La più prestigiosa rivista medica e senatori USA per Gaza

La violenza strutturale nell’era di una nuova pandemia: il caso Gaza

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30730-3/fulltext(1)

 27 Marzo, 2020     Nel mentre che il mondo è afflitto dal COVID 19 non deve stupire che le epidemie risultino violente in modo sproporzionato nei confronti di popolazioni soggette a povertà, occupazione militare, discriminazione ed oppressione istituzionalizzata. La violenza strutturale radicata in ingiustizie storiche, politiche e sociali determina problemi sanitari e crea una vulnerabilità che impedisce la prevenzione, il riconoscimento e la risposta all’espandersi di malattie contagiose.

Nella striscia di Gaza la convergenza di questi fattori in un momento di pandemia ha un potenziale devastante in uno dei posti al mondo dove la popolazione è maggiormente vulnerabile. La frammentazione coloniale della popolazione Palestinese e del relativo sistema sanitario, combinati con la politica economica liberista realizzata negli ultimi decenni hanno creato una profonda dipendenza dagli aiuti esterni, mettendo la salute alla mercè di politiche dei donatori internazionali sempre più restrittive. 

A partire dal 2007 Israele ha imposto un deterioramento di territorio, acqua, aria e mare a Gaza, con 2 milioni di abitanti di cui 1,4 sono profughi, obbligandoli ad un estremo affollamento in una delle zone più densamente popolate al mondo. Come risultato, Gaza affronta livelli di povertà, disoccupazione, denutrizione e mancanza di acqua pulita nel mentre che il blocco impedisce i rifornimenti medici, ostacola i trasferimenti dei malati e del personale medico e rende difficile l’assistenza sanitaria.

Misure di carattere preventivo sono estremamente difficili in queste condizioni. Nel momento in cui i detenuti in Iran ed altrove vengono temporaneamente rilasciati per proteggerli dall’infezione, per i palestinesi che vivono in quella che è stata definita la più grande prigione a cielo aperto, non vi è alcun luogo ove andare, a meno che venga riconosciuto loro il diritto, legale e morale, al ritorno.

Sulla base dei nostri valori morali ed i nostri obblighi professionali, la comunità internazionale deve agire ora per far cessare questa violenza strutturale affrontando quelle forze storiche e politiche che hanno costretto i palestinesi ad una realtà fatta di violenza.  Il COVID19 che sta ulteriormente gravando su Gaza non deve venire visto come un problema medico che affligge il pianeta in modo paritario, ma come una ingiustizia evitabile che trova le sue radici in decenni di oppressione e di complicità internazionali.

(1)The Lancet è un settimanale medico tra i più antichi, prestigiosi e conosciuti nel mondo.

 

Appello di 8 senatori USA per l’aiuto a Gaza

https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/senators-call-us-coronavirus-aid-gaza

Ali Abunimah , 30 Marzo 2020

Il senatore USA Bernie Sanders ha evidenziato domenica 29/3 il catastrofico rischio che il Covid costituisce per Gaza.“I palestinesi di Gaza sono già soggetti a condizioni durissime dovute al blocco. Ora gli si aggiunge il coronavirus“ ha twittato il candidato democratico alle presidenziali. 

Nel suo tweet citava l’associazione israeliana Gisha(2), che si occupa in particolare di Gaza,la quale ribadiva la responsabilità di Israele per la salute dei due milioni di palestinesi bloccati a Gaza. Sanders è uno degli 8 senatori che hanno firmato la lettera al segretario di Stato Pompeo. La iniziativa risulta da una proposta iniziale da parte di Elisabeth Warren del Massachussets e Chris Van Hollen del Maryland.

La lettera evidenzia che il budget USA 2020 prevede $75 milioni di assistenza umanitaria ai palestinesi, ma Trump “ non ha riconsiderato la sua politica di cessazione dei assistenza ai palestinesi“ così come la decisione di tagliare i fondi all’UNRWA, agenzia che fornisce servizi base di assistenza ed educazione a milioni di profughi palestinesi. Gli 8 parlamentari chiedono che Pompeo esponga cosa l’amministrazione intenda fare per “aiutare i palestinesi ad accedere ad adeguato personale medico ed a mezzi di cura per combattere la crisi sanitaria coronavirus”

(1)Gisha è una organizzazione israeliana per i diritti umani fondata nel 2005 con l’obiettivo di tutelare il diritto di movimento dei palestinesi, in specie di quelli residenti a Gaza

 Elisabeth Warren e Bernie Sanders

Cris Van Hollen