La banca tedesca che ha chiuso il conto corrente della “Juedische Stimme fuer gerechten Frieden in Nahost “ (Voce ebraica per la pace giusta in Medio Oriente , affiliata di “EUROPEAN JEWS FOR A JUST PEACE)

La banca tedesca che ha chiuso il conto corrente della “Juedische Stimme fuer gerechten Frieden in Nahost “ (Voce ebraica per la pace giusta in Medio Oriente , affiliata di “EUROPEAN JEWS FOR A JUST PEACE) :

Germania- Israele: Dalla mazza di Auschwitz alla mazza antisemita.

Le relazioni tra la Repubblica Federale Tedesca e lo stato di Israele erano da sempre “speciali”. Dopo la firma del contratto tra Ben Gurion ed il cancelliere Adenauer di “risarcimento” per i crimini contro il popolo ebraico e per “la colpa collettiva “ del popolo tedesco Israele ricevette miliardi di marchi. “There is no business like Shoa-business” diceva dopo la scadenza del contratto il ministro degli esteri israeliano Abba Eban e lo scrittore Martin Walser parlava della “mazza di Auschwitz” che Israele avrebbe usato contro la Germania. Daniel Finkelstein scrisse più tardi la sua “Industria dell’Olocausto” e tuttora la Germania continua a fornire ad Israele quasi gratis armamenti e sottomarini.

Poichè la Merkel ha dichiarato la “sicurezza” di Israele come ragion di stato, le relazioni tra i due stati ed il comportamento della Repubblica federale hanno raggiunto altre dimensioni: ogni critica allo stato d’Israele viene -sposando la definizione dubbiosa della International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA ) -dichiarata “antisemita” ed ubbidendo al ministero israeliano degli esteri, a quello degli affari strategici (leggasi: “Brand Israel e anti BDS”) ed all’ambasciatore israeliano. Ultima la risoluzione anti-BDS del Bundestag: libertà d’opinione addio. E non finisce qui: personaggi ebrei tedeschi (alcuni con passaporto israeliano), critici con la politica oppressiva dello stato d’Israele o vicini al BDS vengono diffamati.

Il colmo è stato che la Bank für Sozialwirtschaft (banca per l’economia sociale) ha voluto chiudere il conto corrente dell’organizzazione: “Juedische Stimme fuer gerechten Frieden in Nahost “ (Voce ebraica per la pace giusta in Medio Oriente, affiliata di “EUROPEAN JEWS FOR A JUST PEACE") per la sua vicinanza al BDS accusando i membri (ebraici!) di antisemitismo.

A Monaco di Baviera (dove il consiglio comunale già da dicembre 2017 nega le sue sale ad organizzazioni pro Palestina o pro BDS) si è svolta un’assemblea di protesta “libertà d’opinione e mazza antisemita” in cui ha parlato anche il membro della Voce ebraica per la pace giusta in Medio Oriente, Nirit Sommerfeld. Pubblichiamo la sua lettera alla Bank für Sozialwirtschaft qui di seguito. Una denuncia commovente. NdR

 

Spett.le Bank für Sozialwirtschaft 

Egregi…

Avete chiuso il nostro conto corrente, La Voce ebraica per la pace giusta in Medio Oriente. Che questo è stato di fatto un grosso errore, potete evincere sia dalla nostra dichiarazione che dalle innumerevoli lettere di protesta che vi sono raggiunte. Non c'è quasi nulla da aggiungere tranne forse una parola personale, la mia storia personale. Forse è così che capite l'impasse in cui vi siete cacciati.

 Mio padre, che era stato salvato da suo padre all'età di 18 anni da Chemnitz in Sassonia in Palestina, portò me e mia madre in Germania all'inizio degli anni '70. Mi ha insegnato che la Germania è la terra dei poeti e dei pensatori il cui capitolo più oscuro appartiene al passato, che i tedeschi, che avevano assassinato suo padre e molti altri membri della famiglia, avevano imparato dall'Olocausto: mai più! Pertanto, mi ha insegnato che non dovrei mai dimenticare, ma che dovrei imparare a perdonare. E lui mi ha insegnato che in realtà tutte le persone sono uguali: anche io qui come israeliana, come ebrea tra i tedeschi dovrei essere equivalente ed aver un trattamento uguale, così come anch’io dovrei trattare tutte le persone allo stesso modo.

Molti anni dopo ho conosciuto i diritti umani e la costituzione tedesca - e la vita da adulto in Israele, dove mi sono trasferito con la mia famiglia nel 2007 per vivere nella terra del mio sogno. Ma la mia terra natale era diventato uno stato con due facce: uno stato considerevolmente democratico per i suoi cittadini come me ebrei, dove si può vivere meravigliosamente, e uno stato d’occupazione per tutti i non ebrei, per i quali gradualmente la situazione di vita è pesante. Gli israeliani di origine palestinese stanno-con tutte le discriminazioni-relativamente bene rispetto ai palestinesi di Gerusalemme Est che sono molto discriminati o quelli estremamente oppressi e perseguitati della Cisgiordania. Sono derubati della loro libertà e autodeterminazione in quasi tutti i settori della vita e ancora di più i due milioni di abitanti di Gaza che tutti i giorni sperimentano l'inferno sulla terra.

Vi dico questo per esperienza personale - dal 2009 vivo di nuovo in Germania, ma mi reco nel mio paese di nascita e Palestina regolarmente - e mi duole profondamente dover dire a voi, come tedeschi, come non ebrei, tutto ciò.

Pensate seriamente che lo stia facendo per odio di me stessa? Pensate che possa rendere felici me o altri ebrei impegnati nella Voce ebraica di parlare delle atrocità del governo israeliano? Non riuscite a immaginare che noi - artisti, accademici, professori e molti altri ebrei e israeliani - ci stiamo tormentando giorno e notte a proposito di come eliminare l'ingiustizia? Come possiamo dissuadere il nostro paese, che parla nel nome di noi ebrei nel mondo, dalla sua aberrazione e quindi renderlo un servizio d'amore? Come possiamo aiutare i palestinesi impegnati nella nonviolenza? Non abbiamo chiaramente affermato sul nostro sito web che condanniamo qualsiasi forma di violenza?

Nello specifico: non vogliamo lanciare pietre o bombe, come è successo nelle prime due Intifada e purtroppo in seguito ancora e ancora. Pertanto, in casi selezionati che corrispondo ai nostri principi, la Voice Ebraica supporta determinate attività del BDS. Come vi permettete di diffamarci come antisemiti? Come osate intervenire come fornitore di un servizio nel dibattito politico e, di fatto, boicottandoci? Quello che fai è obbedienza anticipata - ma vi chiedo: Davanti alla vostra porta c’è la SA , come stava davanti alla porta dei vicini del mio nonno che lo nascondevano rischiando la vita? E che dovettero poi abbandonarlo all'annientamento per salvare la propria vita?

 No, davanti alla vostra porta c’è la pretesa del governo israeliano di non permettere nemmeno la legittima critica delle loro politiche, e Voi fate il loro gioco, perché il governo israeliano è bravissimo ad attivare la vostra coscienza sporca e giocare con il vostro " obbligo storico ". Ma il vostro impegno storico, egregi…, è, come cittadini tedeschi, prendere sul serio il “mai più” e sostenere nessuno che discrimina altre persone- anche nessun governo ebraico- israeliano! Non potete fare ammenda per i crimini mostruosi del collettivo tedesco, ma è possibile garantire che questi crimini non possano mai essere dimenticati e che idee discriminatorie di destra non possano mai e in nessun luogo essere seminate.

Soprattutto non spetta a voi giudicare noi ebrei o considerare che centri l'antisemitismo. Che scherno! Mi aspetto le vostre scuse per questo.

 L'atto che una banca tedesca chiuderà il conto ad un'associazione ebraica per ragioni politiche dopo nell'anno 74 dopo l'Olocausto un giorno entrerà nei libri di storia come un atto di antisemitismo. È nelle vostre mani prevenirlo. Il fatto di ricevere applausi da organizzazioni ebraico-israeliane, in particolare dal governo israeliano di destra nazionalista, dovrebbe farvi riflettere.

Cordiali saluti,

 Nirit Sommerfeld

(traduzione: Leonhard Schaefer)