Ebrei israeliani chiedono: Basta con l’apartheid israeliano. Lettera aperta alla comunità internazionale

14 AGOSTO 14, 2021 http://zeitun.info/2021/08/14/ebrei-israeliani-chiedono-basta-con-lapartheid-israeliano-lettera-aperta-alla-comunita-internazionale/

La lettera, che porta oltre mille firme, fa seguito ad una serie di appelli e lettere che con sempre maggiore frequenza, sopratutto da parte ebraica, condannano i soprusi israeliani nei confronti dei palestinesi. Un elenco di alcune di queste lettere ed appelli viene fornito al termine dell’articolo.

Noi, ebrei israeliani, ci opponiamo alle azioni del governo israeliano e quindi dichiariamo il nostro impegno ad agire contro di esse. Ci rifiutiamo di accettare il regime suprematista ebraico e chiediamo alla comunità internazionale di intervenire immediatamente in difesa dei palestinesi a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme, in Galilea, nel Negev, a Lydda, Giaffa, Ramleh, Haifa e in tutta la Palestina storica.

Il suprematismo ebraico è la pietra angolare del regime israeliano e il suo coerente obiettivo è espellere e cancellare il popolo palestinese, la sua storia e la sua identità nazionale. Questo obiettivo si manifesta in continui atti di pulizia etnica mediante sfratti e demolizioni di case, brutale occupazione militare, negazione dei diritti civili e umani ed emanazione di una serie di leggi razziste culminate nella legge Stato-Nazione, che definisce lo Stato come “lo Stato Nazione del popolo ebraico ”, e solo di quest’ultimo.

Tutto ciò costituisce di fatto un regime di apartheid che crea aree simili a bantustan e ghetti per le comunità native palestinesi. Crediamo che il sionismo sia un principio di governo non etico che porta intrinsecamente a un regime di apartheid razzista che per oltre settanta anni ha commesso crimini di guerra e negato ai palestinesi i diritti umani fondamentali. Tali crimini e violazioni includono: la distruzione di centinaia di città e villaggi e il loro spopolamento di 750.000 palestinesi nel 1948, impedendo nel contempo attivamente il ritorno dei rifugiati; l’espropriazione sistematica delle terre dei palestinesi e il loro trasferimento a proprietari ebrei sotto gli auspici dello Stato; l’occupazione della Cisgiordania, della Striscia di Gaza e delle alture del Golan e la messa in pratica di un regime militare colonizzatore, che governa su milioni di palestinesi; la graduale annessione dei territori occupati nel 1967 con una violenta operazione di ingegneria demografica; l’assedio in corso contro la Striscia di Gaza e i persistenti massacri della popolazione di Gaza da parte dell’aviazione israeliana; la persecuzione politica dei palestinesi in tutta la Palestina e l’incitamento in corso contro la leadership politica e la società in generale. Tutte queste atrocità hanno luogo a causa dell’impunità di cui Israele gode da parte della comunità internazionale e in particolare degli Stati Uniti.

Nelle ultime settimane, il governo israeliano ha aumentato i suoi tentativi di impossessarsi di case palestinesi a Gerusalemme Est (specialmente nel quartiere di Sheikh Jarrah) e ospitarvi coloni ebrei con l’obiettivo di completare l’ebraizzazione della città iniziata nel 1967. Durante il mese di Ramadan le forze israeliane hanno intensificato il loro violento assalto al complesso della moschea di Al Aqsa, dando ai coloni il via libera per vandalizzare e aggredire fisicamente i palestinesi in Cisgiordania, Gerusalemme e in tutti i territori del ’48. Folle di coloni agiscono sotto l’egida della polizia israeliana e in coordinamento con essa. I media israeliani stanno partecipando alla sfrenata istigazione contro i cittadini arabi di Israele. Di conseguenza, le bande di ebrei godono dell’impunità per la loro violenza, mentre centinaia di cittadini palestinesi di Israele vengono arrestati per aver protetto le proprie case e comunità, o semplicemente per essere stati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Di tanto in tanto Israele commette un ulteriore massacro contro la popolazione del ghetto di Gaza, rifiutando iniziative e proposte di cessate il fuoco con le organizzazioni palestinesi nella Striscia di Gaza e continuando con la distruzione di quartieri residenziali nella Striscia di Gaza e con il brutale assedio imposto contro circa due milioni di persone.

Come individui che si trovano dalla parte dell’oppressore e che hanno cercato per anni di spostare l’opinione pubblica in Israele al fine di cambiare dalle fondamenta l’attuale regime, siamo da molto tempo giunti alla conclusione che è impossibile cambiare il regime suprematista ebraico senza un intervento esterno.

Chiediamo alla comunità internazionale di intervenire immediatamente per fermare le attuali aggressioni israeliane, di accogliere le richieste del movimento palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni, di agire per l’attuazione del diritto al ritorno dei palestinesi e per realizzare la giustizia storica, di raggiungere una soluzione giusta e democratica per tutti, basata sulla decolonizzazione della regione e sulla fondazione di uno Stato di tutti i suoi cittadini.

Seguono oltre 1000 firme  (Traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)

Altri appelli e lettere dal mondo ebraico che condannano i soprusi israeliani nei confronti dei palestinesi.

  • 2021, maggio Lettera aperta di 39 giovani ebrei italiani    Siamo un gruppo di giovani ebree ed ebrei italiani. In questo momento drammatico e di escalation della violenza sentiamo il bisogno di prendere la parola e dire #NotInOurNames, unendoci ai nostri compagni e compagne attivisti in Israele e Palestina e al resto delle comunità ebraiche della diaspora che stanno facendo lo stesso. Diciamo #NotInOurNames:  gli sfratti a Sheikh Jarrah e la conseguente repressione della polizia, gli ultimi episodi repressivi sulla Spianata delle Moschee, il governo israeliano che pretende di parlare a nome di tutti gli ebrei  di Israele e della diaspora, i giochi di potere (di Netanyahu, Hamas, Abu Mazen) che non tengono conto delle vite umane, i linciaggi e gli atti violenti che si stanno verificando in molte città israeliane, il bombardamento su Gaza, il lancio di razzi indiscriminato da parte di Hamas, la riduzione del dibattito a tifo da stadio, l’utilizzo strumentale della Shoah sia per criticare che per sostenere Israele, le posizioni unilaterali e acritiche degli organi comunitari ebraici italiani, gli eventi di piazza organizzati dalle comunità ebraiche con il sostegno della classe politica italiana, compresi personaggi di estrema destra e razzisti, la narrazione mediatica degli eventi in Medio Oriente che non tiene conto di una dinamica tra oppressi e oppressori, qualunque iniziativa e discorso che veicoli rappresentazioni islamofobe e antisemite
  • 2021, 28 Luglio Basta fondi Ue agli atenei israeliani complici dell’apartheid  Una lettera di 160 ricercatrici e ricercatori di tutto il mondo chiede, per la prima volta, a Bruxelles di interrompere le collaborazioni con le università israeliane che partecipano attivamente alle politiche israeliane di occupazione e colonialismo in tutta la Palestina storica
  • 2020, 24 dicembre La rabbina Wise: La fabbrica dell’antisemitismo per sostenere l’aparheid di Israele
  • 2020, 29 novembre Lettera di 122 accademici, giornalisti e intellettuali palestinesi e arabi esprime le proprie preoccupazioni sulla definizione dell’IHRA. Altri 276 aderiscono
  • 2019, 12 marzo Lettera aperta di ebrei antisionisti statunitensi. “Siamo ebrei che stanno con la parlamentare Ilhan Omar; come ebrei con una lunga tradizione di giustizia sociale e anti-razzismo, l'AIPAC non ci rappresenta.” 0ltre 1400 firme
  • 2017, 8 agosto Lettera di 234 rabbini americani a seguito del divieto di ingresso in Israele alla Rabbina Wise
  • 2014, 31 Luglio LETTERA APERTA AGLI EBREI ITALIANI da Stefania Sinigaglia, 31 luglio 2014; “...repulsione per la carneficina che Israele sta compiendo a Gaza”
  • 1948, 4 dicembre. Lettera sul New York Times: “Il Partito della Libertà di Menachem Begin nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista.” Tra i firmatari Albert Einstein e Hannah Arendt.