La vicenda Tlaib-Omar un boomerang per Trump

Trump intendeva ingraziarsi le comunità ebraiche, che invece lo accusano di favorire  l'antisemitismo. Trump ha accusato  i democratici USA, di cui fanno parte Tlaib e Omar,  di far mancare il sostegno a Israele e  che gli ebrei americani che intendono votare democratico mostrerebbero “grande slealtà”

da: The Times of Israel, The Associated Press, 23 agosto 2019      https://www.timesofisrael.com/trump-jews-who-vote-democrat-show-lack-of-knowledge-or-great-disloyalty/?utm_source=The+Daily+Edition&utm_campaign=daily-edition-2019-08-21&utm_medium=email

Testualmente Trump ha affermato martedi 20 agosto : “Io penso che qualunque ebreo che votasse per i democratici mostrerebbe una totale ignoranza o una grande slealtà”

Trump nell’occasione stava commentando il coro di proteste seguite dopo che Israele aveva vietato l’ingresso nel paese alle parlamentari democratiche Rashida Tlaib and Ilhan Omar. Trump aveva fatto pressioni su Netanyahu perché a Omar e Tlaib fosse vietato l’ingresso in Israele. Omar e Tlaib fanno parte del quartetto di donne democratiche di colore detto “la squadra” che nel Congresso si batte per i diritti dei palestinesi ed hanno richiesto che gli USA taglino gli aiuti militari ad Israele fin quando non vengano fermati nuovi insediamenti e garantiti uguali diritti ai palestinesi.

Dopo l’annuncio del divieto di ingresso in Israele alle due parlamentari, Trump aveva twittatto: “Le parlamentari Omar e Tlaib sono la vera faccia del Partito Democratico, e loro ODIANO Israele!” Con questo, Trump si aspettava che il suo incondizionato sostegno ad Israele gli fruttasse un incremento dei voti ebrei e dei Cristiani Evangelici nelle elezioni 2020.

“Se votate per un Democratico, siete sleali nei confronti del popolo ebraico e siete molto sleali nei confronti di Israele” ha insistito successivamente Trump con i media “ Solo gente debole direbbe cose diverse da queste”

Questi attacchi contro Omar, Tlaib e i democratici in cui traspare il concetto di “doppia lealtà” risultano invece offensivi e vengono denunciati dalle comunità ebraiche come antisemiti.

Aaron Keyak, già presidente del National Jewish Democratic Council, ha immediatamente criticato le affermazioni di Trump: “Gli ebrei hanno una lunga tradizione di vivere in nazioni dove venivano considerati sleali, questo tipo di posizioni sono pericolose, sconsiderate e sbagliate”

Leaders ebrei americani hanno condannato duramente questa posizione di Trump perché quello che sta usando è un pericoloso luogo comune antisemita. “Non è chiaro nei confronti di chi dovrebbero mai essere “sleali” gli ebrei, ma accuse di “slealtà” sono state a lungo utilizzate per attaccare gli ebrei” ha twittato Jonathan Greenblatt della (ultrasionista, NdR) Anti-Defamation League, chiedendo al presidente di smettere di “usare gli ebrei come un pallone da football per i suoi giochi politici”

Il presidente dell’American Jewish Committee David Harris ha definito “oltraggiose” le affermazioni di Trump.“Questa è una nazione libera. Gli ebrei non costituiscono un blocco monolitico , né dei votanti a senso unico . Alcuni voteranno Democratico , altri Repubblicano. Come americani, questo è il loro diritto. Per favore tenete il concetto di lealtà al di fuori di tutto questo” ha affermato.

“Questo è un ulteriore esempio di come Trump continui a strumentalizzare l’antisemitismo” dice Halie Soifer, direttrice del Jewish Democratic Council of America. “In un periodo come questo in cui sono aumentati gli attacchi antisemiti -dovuti all’incoraggiamento del nazionalismo bianco da parte del presidente- Trump va a risollevare questa litanìa antisemita. Se si tratta di lealtà ad Israele, allora Trump sta parlando di una doppia lealtà, che è una forma di antisemitismo. Se invece si tratta di essere leali nei confronti di lui, allora Trump ha bisogno di aprire gli occhi. Noi viviamo in una democrazia e l’appoggio ebraico al partito repubblicano si è dimezzato negli ultimi 4 anni”.

Trump si sa che è assai contrariato per la sua impopolarità presso gli ebrei americani , malgrado il suo sostegno sfacciato nei confronti di Israele e le sue mosse per riconoscere Gerusalemme capitale spostandovi l’ambasciata USA. Tuttavia oltre il 75% degli ebrei USA risulta abbiano votato Democratico alle elezioni di medio termine (quelle che hanno dato ai democratici la maggioranza alla Camera, NdR) con un incremento di 4 punti percentuali rispetto ai votanti per Hillary Clinton alle presidenziali del 2016, che erano stati il 71%. I Democratici ora dicono che le parole di Trump vanno a perpetuare l’adagio antisemita che gli ebrei abbiano una doppia fedeltà, in questo caso fedeltà agli USA e ad Israele.

Secondo J STREET, organizzazione ebraica di ispirazione liberal “E’ pericoloso e vergognoso da parte di Trump attaccare la maggioranza della popolazione ebraica come poco intelligente e sleale” dice Logan Bayroff, direttore dell’organizzazione ”ma non sorprende che i suoi attacchi razzisti ed ipocriti a donne di colore del Congresso siano poi sfociate in oltraggi contro gli ebrei”

Ann Lewis and Mark Mellman di Maggioranza Democratica per Israele l’hanno definita “una delle accuse più mortalmente pericolose che gli ebrei abbiano ricevuto negli anni . False accuse di slealtà nei secoli hanno fatto sì che ebrei venissero uccisi, imprigionati e torturati.”

Anche non-ebrei si sono fatti sentire; l’ex commentatore alla radio CBS Dan Rather ha twittato: “Facciamo chiarezza, quando Trump dice che gli ebrei che votano democratico mostrano “o una totale ignoranza o una grande slealtà” lui va ad alimentare forze del fanatismo e dell’antisemitismo con tutta la loro storia sanguinosa”

Mentre critiche sulle affermazioni di “slealtà” sono si sono estese nelle comunità ebraiche USA, almeno un gruppo è corso in sua difesa e cioè la Coalizione Ebraica Repubblicana, che ha twittato: “ Trump ha ragione, si mostra una grande slealtà verso se stessi se ci si schiera con un partito che protegge ed incoraggia gente che ti odia a causa della tua religione”.

Mentre Netanyahu se ne è stato prudentemente zitto, il presidente israeliano Rivlin si è affrettato a contattare Nancy Pelosi, (portavoce dei democratici al Congresso e sionista di ferro, NdR) affermando “I rapporti tra Stato di Israele e USA è un legame tra due popoli che deriva da legami storici, profonda e forte amicizia, valori condivisi, che non dipendono dai rapporti con un determinato partito” ha voluto dire Rivlin a Pelosi.

Anche Omar aveva determinato una sollevazione di scudi in marzo quando aveva detto “Voglio dire dell’influenza politica in questo paese secondo cui va bene spingere per la fedeltà ad un paese straniero” parole per cui è stata accusata di antisemitismo e di cui ha dovuto successivamente scusarsi. Trump aveva chiesto allora che si dimettesse dal Congresso o almeno dalla Commissionie Esteri del Congresso.

A Tlaib, palestinese-americana, Israele avrebbe concesso l’ingresso solo per visitare la nonna 90enne ma senza contatti politici, condizioni che lei ha rifiutato. Nel corso di una conferenza stampa ha detto: “Sitty-il termine arabo di “nonnina”- mi ha raccomandato nel corso di una commovente telefonata, di non accettare di venire in Palestina a quelle umilianti condizioni. Lei mi ha detto che io sono il suo sogno realizzato. Io sono un uccellino libero e allora perché tornare in gabbia, quando la mia elezione ha fatto rialzare la testa a mia nonna e le ha dato dignità per la prima volta”

Perfino la sionistissima AIPAC (American Israel Public Affairs Committee) ha condannato la mossa Trump-Netanyahu di vietare l'ingresso in Israele alle due parlamentari USA Omar e Tlaib

Traduzione e sintesi a cura di Claudio Lombardi di Associazione di Amicizia Italo-Palestinese