L'Autorità Palestinese favorisce una forma di normalizzazione rispetto ad un'altra

Ramona Wadi

6 ottobre 2020 alle 13:20

Nonostante tutta la retorica con cui l'Autorità palestinese cerca di assimilarsi alla resilienza del popolo palestinese, non c'è motivo di pensare che la leadership palestinese stia tentando una strategia politica diversa. Al contrario, nemmeno il compromesso richiesto all'AP dalla comunità internazionale è servito alla leadership.

Nella pausa prima che Israele decida come e quando procedere con l'annessione, l'Autorità Palestinese sta promuovendo un'altra “conferenza di pace internazionale” che dovrebbe tenersi il prossimo anno e che non avrà la minima influenza sugli accordi di normalizzazione che i paesi arabi stanno cercando con Israele.

Dopotutto, la comunità internazionale ha normalizzato Israele nel 1949. Il mondo arabo sta semplicemente seguendo le stesse orme corrotte.

Tuttavia questa semplice osservazione non intaccherà l'entusiasmo dell'AP per il persistente indebolimento dei palestinesi. La comunità internazionale non si opporrà a una conferenza di pace internazionale fintanto che Abbas sta facendo il lavoro per la diplomazia dei due stati, e non per la Palestina.

I palestinesi, hanno bisogno di risoluzioni aggiuntive, inutili e non vincolanti presentate all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, votate e archiviate come riferimento ma che non producono risultati sul campo?

La pianificazione dell'Autorità Palestinese fino ad ora non va al di là di iniziative collaudate che raccolgono solo fallimenti. L'osservatore permanente delle Nazioni Unite palestinese presso l'ONU Riyad Mansour ha lodato la Germania, la Russia e la Cina per la loro disposizione a partecipare alla conferenza.

Tuttavia, la Germania, ad esempio, era tra i paesi europei che salutavano la normalizzazione delle relazioni dei paesi arabi con Israele come "un altro passo importante verso la pace nella regione". Mentre la Russia vede meno valore nella normalizzazione senza risolvere "la questione palestinese" nel contest della risoluzione a due stati.

Con gli sforzi di Abbas nel preservare la diplomazia internazionale, la comunità internazionale non è sotto pressione per modificare la sua politica. La scorsa settimana, Abbas ha descritto la normalizzazione delle relazioni con Israele da parte degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrain come una violazione di una "soluzione giusta e duratura ai sensi del diritto internazionale".

Una soluzione veramente giusta richiederebbe l'annullamento di ciò che la comunità internazionale ha permesso a Israele di ottenere. Non si tratta dei confini del 1967; quella narrativa ha lo scopo di promuovere la narrativa sulla sicurezza di Israele, non uno stato palestinese indipendente. La Palestina è assente nell'arena internazionale, tranne quando la comunità internazionale ritiene importante menzionarla per sostenere la storia prevalente e distorta di Israele, sicurezza e pace.

In che modo la comunità internazionale sosterrà la Palestina quando pratica la stessa indifferenza mostrata dagli Emirati Arabi Uniti nei confronti dei palestinesi? Gli accordi di normalizzazione, secondo i funzionari degli Emirati Arabi Uniti, non saranno influenzati se Israele intensificherà la sua aggressione a Gaza. Tali dichiarazioni differiscono poco dall'attenzione della comunità internazionale per dare priorità alla difesa di Israele ed entrambe sono radicate nella normalizzazione della violenza coloniale israeliana.

Un'altra conferenza di pace sarà solo uno spettacolo in cui l'AP si disonorerà apertamente per aver favorito una forma di normalizzazione rispetto ad un'altra. La cosiddetta "soluzione giusta" che Abbas sostiene si basa sulla perdita territoriale palestinese, normalizzata attraverso il consenso internazionale.

Pubblicizzare i passi per rafforzare ulteriormente questa dinamica non è una strategia politica; è l'azione di una leadership che non ha nulla da dare, non solo a causa dei vincoli dell'AP come entità finanziata a livello internazionale, ma anche perché non c'è il minimo brandello di introspezione riguardo al ruolo che ha svolto nel garantire che i palestinesi venissero definitivamente distrutti dalla perdita.

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all'autore e non riflettono necessariamente la politica editoriale di Middle East Monitor.

https://www.middleeastmonitor.com/20201006-the-pa-favours-one-form-of-normalisation-over-another/

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese