200 squadre palestinesi all'Inter e all'Atlético Madrid: annullate l’"Amichevole" nell’Israele dell’Apartheid

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In una lettera aperta, 207 società sportive palestinesi esortano l'Atlético Madrid e l'Inter a cancellare la loro partita "amichevole" nell’Israele dell'apartheid organizzate per mascherare con lo sport l'ultima aggressione israeliana ai palestinesi e mentre atleti di punta si battono sempre più numerosi per i diritti dei palestinesi.

(Nel frattempo FC Barcellona ha dichiarato che non giocherà a Gerusalemme, ndr)

Noi, sottoscritte società sportive palestinesi, vi scriviamo per esortarvi a cancellare la vostra partita "amichevole" nell’Israele dell'apartheid, prevista per l'8 agosto 2021. Come vostri colleghi e come atleti che condividono la passione per lo sport e il fair play, non vogliamo vedere la vostra passione e il vostro nome abusati da nessuno, specialmente dalla propaganda dell’Israele dell'apartheid nel suo disperato tentativo di mascherare con lo sport le continue violazioni del diritto internazionale e i crimini contro il nostro popolo palestinese.

La partita è organizzata dal miliardario canadese israeliano Sylvan Adams, un autoproclamato ambasciatore di Israele che afferma di "dedicare questo capitolo della [sua] vita alla promozione di Israele". Adams ha unito le sue forze, come ha fatto per molti precedenti eventi di uso dello sport come copertura, con l'israeliano Comtec Group, i cui clienti includono il governo israeliano e le società di insediamenti illegali israeliani.

Nel solo mese di maggio, i soldati israeliani hanno ucciso due promettenti calciatori, il sedicenne Said Odeh del Balata FC nella Cisgiordania occupata e Muath Nabil Al-Zaanin del Beit Hanoun FC a Gaza. Israele ha posto fine alla carriera di dozzine di atleti palestinesi. Israele limita la nostra libertà di movimento, il che significa che non siamo liberi di viaggiare per allenarci o giocare contro i nostri omologhi palestinesi. Significa anche che le nostre possibilità di viaggiare per giocare contro altre squadre regionali o internazionali sono molto limitate.

Il razzismo è dilagante nel calcio israeliano. Ad esempio, il fan club di Beitar Jerusalem, noto come "La Familia", canta regolarmente lo slogan "morte agli arabi". Hanno anche chiesto a un giocatore cristiano della Nigeria di cambiare il suo nome perché suonava "troppo musulmano" e hanno dato fuoco agli uffici del club dopo che aveva ingaggiato due giocatori musulmani dalla Cecenia. Come riporta il New York Times, alcuni fan della squadra Beitar Jerusalem esaltano persino lo slogan "Beitar pura per sempre", che, dice il Times, " ricordato a molti qui l'epurazione degli ebrei dall'atletica da parte della Germania nazista nel 1933 e suscita discussioni in tutto lo stato sul razzismo dentro e fuori il campo." A metà maggio, mentre i teppisti fascisti israeliani di destra organizzavano linciaggi contro i palestinesi, una chat del gruppo La Familia ha invitato a "irrompere nelle case [palestinesi] e pugnalarli! Cominciamo a bussare alle porte una per una".

Questo razzismo non è limitato al calcio, ma istituzionalizzato in Israele, che di recente importanti organizzazioni internazionali e israeliane per i diritti umani hanno descritto come un regime di apartheid. Il regime israeliano dell'apartheid e tutte le sue componenti, compreso il calcio, sono profondamente complici delle violazioni del diritto internazionale. La Israel Football Association (IFA) si rifiuta di escludere le squadre di insediamenti illegali che include nei suoi campionati, mentre continua a difendere queste squadre da qualsiasi sanzione all'interno degli organismi internazionali.

Con l'ultima aggressione di Israele al nostro popolo, specialmente nella Striscia di Gaza assediata e Gerusalemme, abbiamo assistito a ondate di significativa solidarietà da tutto il mondo, specialmente nello sport, con un numero senza precedenti di giocatori attivi che si battono per i diritti dei palestinesi. Inoltre, decine di migliaia di artistimusicisti e accademici hanno firmato lettere a sostegno del diritto dei palestinesi alla libertà e alla giustizia, si sono anche impegnati a non minare la lotta palestinese e a non coprire l'apartheid israeliano.

Nel 2018, quando l'Argentina ha annullato l'amichevole con Israele, il loro attaccante Gonzalo Higuain ha detto di aver fatto la cosa giusta. Oggi vi chiediamo di fare anche voi la cosa giusta. Per favore, annullate questa partita di sports-washing.

Firme (207 club):