La destra contro ebrei e musulmani allo stesso modo

da: Ofer Aderet su Haaretz del 10 ottobre 2019  https://frammentivocalimo.blogspot.com/2019/10/ofer-aderet-analysis-german-synagogue.html

L’attentatore alla sinagoga tedesca di Halle aveva un giubbotto antiproiettile ed un elmetto quando ha tentato di entrare nella sinagoga piena di fedeli che celebravano lo Yom Kippur. Tra i credenti vi sarà chi sosterrà che il fallimento della realizzazione di una strage di maggiori dimensioni costituisce un miracolo. Altri diranno che i fedeli in preghiera sono stati fortunati. Ma il fatto è che ci è mancato poco che la notizia “due uccisi fuori da una sinagoga in Germania” si tramutasse in “massacro dello Yom Kippur in Germania”.

Negli ultimi anni notizie di attacchi ad ebrei in Germania si sono moltiplicati ed ogni anno vengono segnalati centinaia di attacchi. Tuttavia si tratta per lo più di incidenti “minori” quali attacchi verbali e scontri di strada che finiscono senza danni fisici.

Tuttavia, chi segue le cose in Germania non resta stupito di questo quasi massacro dello Yom Kippur. Un anno fa, nell’agosto 2018, si è acceso un allarme sull’aria che tirava e sul fatto che gli ebrei potessero attendersi attacchi peggiori od anche temere per le proprie vite. In quel mese dei neonazi attaccarono un ristorante ebraico nella città di Chemnitz che, come Halle, si trova nella ex Germania Est. Gli assalitori gridavano” fuori dalla Germania, porci ebrei!” tirando sassi e bottiglie contro il ristorante.

Negli anni recenti le comunità ebraiche in Germania hanno riferito su incidenti riferibili a due diversi gruppi: l’estrema destra e fanatici islamici. Secondo dati governativi l’estrema destra è responsabile di un assai maggior numero di attacchi che non gli islamisti.

Ma poiché attacchi come quelli di Halle e Chemnitz sono rari, la gente crede erroneamente che l’estrema destra se la prenda con arabi e musulmani. L’aumento del pericolo conseguente alla combinazione tra ideologia di estrema destra e più facile accesso alle armi si è avuto nei primi 10 anni del 2000, quando la Nationalsozialistischer Untergrund, o NSU, una cellula terroristica tedesca di matrice neonazista attiva tra il 1997 e il 2011, ha operato senza impedimenti. Tre dei suoi membri uccisero nove immigrati ed un poliziotto. Beate Zschäpe, una dei leader e solo membro ancora in vita, sta scontando l’ergastolo in Germania.

Secondo dati governativi sono poche centinaia gli attivisti dell’estrema destra considerati pericolosi e violenti. Sono sotto sorveglianza, almeno ufficialmente, ma non pare una sorveglianza assai efficace. Va notato, come prova l’attentato di Halle, che l’estrema destra non ha mai abbandonato l’odio per “il nemico ebreo”, anche se la popolazione ebraica in Germania è solo di 100mila contro 82 milioni di abitanti. Non va dimenticato poi che attentati, anche antisemitici, sono stati svolti in Germania da parte di musulmani ed immigrati richiedenti asilo arabi.

Sabato 5 ottobre un richiedente asilo siriano è stato arrestato dopo che aveva tentato di assalire gli agenti di sorveglianza della sinagoga di via Oranienburg a Berlino, sede della comunità ebraica. Aveva un lungo coltello e le guardie hanno riferito che urlava “Allahu akhbar” e malediva Israele. L’attentato più grave svolto da un immigrato musulmano avvenne a Berlino al mercato di natale nel dicembre 2016 che investì ed uccise 12 persone , compreso un israeliano. Lo Stato Islamico ne rivendicò la responsabilità.

Halle, presso Lipsia

Traduzione e sintesi di Claudio Lombardi, Amicizia Italo-Palestinese