Issawiya - il quartiere di Gerusalemme est in prima linea contro l'occupazione

Miriam Deprez on December 23, 2019

Sono stati sei mesi di disordini a Issawiya. L'eccessiva brutalità della polizia e le indiscriminate ed  ingiustificate  incursioni giornaliere  da parte delle forze armate  israeliane hanno lasciato sfiniti i residenti del distretto di Gerusalemme est - e non se ne vede la fine.

"Quello che sta succedendo sono incursioni della polizia molto violente, da parte di poliziotti molto violenti che non hanno nessun principio morale", Ahmad Adam Masri, un abitante  di Issawiya, ha così descritto l’operazione che i residenti dicono essere  la più brutale e lunga a memoria d’uomo. "Quello che succede nei vicoli di Issawiya è l'oppressione, la sofferenza, l'ingiustizia e la tolleriamo da sei mesi".

Da giugno, dozzine di soldati pesantemente armati provenienti dalle unità di polizia di frontiera e antisommossa sono entrati in Issawiya quasi ogni sera, facendo posti di blocco intorno al distretto con il pretesto della sicurezza.

Secondo il portavoce di B’Tselem Amit Gilutz, le molestie variano in  intensità. Le forze israeliane hanno "arrestato centinaia di residenti, inclusi minori, emesso multe  per false infrazioni, eseguiti  ordini di demolizione di case e atti di violenza", ha dichiarato Gilutz a Mondoweiss in una nota.

I palestinesi lanciano pietre durante gli scontri con la polizia israeliana nel quartiere di Issawiya a Gerusalemme il 28 giugno 2019, un giorno dopo che un palestinese è stato colpito e ucciso dalla polizia durante una protesta nello stesso quartiere. (Hazem Bader / AFP)

I 18.000 residenti devono stringere i denti e sopportare le molestie o subire ripercussioni. Al culmine degli scontri tra giugno e agosto, sono stati  fatti quasi 350 arresti, con il risultato di appena cinque incriminazioni.

La gente del posto dice  che il numero di arresti è di quasi 600, con arresti di bambini che ad Issawiya sono  il 41% di tutte le detenzioni di minori registrate a Gerusalemme est prima di settembre di quest'anno.

Sono stati registrati 137 feriti, rispetto a quattro soldati israeliani.

Il 27 giugno si sono verificati scontri quando il 21enne palestinese Mohammad ‘Abeid è stato ucciso, a distanza ravvicinata, a colpi di arma da fuoco nel petto dopo che aveva lanciato fuochi d'artificio contro agenti di polizia.

Le Nazioni Unite hanno concluso che ‘Abeid non rappresentava  una minaccia di morte o di lesioni gravi alle forze armate israeliane e solleva "preoccupazioni per l'uso eccessivo della forza in violazione del diritto alla vita ".

Questa violenta campagna non si svolge nel vuoto, ha spiegato Gilutz, affermando che l'obiettivo finale è rendere la vita insopportabile per i palestinesi a Issawiya. "È una parte inseparabile della politica israeliana in tutta Gerusalemme Est, che tratta i residenti palestinesi della città come ospiti indesiderati nelle loro case e cerca di ottenere  una maggioranza demografica per gli ebrei".

L'insediamento israeliano di French Hill a Gerusalemme est il 9 settembre 2013, quando i bulldozer israeliani hanno iniziato a costruire una zona di divisione tra Issawiya e l'insediamento. (Foto: Saeed Qaq / Immagini APA)

Situata a pochi chilometri a nord-est della città vecchia di Gerusalemme, Issawiya si trova tra l’insediamento israeliano di French Hill e gli insediamenti di Tsameret HaBira, il campus della Hebrew University e l'autostrada n.1, una strada che collega i coloni della Cisgiordania occupata a Gerusalemme e Tel Aviv. Per questo motivo, i confini storici di Issawiya si sono ridotti drasticamente dai 12.500 dunam  del 1967 ai soli 2.000 oggi.

Israele entrò in  Gerusalemme Est nel 1967, una mossa considerata dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale illegale ai sensi del diritto internazionale. La città rimane un punto cruciale del conflitto Israele-Palestina, con entrambe le parti che la rivendicano come  loro futura capitale.

Masri ha sentito in prima persona il peso delle politiche discriminatorie di Israele nei confronti di Gerusalemme est, spiegando come la polizia lo abbia "attaccato violentemente" dopo che  ha rifiutato di chiudere il suo negozio di telefonia." Questo è il motivo per cui una settimana dopo sono tornati per punirmi  ... sono violenti per il gusto di esserlo ".

"Questi sono scontri brutali e violenti  e le guardie di frontiera non possono accettare il fatto che un residente di Issawiya stia chiedendo dignità,  mantenendo la propria posizione e rivendicando il diritto di mantenere la propria proprietà".

"Quello che stanno cercando di fare è mettere “a letto(stesi)” gli abitanti di Issawiya e, quando dico" a letto " (stesi) , penso che tu sappia cosa intendo", ha detto Masri. "Mi scuso per essere volgare e sottintendere che ci violenteranno, ma ci hanno insegnato ad essere volgari , ci hanno insegnato la brutalità".

Sono venute fuori riprese fatte in ottobre ad agenti di polizia di frontiera di stanza a Issawiya che parlano tra loro, dicendo che l'operazione è stata fatta usata per provocare  "per niente" il distretto. È stato registrato un funzionario che ha affermato che "la nostra politica [qui] è rovinare tutto  fin dall'inizio", alla quale un collega risponde affermativamente, che l'obiettivo è quello di "causare più problemi".

Un altro residente, Mohammad Abu Hommos, che è stato aggredito sette volte, ritiene che il quartiere si sia trasformato in un ghetto. "Issawiya ora è come un laboratorio di prova", ha spiegato. "Testano gli arresti domiciliari, gli interrogatori di minori, ci usano come campo di addestramento per ciò che la polizia dovrebbe fare nel  suo  lavoro."

Abu Hommos crede che gli scontri siano iniziati a seguito di una campagna diffamatoria da parte della polizia israeliana che accusava i residenti di Issawiya di attaccare auto sull'autostrada dirette all'insediamento di Ma’ale Adumim ed al  vicino ospedale di Hadassah con pietre e bombe Molotov.

Abu Hommos respinge con veemenza le accuse. "Non avremmo mai attaccato l'ospedale", ha detto, spiegando che gli attacchi erano in realtà diretti contro le telecamere della polizia fuori dall'ospedale. "Vogliono rappresentarci in un certo modo, non attaccheremmo mai ospedali o medici", ha sottolineato.

Gli attivisti dei gruppi ebraico-israeliani di sinistra Free Jerusalem, All That is Left e Ir Amim hanno inviato squadre ogni notte per documentare le molestie. Sperano anche che la loro presenza riduca il livello di violenza della polizia.

Uno degli attivisti che lavorano con Ir Amim, Aviv Tatarsky, ha detto a Mondoweiss che mentre la brutalità della polizia non è una novità a Gerusalemme Est, l'escalation a Issawiya non ha precedenti rispetto ad altri distretti.

Tatarsky ha ipotizzato l'inizio della violenza correlata con l'entrata in carica del nuovo capo del distretto di Gerusalemme Doron Yedid a febbraio. "Il nuovo capo della polizia che ha deciso che avrebbe inviato i suoi soldati giorno dopo giorno, notte dopo notte, per sconvolgere la vita nel quartiere".

“Da quando è salito al potere, abbiamo visto, molto rapidamente,  il cambiamento. Non sta cercando di ottenere nulla, non sta provando a arrestare nessuno. Non c'è obiettivo che possa raggiugere  e dire "Ho intenzione di raggiungere questo" e poi mi fermerò ".

"Non esiste una buona risposta al motivo per cui ciò sta accadendo", ha continuato. "E puoi vedere il danno psicologico che questo sta causando, specialmente sui bambini." Le autorità israeliane hanno arrestato i bambini di appena cinque anni per le accuse di lancio di pietre, con i genitori convocati per le loro azioni.

"So che se la polizia avesse avuto questo comportamento nella mia strada, io ed i miei vicini avremmo perso molto tempo fa", ha aggiunto Tatarsky.

Nel tentativo di attirare l'attenzione sulle incursioni, gli attivisti israeliani hanno organizzato diverse proteste di fronte alla casa del sindaco di Gerusalemme Moshe Leon a Gerusalemme Ovest, chiedendo il suo intervento per porre fine alla violenza della polizia.

"Non solo non è intervenuto, ma non gli importava  nemmeno delle proteste  di fronte a casa sua come se questo non avesse nulla a che fare con lui.

Così ha inviato la polizia per sbarazzarsi di noi ", fatto che ha portato all’arresto di Tartarsky e di altri quattro attivisti.

"Sai che Israele si definisce una democrazia", ​​ironizza Tatarsky.

“Ma un qualsiasi palestinese che mi sentisse  dire questo o sorriderebbe amaramente o semplicemente riderebbe perché non ha  mai comunque  avuto questa libertà. Quindi, se adesso noi solidarizziamo con i palestinesi, non avremo neppure noi  questa libertà ".

La polizia del distretto di Gerusalemme è stata contattata per un commento.

Miriam Deprez

Miriam Deprez è una fotoreporter freelance di origini australiane. Le sue immagini e articoli sono stati pubblicati in numerosi media internazionali e nazionali che si interessano di Palestina, Europa, Russia, India, Cambogia, Isole del Pacifico e Australia per citarne alcuni.

https://mondoweiss.net/2019/12/issawiya-the-east-jerusalem-neighborhood-at-the-forefront-of-occupation/?fbclid=IwAR2M7rXtjeYyCHmNmEorrRkyOLUi4KUVkWr9X5qWvHg4Pk8gzY1Ank26Hq4

Traduzione a cura di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus