I palestinesi non hanno bisogno di uno "status di vittime", hanno diritto ad una lotta anticoloniale

Ramona Wadi

27 ottobre 2020

La narrativa israelo-statunitense sulla Palestina va oltre l'etichetta umanitaria che la comunità internazionale ha imposto al popolo palestinese. Mentre l'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele David Friedman aveva preannunziato  che almeno dieci paesi arabi avrebbero normalizzato le relazioni con lo stato colonialista, i palestinesi, ha detto "devono smetterla di aggrapparsi alla narrativa di loro stessi come vittime".

Friedman stava parlando durante un evento online per i membri della Friends of Tel Aviv University. Lo "status di vittima", reso popolare anche dal consigliere senior degli Stati Uniti Jared Kushner nell’introduzione al cosiddetto "accordo del secolo" dell'amministrazione Trump, non è solo un insulto politico alla storia ed alle narrazioni palestinesi. Elimina le rivendicazioni politiche che le Nazioni Unite hanno già indebolito grazie alle inutili risoluzioni ed alla propaganda umanitaria. Inoltre, Friedman non è riuscito a collegare la corruzione dell'Autorità Palestinese con le complicità statunitense, israeliana ed  internazionale. Secondo Friedman, l'accumulo di ricchezza da parte dell'Autorità Palestinese contribuisce alla "narrativa delle vittime". Dopo gli Accordi di Oslo , è stata la decisione della comunità internazionale di sostenere un'entità politica compiacente che avrebbe privato i palestinesi dell'opportunità di far valere i propri diritti politici. Il modo in cui l'Autorità Palestinese sfrutta il popolo palestinese è più profondo della generazione di un presunto status di vittima. L'Autorità Palestinese è un'estensione del colonialismo israeliano, sostenuta da istituzioni ed entità filo-israeliane, insultate da molti palestinesi che sono consapevoli di come le loro vite e la loro terra siano state sfruttate per mantenere il mito della politica dei due stati.

La commedia a cui accenna Friedman è un'Autorità Palestinese presumibilmente anti-israeliana. Gli investimenti nella Cisgiordania occupata sono stati ripetutamente rifiutati, "perché per loro significherebbe normalizzare le relazioni diplomatiche". Tuttavia, Friedman sa che qualsiasi tentativo di resistenza dell'Autorità Palestinese è una farsa. Per un'entità che dipende da donatori per sostenere il proprio potere, l'Autorità Palestinese è semplicemente un burattino in mano al proprio sostegno finanziario, senza il quale perderebbe  tutta l’autorità che ha preso in prestito.

Aggrapparsi alla "narrativa delle vittime", come Friedman sta accusando i palestinesi di fare, significa dipingere falsamente il popolo come se rifiutasse l'autonomia. L'Autorità Palestinese è restrittiva in termini di indipendenza palestinese, come Mahmoud Abbas ha recentemente ribadito riguardo al  suo “impegno per la pace”. Comunque, contrariamente a quanto sta dicendo  Friedman, c'è una complicità contro il popolo palestinese a livello politico, per impedire ai palestinesi di parlare politicamente dei propri diritti.

Se l'Autorità Palestinese  avesse mostrato qualità di leadership, avrebbe sfidato la comunità internazionale. La leadership avrebbe fatto causa contro gli aiuti umanitari e il vittimismo, per riportare il problema della Palestina ad un discorso politico. Invece, l'Autorità Palestinese ha collaborato con i suoi donatori per creare una falsa narrativa palestinese, che dipende da ciò che gli attori esterni ritengono sia la Palestina, mentre la Palestina sta perdendo a causa del colonialismo e del saccheggio israeliano.

Partendo da tali presupposti e senza una solida base politica, è stato facile per Israele e l'Autorità Palestinese perpetuare la narrativa del "vittimismo" in linea con le concessioni offerte dalla comunità internazionale. Comunque, questa non è la vera narrativa palestinese. La vera narrativa palestinese è quella della rivendicazione, dei diritti politici e quella che viene fatta risalire alle stesse persone che gli Stati Uniti stanno cercando di eliminare in termini di visibilità: i rifugiati palestinesi. Non c'è privilegio nel vittimismo, come Friedman vorrebbe far credere al suo pubblico. Ma c'è dignità nella lotta anticolonialista palestinese che il popolo abbraccia, lontano dalle trappole della complicità dell'Autorità Palestinese.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all'autore e non riflettono necessariamente la politica editoriale di Middle East Monitor.

https://www.middleeastmonitor.com/20201027-palestinians-dont-need-a-victim-status-they-have-a-right-to-an-anti-colonial-struggle/

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese