E se vuoi avere accesso alla Casa Bianca, idem.

Traduzione a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo Palestinese