Le proteste anti-Netanyahu potrebbero evolvere in un più ampio movimento?

The National - 2 agosto 2020

di Jonathan Cook

E' da vedere se le proteste riusciranno a superare il settarismo politico e richiedere un significativo cambiamento.

Israele è in preda a rabbiose proteste di strada che, osservatori locali avvertono, potrebbero scoppiare in un conflitto civile aperto- il primo ministro Benjamin Netanyahu sembra essere incoraggiante rispetto agli sviluppi.

Per settimane, Gerusalemme e Tel Aviv sono state teatro di grandi e rumorose manifestazioni al di fuori delle residenze ufficiali di Netanyahu e del suo ministro della pubblica sicurezza, Amir Ohana.

Sabato sera circa 13.000 hanno marciato per Gerusalemme urlando "Chiunque tranne Bibi", il soprannome di Netanyahu. Alle loro grida  hanno fatto eco altre decine di migliaia di persone in   località di  tutto il paese.

La partecipazione è in costante crescita, nonostante gli attacchi ai manifestanti sia della polizia che dei  fedeli  di Netanyahu. Sono state anche segnalate le prime proteste all'estero di espatriati israeliani.

Manifestazione di protesta contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sabato all'esterno della sua residenza a Gerusalemme AP Photo

Le proteste, sfidando le regole di distanziamento  fisico, non hanno precedenti per gli standard israeliani. E' stato colmato il divario politico che si era aperto tra un piccolo collegio elettorale di attivisti anti-occupazione – dispregiativamente  chiamati "di sinistra" in Israele - e il pubblico ebraico israeliano molto più grande che si identifica politicamente al centro e a destra.

Per la prima volta, una parte dei sostenitori naturali di Netanyahu è fuori per le strade contro di lui.

Contrariamente alle precedenti proteste, come il grande movimento per la giustizia sociale che occupò le strade nel 2011 per opporsi all'aumento dei costi della vita, queste manifestazioni non hanno del tutto evitato le questioni politiche.

In questa fase, il bersaglio della rabbia e della frustrazione è decisamente personale ed è incentrato sulla figura di Netanyahu, che è attualmente il primo ministro israeliano in carica da più tempo.

I manifestanti lo hanno ribattezzato "ministro del crimine" di Israele.

Ma ad alimentare le proteste è anche uno stato d'animo di disincanto che cresce man mano che crescono i dubbi sulla competenza dello stato ad affrontare le molteplici crisi che si stanno verificando in Israele.

Il virus è stato la causa per molti di miseria sociale ed economica indicibili, con un quinto della forza lavoro senza lavoro.

I più colpiti duramente sono i sostenitori di Netanyahu delle classi medie più basse.

Ora Israele sta subendo una seconda ondata con  un tasso pro capite di infezione che supera anche quello degli Stati Uniti. L'ombra di un nuovo blocco unito alla cattiva gestione del virus da parte del governo ha minato la pretesa di Netanyahu di essere "Mr Security".

manifestanti hanno soprannominato Benjamin Netanyahu 'crime minister' EPA

Ci sono anche preoccupazioni riguardo alla brutalità della polizia - fortemente evidenziata dall'uccisione a maggio di un ragazzo palestinese autistico, Eyad Hallaq, a Gerusalemme.

Le repressioni della polizia contro le proteste, utilizzando squadre antisommossa, agenti sotto copertura, polizia a cavallo e cannoni ad acqua, hanno sottolineato non solo il crescente autoritarismo di Netanyahu ma c'è anche la sensazione che la polizia possa essere pronta a usare la violenza sul dissenso israeliano. Violenza che una volta era riservato ai palestinesi.

Dopo aver manipolato il suo rivale di destra, l'ex generale militare Benny Gantz, per unirsi a lui in un governo di unità in aprile, Netanyahu ha effettivamente schiacciato qualsiasi significativa opposizione politica.

L'accordo ha mandato in frantumi il partito bianco e blu di Gantz, con molti dei suoi rappresentatnti  che si sono rifiutati di entrare nel governo, e ha ampiamente screditato l'ex generale.

Secondo quanto riferito, Netanyahu si sta preparando per le elezioni invernali – le quarte in due anni - sia per incassare dato lo scompiglio dei suoi avversari sia per evitare di onorare un accordo di rotazione in cui Gantz dovrebbe sostituirlo alla fine del prossimo anno.

Secondo i media israeliani, Netanyahu potrebbe trovare un pretesto per forzare nuove elezioni ritardando ulteriormente l'approvazione del bilancio nazionale, nonostante Israele abbia affrontato la peggiore crisi finanziaria degli ultimi decenni.

E, naturalmente, oscurare tutto ciò è il nocciolo  delle accuse di corruzione contro Netanyahu.

Non solo è il primo ministro in carica  in Israele a essere processato, ma sta sfruttando il proprio ruolo e la pandemia a proprio  vantaggio, incluso il ritardare le udienze.

Gli israeliani protestano contro la risposta del governo alle ricadute finanziarie della crisi del coronavirus (COVID-19) in piazza Rabin a Tel Aviv, Israele. REUTERS

In un momento di profonda crisi e incertezza, molti israeliani si chiedono quali politiche vengano perseguite per il bene nazionale e quali per il beneficio personale di Netanyahu.

L'attenzione portata dal governo per mesi  sull'annessione di aree del territorio palestinese in Cisgiordania è sembrata fatta apposta per compiacere il suo collegio elettorale dei coloni, creando una pericolosa distrazione dall'affrontare la pandemia.

Allo stesso modo, un sussidio una tantum dato questa settimana ad ogni israeliano – nonostante le strenue obiezioni dei funzionari delle finanze - sembra essere una bustarella elettorale. Di conseguenza, i consensi nei confronti di  Netanyahu sembrano essere in rapido declino. Un recente sondaggio mostra che la fiducia in lui è diminuita della metà - dal 57% in  marzo e aprile, quando è iniziata la pandemia di Covid-19, al 29% di oggi.

Molti israeliani vedono sempre più Netanyahu meno come una figura paterna e più come un parassita che sta prosciugando le risorse dal corpo politico.

A catturare l'atmosfera popolare è una nuova opera d'arte chiamata "Ultima Cena" che è stata installata di nascosto nel centro di Tel Aviv. Mostra Netanyahu da solo, che si abbuffa ad un vasto banchetto infilando la mano in un'enorme torta decorata con la bandiera israeliana.

manichino raffigurante Benjamin Netanyahu, siede su un tavolo che simula l '"Ultima Cena" durante una performance di protesta dell'artista israeliano Itay Zalait a Tel Aviv la scorsa settimana. AFP

Con un'altra mossa, progettata per evidenziare la politica corrotta di Netanyahu, gli israeliani più ricchi si sono organizzati pubblicamente per donare il sussidio statale di questa settimana a coloro che ne hanno bisogno.

Il ripetuto incitamento di Netanyahu contro i manifestanti - denigrandoli come "di sinistra" e "anarchici", e suggerendo che stiano diffondendo malattie - sembra gli si stia ritorcendo contro. E' riuscito solo a radunare più gente per strada.

Ma l'incitamento e le affermazioni di Netanyahu sul fatto che lui sarebbe la vera vittima - e che nell'attuale clima potrebbe essere assassinato - sono stati interpretati come un appello alle armi da alcuni di destra. La scorsa settimana cinque manifestanti sono rimasti feriti: i suoi fedeli  hanno usato su di loro mazze e bottiglie rotte, con la polizia che sembrava chiudere un occhio. Ulteriori attacchi sono stati segnalati nel fine settimana. Gli organizzatori della protesta hanno dichiarato di aver iniziato ad organizzare un servizio d’ordine per proteggere i manifestanti.

Ohana, il ministro della pubblica sicurezza, ha chiesto il divieto di proteste e ha sollecitato la mano pesante da parte della polizia. Ha ritardato la nomina di un nuovo capo della polizia, una mossa vista come incentivo per i comandanti locali a reprimere le proteste ed ottenere così la nomina . Un gran numero di manifestanti è stato arrestato con la forza, con notizie secondo cui la polizia li avrebbe interrogati facendo domande sulle  loro opinioni politiche.

Gli osservatori si sono chiesti se le proteste possano superare il settarismo  politico di partito e svilupparsi in un movimento di base che richieda un vero cambiamento. Ciò potrebbe allargare il loro appello a gruppi ancora più svantaggiati, non ultimo il quinto dei cittadini israeliani che appartengono alla sua minoranza palestinese.

Ma richiederebbe anche che più manifestanti iniziassero a stabilire una diretta connessione fra gli abusi personali di Netanyahu e la più ampia e generalizzata  corruzione della politica israeliana, con l'occupazione come punto centrale.

Ciò potrebbe ancora rivelarsi un compito arduo, dal momento che Israele non deve affrontare pressioni esterne significative per il cambiamento, né da parte degli Stati Uniti né dall'Europa.

Jonathan Cook è un giornalista freelance a Nazareth

https://www.thenational.ae/opinion/comment/can-the-anti-netanyahu-protests-grow-into-a-larger-movement-1.1057854

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese