«Blu Bianco insignificante, Laburisti ambigui. Ora Bibi cammina sul velluto»

Israele/Elezioni. Parla l'analista Michel Warshawsky: «Il successo del vincente è figlio della debolezza del perdente». L'opposizione dopo la sconfitta rischia di sfaldarsi

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Michele Giorgio Il Manifesto

Gerusalemme 4.3.2020

Sulle ragioni e le conseguenze del trionfo elettorale di Benyamin Netanyahu, la sconfitta netta subita dal parito di opposizione Blu Bianco e il successo senza precedenti della Lista araba unita, abbiamo rivolto qualche domanda all’analista e giornalista israeliano Michel Warshawsky, autore del saggio “Israele-Palestina. La sfida binazionale”.

Come spiega una vittoria tanto netta. Appena qualche mese fa, dopo l’incriminazione per corruzione, Netanyahu appariva alle corde.

Ci sono più motivi dietro questo successo. Il primo è che la maggioranza degli israeliani è di destra e nazionalista. Questi israeliani non considerano negativamente l’aggressività e neppure la brutalità di Netanyahu. Al contrario ne sono orgogliosi. Ha un peso notevole nel loro giudizio la linea di Netanyahu che esclude qualsiasi accordo con i palestinesi, se non alle condizioni della destra israeliana. Un’altra ragione del successo di Netanyahu è che nelle elezioni la forza del vincente è figlia della debolezza del perdente. La campagna elettorale del partito dei generali (Blu Bianco, guidato da ex alti ufficiali delle forze armate, ndr) è stata insignificante. I generali sono apparsi come degli agnelli al cospetto del lupo. Non sono stati in grado di presentare il loro avversario come un pericolo e hanno cercato di imitarlo, senza successo. Gli elettori preferiscono sempre l’originale.

Anche l’alleanza di centrosinistra con Laburisti, Gesher e Meretz, esce dal voto con le ossa rotte.

A malapena quei partiti sono riusciti a sopravvivere. Il messaggio politico ambiguo che hanno inviato e l’assenza di un programma davvero condiviso dai tre partiti, ha causato una emorragia di consensi verso il centro, parlo di chi ha scelto il voto utile per Blu Bianco, e una emorragia verso sinistra a favore della Lista araba unita che oggi rappresenta l’unica vera opposizione in Israele.

La Lista araba continuerà ad attirare voti anche di israeliani ebrei come è accaduto lunedì?

Non ne sono certo. Altri israeliani ebrei che credono nella costruzione di un Israele diverso e Stato di tutti i suoi cittadini, si avvicineranno alla Lista araba. Ma parlo di poche migliaia. Ci vorrà tempo prima che la maggioranza degli israeliani (ebrei) accetti di sostenere un partito guidato da un arabo. Il principio dell’egemonia ebraica nella vita di Israele è sempre molto vivo. Riconosco però che (il leader della Lista araba) Ayman Odeh ha mostrato doti politiche importanti. Ha saputo parlare agli israeliani progressisti, ma non radicali, riuscendo a conquistare la loro fiducia. Non ricordo alcun leader palestinese in Israele che abbia goduto di tanta stima nella sinistra moderata e sionista come Ayman Odeh.

Netanyahu ha vinto ma non ha una maggioranza per formare un governo. Cosa farà?

Se fossi Netanyahu non mi preoccuperei più di tanto. La sconfitta che ha inflitto ai suoi avversari forse sfalderà l’opposizione. Alcuni deputati eletti con Blu Bianco, secondo voci insistenti, sarebbero pronti ad abbandonare il partito e ad andare nel Likud. In realtà per loro sarebbe un ritorno perché Blu Bianco è formato da tanti ex membri del Likud. E comunque per la maggioranza c’è anche Avigdor Lieberman che (ieri) ha fatto dichiarazioni che lasciano intravedere un suo rientro nel blocco delle destre. Insomma, Netanyahu cammina sul velluto.