Il pestaggio israeliano di un anziano manifestante davanti a giornalisti provoca proteste a livello internazionale

dalla redazione di Mondoweiss

Mondoweiss, 03.09.2020

Un’altra atrocità israeliana nella Cisgiordania occupata sta provocando l’indignazione internazionale: il pestaggio di un manifestante disarmato di 65 anni che stava cercando di impedire ad Israele di costruire una zona industriale sulle terre di un villaggio palestinese. Martedì Khairy Hanoun è stato gettato a terra da un soldato israeliano e bloccato con un ginocchio protetto da una corazza sul collo, ripreso in un video e in immagini ampiamente circolati sulle reti sociali.

Ciò che stupisce è il fatto che i soldati lo abbiano fatto attorniati dalle telecamere della stampa ufficiale, evidentemente convinti della loro totale impunità. Le autorità israeliane hanno giustificato l’aggressione come risposta a disordini, ma hanno anche detto che se ne stanno occupando.

Al Jazeera ha paragonato l’episodio al soffocamento di George Floyd [afroamericano ucciso per soffocamento a maggio da un poliziotto con un ginocchio sul collo, ndtr.].

Hannoun ha detto che si trovava con decine di manifestanti nel villaggio di Shufa, nei pressi della città cisgiordana occupata di Tulkarem, che stavano protestando contro i progetti israeliani di confiscare circa 800 dunum (80 ettari) di terre per costruire una zona industriale.

Il video mostra Hannoun spingere un soldato israeliano dopo che questi aveva strappato una bandiera palestinese ad un altro manifestante, scatenando una colluttazione.

I soldati israeliani mi hanno colpito duramente e uno di loro ha premuto il ginocchio contro il mio collo per qualche minuto,” ha detto all’Associated Press. “Sono rimasto immobile per evitare una maggiore pressione sul mio collo, ma della gente mi ha tirato fuori.”

La BBC ha citato le autorità israeliane che hanno detto che i manifestanti hanno iniziato “violenti disordini” e i soldati non hanno fatto niente fuori dall’ordinario, ma il video è “parziale” e “tendenzioso”.

Alcuni anziani stavano dimostrando, convinti che i soldati non ci avrebbero attaccati, ma ci siamo sbagliati. Ci hanno aggrediti come teppisti,” avrebbe detto Hanoun secondo il giornale israeliano Haaretz. “Ho 60 anni, cosa posso fare a un soldato armato? Ma per l’ufficiale che era presente sono una minaccia, e dopo qualche minuto ha iniziato ad aggredirmi brutalmente.”

La natura iconica della protesta di Hanoun è stata rapidamente immortalata da un mezzo di comunicazione.

Halaby di IMEMC [International Middle East Media Center, rete informativa indipendente palestinese, ndtr.] ha twittato:

Nel volto di quell’uomo ho visto quello di mio nonno e mi ha fatto ribollire il sangue di rabbia!”

L’articolo di IMEMC sottolinea che questa è un’ulteriore appropriazione illegale di terra.

Martedì forze israeliane hanno attaccato palestinesi che protestavano contro il progetto israeliano di espropriare terra palestinese occupata nei pressi della città di Tulkarem, nella parte settentrionale della Cisgiordania.

(Un) corrispondente dell’agenzia di notizie palestinese WAFA [agenzia di stampa ufficiale dell’ANP, ndtr.] …ha affermato che le truppe israeliane hanno sparato lacrimogeni contro i dimostranti e aggredito fisicamente un anziano.

La manifestazione era organizzata per esprimere il rifiuto collettivo contro i piani israeliani di costruire un insediamento industriale illegale su terre palestinesi.”

Una sommossa violenta? Questa è una protesta con l’appoggio generalizzato di tutta la comunità palestinese: il governatore di Tulkarem, Issam Abu Bakr, ha partecipato alla protesta, affermando che il popolo continuerà a manifestare finché il progetto dell’insediamento verrà bloccato, aggiungendo che esso minaccia di tagliare fuori Tulkarem dal vicino governatorato di Qalqilia.

Questo ovviamente è il contesto qui, la confisca da parte di Israele di quanta più terra può avere con meno palestinesi possibile. E gli Stati Uniti non diranno assolutamente niente, in quanto i nostri politici acclamano la democrazia israeliana.

traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi per Zeitun.info

http://zeitun.info/2020/09/05/6552/