Israele: Rafforzata campagna contro BDS

Israele: il Ministero degli affari strategici lotta per maggiore influenza sui rapporti internazionali

Di Duncan Kirkbride

Il ministero israeliano degli affari strategici si è dedicato alla lotta contro la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) e ad influenzare la copertura internazionale sin dalla sua espansione nel 2015 sotto la linea di Gilad Erdan (destra del Partito Likud). Esempi sono l'articolo dello scorso febbraio "Terroristi in giacca e cravatta", che doveva provare la presunta relazione di ONG israeliane con estremisti di Hamas, e uno spot di luglio con il popolare presentatore israeliano Avri Gilad, che sulla piattaforma video di Youtube finora è stato cliccato quasi 560.000 volte.

Likud-hardliners: Gilad Erdan (si) del Ministero degli Affari Strategici e il Primo Ministro Benjamin Netanyahu

All'inizio di novembre scorso , un opuscolo di 100 pagine intitolato "Behind the Mask - Unveiling the Anti-Semitism of the BDS Movement"(Dietro la maschera- scoprendo l’antisemitismo nel movimento BDS) è apparso sulla piattaforma del governo "4IL" (Defending Israel Online), che è stata pubblicizzata in modo aggressivo attraverso i cosiddetti social network e annunci online. La prefazione è di Natan Scharansky, ex ministro del Partito nazionalista di Likud, e dell'avvocato americano Alan Dershowitz.

Sebbene il titolo cerca di suggerire professionalità investigativa, il lavoro elenca principalmente caricature e dichiarazioni di Facebook da parte di individui e cerca elementi comuni con i più noti stereotipi antisemiti o pubblicazioni della Germania nazista. Indubbiamente, alcune delle pubblicazioni e delle tesi pubblicate online sono più che discutibili, ma qui si cerca di dare l'impressione che i deragliamenti di alcune decine di individui selezionati siano rappresentativi di un movimento con centinaia di migliaia di sostenitori in tutto il mondo. Con la tesi che il BDS non è affatto un movimento di base, ma piuttosto un costrutto controllato da alcune potenti organizzazioni, l'autore usa stranamente uno stereotipo usato del nemico.

Anche se, ad esempio, vengono spesso citati singoli attivisti online che negano a Israele il diritto all'esistenza su Facebook o Twitter, si  cerca invano un dibattito sugli obiettivi reali della campagna, vale a dire il completo ritiro dai territori palestinesi occupati e il riconoscimento della parità di diritti per tutti - richieste che, con la risoluzione 194 delle Nazioni Unite del 1948 e il testo della risoluzione della Terza Conferenza mondiale contro il razzismo nel 2001, sono anche ampiamente riconosciuti dalle Nazioni Unite.

(traduzione: Leonhard Schaefer)

https://www.jungewelt.de/artikel/367842.israel-kampagne-gegen-bds-versch%C3%A4rft.html