Pressioni sioniste sul governo italiano perché boicotti Durban IV contro il razzismo

Il paese dell’apartheid mobilita le sue lobbies contro la conferenza antirazzista e mantenere l’impunità

Cosa è Durban IV   La Conferenza Durban IV è la imminente  edizione della Conferenza Mondiale contro il Razzismo (World Conference against Racism, WCAR), evento internazionale organizzato dall'UNESCO per combattere ideologie e attività razziste. Durban IV avrà luogo a New York il 22 settembre 2021.

La prima Conferenza mondiale contro il razzismo e la discriminazione razziale (WCAR) si tenne a Ginevra nel 1978, la seconda si tenne sempre a Ginevra nel 1983. In entrambe l’argomento principale fu l’apartheid in Sud Africa. L’apartheid fu poi abbattuto in Sud Africa nel 1990.

Nel 2001 Durban I :la Conferenza si tenne a Durban, in Sudafrica, presieduta dalla irlandese Mary Robinson. La conferenza produsse il programma più autorevole e completo per combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza correlata: la Dichiarazione di Durban e il Programma di Azione[DDPA=Durban Declaration and Program of Action](1). La conferenza produsse il sostegno al programma di sviluppo New Africa Initiative, contributi nella lotta contro l’AIDS, recupero di fondi trasferiti da ex dittatori in occidente,pur non ottenendo le riparazioni richieste agli stati ex schiavisti.

Nel 2009 Durban II, la Conferenza di revisione di Durban, detta Durban II si tenne a Ginevra, esaminò lo stato del superamento del razzismo e concluse che molto restava da realizzare.

Nel 20011 Durban III a New York. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite tenne una riunione ad alto livello di un giorno a New York per commemorare il decimo anniversario dell'adozione della Dichiarazione di Durban e del Programma d'azione DDPA. In quella occasione leader mondiali approvarono una dichiarazione politica che proclamava la loro "forte determinazione a rendere la lotta contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza correlata, e la protezione delle vittime, una priorità assoluta per i [loro] paesi".

L’opposizione alle conferenze contro il razzismo da parte di Israele e dei suoi sostenitori

Alla Conferenza Durban I del 2001 Israele trovò pretesti per ritirarsi dalla Conferenza (il riconoscimento del diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione) e così fecero gli Stati Uniti, già poco presenti con una delegazione di basso livello. Giudichi il lettore se vi sia qualcosa di scandaloso nei contenuti del documento finale di Durban I, il DDPA, esposti nel seguito.

Durban II, a Ginevra nel 2009, è stata subito boicottata da Australia, Canada, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia e Stati Uniti; con la Repubblica Ceca che interruppe la sua partecipazione il primo giorno, e altri 23 Paesi dell’Unione Europea che inviarono solamente delegazioni di basso livello. Le lobby filoisraeliane si dettero da fare ancora di più nella edizione successiva

Durban III, New York nel 2011 15 Paesi rifiutarono di partecipare: Australia, Austria, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Israele, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Regno Unito e Stati Uniti.

L’allora Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini (governo Berlusconi), per due volte decise di boicottare la manifestazione. Operativamente vi provvide la Vice Presidente della Commissione Affari Esteri italiana Fiamma Nirenstein. Furono tenute a New York due manifestazioni pro-Israele. La prima, promossa da UN Watch, ONG filoisraeliana, gruppo di pressione e di sorveglianza degli interessi israeliani presso le Nazioni Unite. La seconda curata dal premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, Nel contempo un gruppo di ONG comprendenti le statunitensi Human Righs Network, National Lawyers Guild, Rete Ebraica Internazionale Antisionista, ribadì il suo sostegno al DDPA (Durban Declaration and Program of Action) criticando le nazioni che boicottavano la conferenza

Verso Durban IV

Il 22 Settembre 2021, ai sensi di una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottata il 31 dicembre 2020, le Nazioni Unite svogeranno una riunione di alto livello -a livello di capi di Stato o di governo- per il ventesimo anniversario della Dichiarazione di Durban.

Da Durban III ad oggi mondo ha assistito, ed è rimasto inorridito, per il comportamento di Israele: la guerra di Gaza del 2014, il cecchinaggio alla Grande Marcia,le violenze di coloni spalleggiati dall’esercito, il furto quotidiano di territorio palestinese, la promulgazione di una legge dello Stato Nazione che sancisce il razzismo, l’estromissione degli abitanti arabi da Gerusalemme.

Si è avuta inoltre l’imputazione di Israele per crimini di guerra davanti alla corte penale internazionale e l’accusa di apartheid da parte di organizzazioni israeliane (B’Selem) ed internazionali (Human Rights Watch=HRW) e da parte di aree crescenti del mondo ebraico.

In tale situazione, da parte delle organizzazioni filoisraeliane siamo ancora a pretendere impunità e complicità, si invoca il boicottaggio della Conferenza contro il Razzismo adducendo una ormai stanca litanìa:

“la Dichiarazione di Durban è stata utilizzata per promuovere il razzismo, l’intolleranza, l’antisemitismo e il negazionismo dell’Olocausto, oltre che per erodere la libertà di espressione e il diritto di Israele a esistere.”

C’è da chiedersi dove abbiano sede tutte queste minacce: nel DDPA (documento conclusivo di Durban I) su 219 paragrafi, Israele viene nominato solo in due e precisamente nel 63 e nel 151 del documento. Leggeteli un po’:

“§63. Siamo preoccupati per la difficile situazione del popolo palestinese sotto occupazione straniera. Riconosciamo il diritto inalienabile del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla costituzione di uno Stato indipendente e riconosciamo il diritto alla sicurezza per tutti gli Stati della regione, compreso Israele, e invitiamo tutti gli Stati a sostenere il processo di pace e portarlo a una rapida conclusione;”

“§151. Per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente, si chiede la fine della violenza e la rapida ripresa dei negoziati, rispetto dei diritti umani internazionali e del diritto umanitario, rispetto del principio di autodeterminazione e la fine di ogni sofferenza, permettendo così a Israele e al  palestinesi a riprendere il processo di pace ed a svilupparsi e prosperare in sicurezza e libertà;

La lobby intanto si sta dando da fare presso il nostro governo. Così si esprime il 27 Luglio 2021 l’italiana UGEI (Unione Giovani Ebrei Italia, filoisraeliana sempre e comunque, NdR)):

“..già a pochi mesi dalla conferenza, 10 Paesi hanno annunciato il loro rifiuto a partecipare: USA, Israele, Canada, Australia, Regno Unito, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Repubblica Ceca e Germania. L’Italia, comprensibilmente coinvolta in altre emergenze, non ha ancora annunciato la propria posizione. Tuttavia, è auspicabile un ritorno alla linea dell’allora Ministro degli Esteri Franco Frattini, che per due volte decise di boicottare la manifestazione-farsa”  

https://www.ugei.it/perche-boicottare-la-conferenza-durban-iv ,   (1) https://www.ohchr.org/Documents/Publications/Durban_text_en.pdf

Traduzioni e sintesi a cura di Claudio Lombardi, Associazione di Amicizia Italo-Palestinese