Il governo israeliano per l’espulsione di Omar Barghouti, cofondatore BDS

di Yehudit Tzfat – 12 ottobre2019   http://www.palestinemonitor.org/details.php?id=sxe07ka24486y4kwj4mut5

Il ministro dell’interno Aryeh Deri ha annunciato di aver richiesto all’Autorità per la Popolazione e l’Immigrazione una disposizione da usare per espellere dal paese Omar Barghouti, cofondatore del movimento BDS(Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni) nei confronti di Israele.

Barghouti gode dello stato di residente permanente in Israele avendo sposato nel 1993 una palestinese cittadina di Israele.

“Intendo agire rapidamente per privare Barghouti dello stato di residente in Israele, ha detto Deri, “ questo è un uomo che fa di tutto per nuocere al paese e quindi non deve godere del diritto di risiedere in Israele”

L’intento del ministro fa riferimento a modifiche delle leggi sulla residenza in Israele secondo cui la lesa fedeltà può essere considerata un delitto sufficiente per privare una persona dello stato di residente. Boicottare Israele potrebbe qualificarsi come lesa fedeltà.

Il ministro dell’interno ha detto che il Vice Procuratore Generale Dina Zilber ha informato il ministero che esso ha il potere di togliere a Barghouti la residenza.

Il segretario della Lista Araba Unita Ayman Odeh ha duramente condannato la mossa del governo affermando: “Non siamo noi arabi ad essere venuti a stare nello Stato di Israele. E’ lo Stato di Israele che si è venuto ad installare sul nostro territorio. Chi siete voi per negare la residenza a questo autoctono o ad ogni altro cittadino? La negazione della residenza o della cittadinanza costituisce un atto antidemocratico. Oggi è Barghouti, domani sarà chiunque altro a cui non piace il governo israeliano, la sua politica di occupazione e le sue leggi di suprematismo ebraico. Difenderemo i nostri diritti con ogni mezzo a noi disponibile”

Non è la prima volta che Barghouti viene minacciato di espulsione. Nel 2016 alcuni membri della Knesset(parlamento) richiesero di revocare la residenza a Barghouti. Due mesi più tardi i suoi documenti per l’espatrio non vennero rinnovati dall’Autorità per l’Immigrazione. La sua libertà di movimento venne ristretta per un anno fino ad una sentenza della Corte che restituì a Barghouti i documenti rinnovati.

Nello scorso aprile a Barghouti venne negato il visto di entrata negli USA. I suoi sostenitori affermano che gli fu anche negato il visto per poter assistere al congresso del Labour inglese. Il ministero dell’interno inglese affermò che il visto non gli era stato negato bensì che la richiesta era stata inoltrata troppo tardi.

Traduzione e sintesi di Claudio Lombardi di Amicizia Italo-Palestinese