Istituto ARIJ: Israele sta usando le sue leggi razziste per attaccare la stagione delle olive

On: 14 oktober 2020 By: KhamakarPress

L'Istituto di ricerca applicata "ARIJ" (Applied Research Institute )ha detto oggi, martedì, che l'esercito di occupazione israeliano ha emesso nuovi ordini militari che contengono al loro interno leggi razziste israeliane e ordini per  confiscare un numero maggiore di terre palestinesi occupate in Cisgiordania.

Nell'analisi fatta da  ARIJ degli ordini militari  nel mese di settembre: sono stati emessi  101 ordini contro sei governatorati palestinesi nella Cisgiordania occupata, per un'area totale di terre confiscate (che sono state prese di mira negli  ordini militari) di 9.740 dunum . Va notato che il 68,4% delle terre palestinesi che sono state prese di mira dagli ordini militari sono campi coltivati ​​a ulivi, che sono considerati una fonte di sostentamento per decine e persino centinaia di famiglie palestinesi nella Cisgiordania occupata.

L'emissione di questi ordini militari israeliani ha coinciso con la preparazione dell’inizio della stagione della raccolta delle olive da parte dei Palestinesi nella Cisgiordania occupata. In questa fase limitare l'accesso dei proprietari terrieri palestinesi alle loro terre fa perdere loro la stagione delle olive, stagione che attendono tutti gli anni, in primo luogo  per ragioni economiche.

Vale anche la pena notare che 87 degli ordini israeliani emessi (86% del numero totale di ordini) hanno preso di mira i campi di olivi per  un'area totale di 6.658 dunum.

Le terre prese di mira si trovano in prossimità di insediamenti e avamposti. Queste terre assistono ogni anno ad azioni ed attacchi da parte dei coloni israeliani che vivono in quegli insediamenti ai proprietari terrieri palestinesi. L’obiettivo è quello di impedire loro di accedere alle loro terre per raccogliere le olive e per poter sequestrare gli alberi e quindi annetterli al vicino insediamento.

Nella stragrande maggioranza degli ordini emessi, Israele ha fatto affidamento su una serie di leggi razziste per facilitare il processo di confisca delle terre palestinesi, tra cui:

Primo: ed è la stragrande maggioranza degli ordini, "Un ordine su istruzioni relative alla  sicurezza (in Giudea e Samaria) (n. 1651), 5770-2009 Dichiarazione relativa alla Chiusura di un'Area (Divieto di Ingresso e di Soggiorno)", articolo 318 dell'ordine militare di cui sopra.

Secondo: esproprio proclamando le terre per "usi pubblici" dall'Ordine Militare n. 321 del 1969, che autorizza l'autorità militare israeliana a confiscare terre private per usi pubblici (il significato di usi pubblici non è stato determinato) senza fornire un risarcimento alla parte interessata.

L'esercito israeliano ha utilizzato la legge di cui sopra principalmente per costruire una rete stradale per l'esercito all'interno dei territori palestinesi occupati, lo stesso ha fatto per i coloni israeliani, per i quali l'esercito israeliano ha fornito strade alternative lontano dalle comunità residenziali palestinesi nei territori occupati.

Il governatorato di Nablus detiene il primo posto fra i governatorati palestinesi presi di mira dagli ordini militari israeliani in termini di area confiscata, poiché dall'analisi è emerso che 5.050 dunum di terra nel governatorato sono stati colpiti dagli ordini militari israeliani emessi nel governatorato , soprattutto quelli vicini agli insediamenti di Itamar e Alon Moreh ed  agli avamposti di Rehalim, Bracha e Adei, dove le terre sono particolarmente prese di mira. Al secondo  posto c’è il governatorato di Qalqilya, con 1.375 dunum (le terre palestinesi situate vicino agli insediamenti di Kedumim ed Elkana e l'avamposto dell'insediamento di Givat Gilad); Poi il governatorato di Hebron con 1.243 dunum, soprattutto nelle aree vicine agli insediamenti di Kiryat Arba ed al quartiere di Tel Rumeida, dove vivono i coloni più religiosi ed estremisti, e Adura, Telem, Nijuhut, Bani Hever, Beit Ayin e molti altri avamposti nel governatorato; Lo stesso vale per il Governatorato di Ramallah dove ci sono

attacchi di coloni che hanno come  bersaglio  terre e alberi palestinesi.

L'attacco da parte dei coloni israeliani alla Cisgiordania occupata non si realizza solo attraverso ordini militari, ma anche con attacchi dei coloni israeliani contro i cittadini palestinesi, le loro terre e proprietà e questi si sono manifestati chiaramente in tutta la Cisgiordania occupata. In special modo di fronte alla diffusione del Corona virus nei territori palestinesi e dalla preoccupazione dei palestinesi nell'affrontare questa pericolosa epidemia ed alle  limitazioni dovute alla sua diffusione.

E gli attacchi dei coloni sono diventati più pericolosi per i palestinesi di quelli registrati dall'epidemia stessa. In uno studio analitico dell'Applied Research Institute - Gerusalemme (ARIJ) sugli attacchi dei coloni dall'inizio dell'anno 2020 (da gennaio alla fine di settembre), l'ARIJ ha registrato più di 410 attacchi in varie regioni della Cisgiordania occupata, tra cui attacchi a cittadini, proprietà e terre. In particolare, attaccare alberi da frutto, bruciarli, sradicarli, rubarli, danneggiarli con acque reflue e altre violazioni, soprattutto nelle aree vicine agli insediamenti israeliani, con l'obiettivo di sequestrarli e annetterli ai confini del vicino insediamento, privandone così i palestinesi.

Mirare agli alberi palestinesi durante l'anno 2020

Prendere di mira gli alberi da frutto palestinesi, in particolare gli ulivi, e la distruzione delle colture agricole sono state tra le più gravi violazioni israeliane a cui il Territorio palestinese occupato ha dovuto assistere  durante l'anno 2020, sia da parte delle forze di occupazione israeliane che delle mandrie di coloni israeliani che vivono in Israele in insediamenti vicini a villaggi palestinesi e terreni agricoli.

In una statistica preparata dall'Applied Research Institute - Gerusalemme (ARIJ) e dal Land Research Center durante il periodo tra gennaio 2020 e la fine di settembre 2020, quasi 9.000 alberi da frutto sono stati sradicati, demoliti, confiscati e bruciati nella Cisgiordania occupata, 80% sono ulivi. I governatorati di Salfit, Nablus, Hebron, Bethlehem e Tulkarm sono stati i più colpiti da questi attacchi.

Questa violazione ha avuto un impatto significativo e chiaro sul settore agricolo, soprattutto perché la maggior parte degli alberi sradicati sono ulivi, che costituiscono una fonte di reddito fondamentale per molte famiglie palestinesi.

Gli attacchi e le restrizioni delle forze di occupazione israeliane dalla costruzione del Muro di segregazione, dall'erigere barriere, dal negare l'accesso alle terre, dalla confisca di attrezzature agricole e dagli attacchi ai palestinesi, hanno gravemente compromesso la capacità di molti agricoltori palestinesi di sostenere le proprie famiglie e messo in pericolo la sopravvivenza di molte comunità palestinesi . Tuttavia, gli attacchi dei coloni israeliani contro gli agricoltori palestinesi sono stati i più pericolosi e gli attacchi dei coloni alla raccolta delle olive palestinesi sono diventati un rituale annuale durante la stagione delle olive.

Negli ultimi anni, i coloni israeliani hanno intensificato i loro attacchi contro i palestinesi, hanno sequestrato terre ed uliveti e hanno attaccato i contadini palestinesi che stavano cercando di raccogliere le olive, il tutto davanti all'esercito di occupazione israeliano, che in tali situazioni non muove un dito, ma si compiace anche  di espellere i palestinesi dalle loro terre e terrorizzali.

I soldati dell'occupazione israeliana spesso consentono ai coloni israeliani di occupare e controllare le terre palestinesi, compresi gli uliveti, che costituiscono una fonte di reddito fondamentale per molte famiglie palestinesi. I coloni israeliani spesso agiscono grazie alla politica di "impunità" quando attaccano i contadini palestinesi. Molti crimini di aggressione, percosse e omicidio rimangono impuniti da parte delle competenti autorità israeliane.

Questi sistematici attacchi israeliani non prendono di mira solo il popolo palestinese, ma anche le radici della presenza palestinese nelle  terre che generazioni di palestinesi hanno coltivato. Ad esempio, i coloni di solito rubano le olive dai frutteti palestinesi prima che i loro proprietari le possano raccogliere dagli alberi. Il furto di olive viene raramente fermato dalle forze di occupazione israeliane, che spesso intervengono nell'interesse dei coloni israeliani. Oltre a questi attacchi, ci sono stati anche esempi diffusi e sistematici di  distruzione degli uliveti palestinesi.

Negli ultimi vent'anni, le forze di occupazione israeliane e le mandrie di coloni hanno sradicato e distrutto più di mezzo milione di alberi da frutto, la stragrande maggioranza dei quali ulivi, in tutta la Cisgiordania, esclusi quelli che furono sradicati e distrutti nella Striscia di Gaza assediata . Va notato che gli uliveti sono stati distrutti nei siti strategici nella Cisgiordania occupata al fine di facilitare l'insediamento israeliano nelle  terre palestinesi, espandere gli insediamenti israeliani esistenti, costruire tangenziali, costruire il muro dell'apartheid e stabilire avamposti.

(Source / 14.10.2020)

https://khamakarpress.com/2020/10/14/arij-institute-israel-is-using-its-racist-laws-to-attack-the-olive-season/  

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese