LA DICHIARAZIONE DI GERUSALEMME SULL’ANTISEMITISMO (JDA = JERUSALEM DECLARATION ON ANTISEMITISM)

Chi è il gruppo JDA

Nel seguito viene presentato per intero il documento conclusivo del gruppo di lavoro JDA costituitosi nel 2020 su iniziativa del Van Leer Jerusalem Institute (2), gruppo ai cui lavori hanno fatto parte studiosi di antisemitismo,studi ebraici, Olocausto, Israele, Palestina e Medio Oriente.

La Dichiarazione di Gerusalemme sull'Antisemitismo (1)

La Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo è uno strumento per identificare, confrontarsi e sensibilizzare sull'antisemitismo come si manifesta nei paesi di tutto il mondo oggi. Essa include un preambolo , una definizione e 15 linee guida che forniscono una guida dettagliata per coloro che cercano di riconoscere l'antisemitismo al fine di contrastarlo. È stato sviluppato da un gruppo di studiosi nei campi della storia dell'Olocausto, degli studi ebraici e del Medio Oriente per affrontare quella che è diventata una sfida crescente: fornire una guida chiara per identificare e combattere l'antisemitismo ma nello stesso tempo garantendo la libertà di espressione. Ha oltre 200 firmatari.

Preambolo

Noi sottoscritti presentiamo la Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo, prodotto di un'iniziativa che ha avuto origine a Gerusalemme. Di noi fanno parte studiosi internazionali sull'antisemitismo e nei campi correlati, quali studi ebraici, Olocausto, Israele, Palestina e Medio Oriente. Il testo della Dichiarazione ha beneficiato della consulenza di studiosi di diritto e membri della società civile.

Avendo come riferimento la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, la Convenzione del 1969 sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, la Dichiarazione del 2000 del Forum internazionale di Stoccolma sull'Olocausto e la Risoluzione delle Nazioni Unite del 2005 sulla memoria dell'Olocausto, riteniamo che, mentre l'antisemitismo ha alcune caratteristiche distintive, la lotta contro di esso è inseparabile dalla lotta globale contro tutte le forme di discriminazione razziale, etnica, culturale, religiosa e di genere.

Consapevoli della persecuzione degli ebrei nel corso della storia e delle lezioni universali dell'Olocausto, e osservando con allarme il riemergere dell'antisemitismo da parte di gruppi che fomentano odio e violenza nella vita politica, nella società e su Internet, cerchiamo di fornire una definizione utilizzabile, definizione di base dell’antisemitismo la quale sia concisa e storicamente fondata, con l’ausilio di una serie di linee guida.

La Dichiarazione di Gerusalemme sull'antisemitismo costituisce una risposta alla "definizione IHRA", il documento che è stato adottato dall'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) nel 2016. Poiché la definizione IHRA è poco chiara in aspetti chiave e ampiamente aperta a diverse interpretazioni, essa ha causato confusione e ha generato polemiche, indebolendo così la lotta all'antisemitismo. Notando che essa si definisce "una definizione operativa", abbiamo cercato di migliorarla proponendo:

  • a)una definizione che sia più chiara e
  • (b) un insieme coerente di linee guida.

Ci auguriamo che questo sia utile per monitorare e combattere l'antisemitismo, nonché per scopi educativi. Proponiamo la nostra dichiarazione, non legalmente vincolante, come alternativa alla definizione IHRA. Le istituzioni che hanno già adottato la definizione IHRA possono utilizzare il nostro testo come strumento per interpretarla.

La definizione IHRA comprende 11 "esempi" di antisemitismo, 7 dei quali incentrati sullo Stato di Israele. Mentre questo pone un'enfasi indebita su un’area geopolitica specifica, è ampiamente avvertito un bisogno di chiarezza sui limiti di legittimità di quanto si dice e di quanto si fa in termini politici riguardo a Sionismo, Israele e Palestina. Il nostro obiettivo è duplice: (1) rafforzare la lotta contro l'antisemitismo chiarendo cos'è e come esso si manifesta, (2) garantire che sia disponibile lo spazio per un dibattito aperto sull'annosa questione del futuro di Israele / Palestina. Nel nostro gruppo non condividiamo tutti le stesse opinioni politiche e non stiamo cercando di promuovere una prospettiva politica di parte. Quindi il fatto di affermare che una determinata posizione od azione non sia antisemita non significa per questo né approvarla né disapprovarla.

Le linee guida che riguardano Israele-Palestina (numeri da 6 a 15) vanno considerate nel loro insieme. In generale, quando si applicano le linee guida, ognuna dovrebbe essere letta alla luce delle altre e sempre in un'ottica di contesto. Il contesto può includere l'intenzione dietro un'espressione, o un modo di esprimersi legato al momento, o anche l'identità di chi parla, specialmente quando il soggetto è Israele o il sionismo. Quindi, ad esempio, l'ostilità verso Israele potrebbe essere un'espressione di un animus antisemita, ma potrebbe invece essere una reazione a una violazione dei diritti umani, o ancora potrebbe essere l'espressione dello stato d’animo di una persona Palestinese per quello che ha subìto da parte dello Stato. In breve, occorrono giudizio e sensibilità nell'applicazione di queste linee guida alle situazioni concrete.

Definizione

L'antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità o violenza contro gli ebrei in quanto ebrei (o contro istituzioni ebraiche in quanto ebraiche).

Linee guida

A. Aspetti generali

1. È razzista essenzializzare (trattare un aspetto caratteriale come intrinseco) o fare ampie generalizzazioni negative su una certa popolazione. Ciò che è vero per il razzismo in generale è vero per l'antisemitismo in particolare.

2. Ciò che è particolare nell'antisemitismo classico è l'idea che gli ebrei siano legati alle forze del male. Questo è al centro di molte fantasie antiebraiche, come l'idea di una cospirazione ebraica in cui "gli ebrei" possiedono un potere nascosto per un programma politico a spese di altre persone. Questa idea del legame tra ebrei e male continua anche nel presente: nella fantasia che "gli ebrei" controllino i governi con una "mano nascosta", che possiedano le banche, controllino i media, agiscano come "uno stato nello stato" e siano responsabile della diffusione della malattia (come il Covid-19). Tutte queste posizioni possono essere strumentalizzate da cause politiche diverse (e persino antagonistiche).

3. L'antisemitismo può manifestarsi in parole, immagini visive e azioni. Esempi di parole antisemite includono affermazioni secondo cui tutti gli ebrei sono ricchi, intrinsecamente avari o non patriottici. Nelle caricature antisemite, gli ebrei sono spesso raffigurati come grotteschi, con grandi nasi e associati alla ricchezza. Esempi di azioni antisemite sono: aggredire qualcuno perché è ebreo, attaccare una sinagoga, imbrattare svastiche sulle tombe ebraiche o rifiutarsi di assumere o promuovere persone perché sono ebree.

4. L'antisemitismo può essere diretto o indiretto, esplicito o codificato. Ad esempio, "I Rothschild controllano il mondo" è una dichiarazione in codice sul presunto potere degli "ebrei" sulle banche e sulla finanza internazionale. Allo stesso modo, ritrarre Israele come il male supremo o esagerare grossolanamente la sua effettiva influenza può essere un modo mascherato per stigmatizzare gli ebrei e identificarli come razza. In molti casi, il fatto che si tratti di un discorso antisemita mascherato è una questione di contesto e giudizio, tenendo conto di queste linee guida.

5. Negare o minimizzare l'Olocausto affermando che il genocidio nazista degli ebrei non ha avuto luogo, o che non c'erano campi di sterminio o camere a gas, o che il numero delle vittime era una frazione del totale effettivo, è antisemita.

B. Israele e Palestina: esempi che, a prima vista, sono antisemiti

6. Applicare i simboli, le immagini e gli stereotipi negativi dell'antisemitismo classico (vedi linee guida 2 e 3) allo Stato di Israele.

7. Ritenere gli ebrei collettivamente responsabili della condotta di Israele o trattare gli ebrei, semplicemente perché sono ebrei, come agenti di Israele.

8. Richiedere alle persone, perché sono ebree, di condannare pubblicamente Israele o il sionismo (ad esempio, a una riunione politica)

9. Supporre che gli ebrei non israeliani, semplicemente perché sono ebrei, siano necessariamente più fedeli a Israele che ai loro paesi di appartenenza.

10. Negare il diritto degli ebrei nello Stato di Israele di esistere e prosperare, collettivamente e individualmente, come ebrei, in conformità con il principio di uguaglianza.

C. Israele e Palestina: esempi che, a prima vista, non sono antisemiti  ( indipendentemente dal fatto che si approvi o meno l'azione o la posizione politica di cui si tratta)

11. Sostenere la richiesta palestinese di giustizia e la piena concessione dei loro diritti politici, nazionali, civili e umani, come previsto dal diritto internazionale.

12. Criticare o opporsi al sionismo come forma di nazionalismo, o sostenere accordi per una Costituzione per ebrei e palestinesi nell'area tra il fiume Giordano e il Mediterraneo. Non è antisemita sostenere accordi che garantiscano la piena uguaglianza a tutti gli abitanti "tra il fiume e il mare", sia in due stati, uno stato binazionale, uno stato democratico unitario, uno stato federale o in qualsiasi forma.

13. Critiche allo Stato di Israele basate su dati di fatto. Ciò comprende le sue istituzioni e principi fondanti. Comprende anche le sue politiche e pratiche, nazionali e internazionali, quali la condotta di Israele in Cisgiordania e Gaza, il ruolo che Israele gioca nella regione o qualsiasi altro modo in cui, come stato, influenza gli eventi nel mondo. Non è antisemita evidenziare la discriminazione razziale sistematica. In generale, le stesse norme di dibattito che si applicano ad altri stati e ad altri conflitti sull'autodeterminazione nazionale si applicano nel caso di Israele e Palestina. Quindi, anche se controverso, non è antisemita, di per sé, confrontare Israele con altri casi storici, incluso il colonialismo degli insediamenti o l'apartheid.

14. Il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni sono forme comuni e non violente di protesta politica contro gli stati. Nel caso israeliano non sono, di per sé, antisemiti.

15. Il discorso politico non deve essere misurato, proporzionato, moderato o ragionato in modo da ricadere sotto l’ombrello dell'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo o dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e di altri strumenti sui diritti umani. Le critiche che alcuni potrebbero considerare eccessive o controverse, o che esprimano un "doppio standard", non sono, di per sé, antisemite. In generale, la linea tra discorso antisemita e non antisemita è cosa diversa dalla linea tra discorso irragionevole e ragionevole.

Seguono oltre 200 firme di accademici(1)

(1) https://jerusalemdeclaration.org/

(2) L’Istituto Van Leer di Gerusalemme "promuove ricerche interdisciplinari su questioni di pubblico interesse, sulla base dell’impegno a creare nella regione una società giusta, aperta e ben integrata”

 

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese